Rihanna: dal palco alla passerella

Sono passate poche settimane dall’uscita della seconda collezione che la affermata pop star Rihanna ha concepito con il marchio delle scarpe dei sogni, Manolo Blahnik. La capsule collection si chiama “Savage”, è uscita nei neagozi il 17 novembre ed è composta da tre modelli. Tronchetti e stivali al ginocchio stringati e bordati di pelliccia e cuissardes in cavallino decorati con motivi barocchi, tutti rigorosamente con tacco a spillo.

Manolo Blahnik - 9 TO 5Ma questa non è la prima collaborazione di Rihanna con il marchio: la scorsa primavera aveva firmato la capsule di sei modelli “Denim Desserts”, ricordata soprattutto per i discutibili stivali di denim che da metà coscia si allacciavano ad una cintura tempestata di decorazioni. Inutile dire che entrambe le collezioni sono andate sold out in tempi brevissimi.

Nel dicembre 2014 era stata nominata Direttore Creativo e ambasciatrice globale del brand sportivo Puma, causando non pochi scandali. Gli ambasciatori del marchio erano sempre stati, giustamente, atleti di livello come Usain Bolt e Mario Balotelli, e in molti si sono chiesti cosa ci facesse una pop star in un’azienda di abbigliamento sportivo. Da icona di stile, Rihanna è capace di indirizzare i trend come poche figure dello star system, e la scelta di Puma si è rivelata vincente nell’ottica di un cambiamento di target. I loro prodotti adesso sono rivolti più a seguaci della moda e soprattutto dello street style, lasciando forse un po’ da parte il settore di abbigliamento sportivo tecnico.

Risultati immagini per rihanna puma febbraio 2015La cantante aveva già fatto il suo debutto da stilista nel febbraio 2015, con una collezione completa, calzature e abbigliamento dal gusto gotico di ispirazione giapponese, con qualche richiamo al mondo della boxe. Nero come colore predominante, collari choker e scarpe da ginnastica con tacchi.

La scelta difficile da digerire per molti è stata quella di aver nominato direttore creativo di un brand una figura certamente importante nel campo della moda, ma allo stesso tempo non preparata come lo sarebbe un designer di professione. Risulta un po’ scorretto assegnare un ruolo di quel calibro ad una persona che, oggettivamente, non ha le competenze per farlo.

Nonostante tutte le critiche che si potrebbero fare la strategia si è rivelata vincente dal punto di vista degli affari: il marchio è riuscito a rilanciarsi, e continua a farlo tuttora con le ultime collezioni. Trasformando completamente il tipo di abbigliamento trattato, dedicandosi non più allo sportswear ma allo street wear – non a caso così in voga al momento – Puma è riuscito a imporsi come marchio che, dopo anni di silenzio, fa ancora parlare di sé.

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