di Elisa Navarra

Case in tufo giallastre dai balconcini con ringhiere in ferro battuto, viuzze abbandonate su cui si affacciano portoni verdi in legno, sempre chiusi, e rosse cabine telefoniche inglesi che spezzano l’atmosfera da paesino fantasma. Il silenzio di Gozo è così lontano dalle spiagge affollate e dalle disco di Malta, eppure sono solo 20 minuti in traghetto. I paesini dell’isola sembrano deserti, solo pochi vecchietti nel bar della piazza, che neppure la sera si anima.

Tuttavia anche Gozo conosce l’ebbrezza della festa. Siamo a S. Lawrence, paesino di quasi 600 abitanti, alle spalle degli scorci suggestivi di Azure Window. È la notte delle stelle cadenti, ma solo due vecchietti hanno posizionato le sedie sul muretto pronti a vedere il cielo piangere. Dalla mattina infatti tutto il paese di S. Lawrence è indaffarato tra stendardi e coccarde, nell’euforica attesa dei festeggiamenti del proprio patrono.

La festa della cittadina ha contagiato l’intera isola ed il folklore della celebrazione si riversa nelle spiagge di Gozo. La cerimonia diviene un pretesto per unire tutti i sessi e l’età: ragazzi e bambini con indosso le magliette del santo gridano in riva al mare; un camioncino provvisto di megafono anima i sentieri sterrati con le canzoni del martire. Striscioni statue e stand da allestire: d’improvviso l’isola sembra aver ripreso vita, e quei viottoli che fino al giorno prima sembravano abbandonati ora pullulano di cori e inni riadattati.

Col calare del sole la piazza si accende di rosso e di giallo, i colori del martire. Ecco la statua che fa la sua uscita nella folla: tra luci e applausi, passa accanto alle ragazze in tacchi e gonna per l’occasione, alle donne fiere commosse nell’abito tradizionale. È un’esplosione di colori, tra bandiere ed icone del santo. Il rullo dei tamburi della banda si confonde con lo scoppiettio dei fuochi d’artificio che esplodono lontani, in un carnevale di ornamenti religiosi e carretti che vendono ciambelle caramellate.

Sembra di essere tornati indietro di mezzo secolo, quando le feste paesane ancora coloravano le piazze, e la religione ed il folklore movimentavano l’intera città.  Una semplice ricorrenza era occasione di festa, e nella tradizione si riunivano giovani adulti locali e forestieri. Ma fino a quando quest’isola sfuggita allo scorrere tempo riuscirà a conservare la propria natura? Il dinamismo di Malta si affaccia incombente alla porta, e il silenzio e le leggende di Gozo potranno sopravvivere solo grazie all’assurdo magia che le ha preservate intatte finora.

 

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