LETTERA AD UN NIPOTE

di Martina Difilo

Sarà difficile diventar grande, prima che lo diventi anche tu. Metterò via i giochi, proverò a crescere.

Ti guardo correre e il mio cuore si riempie di gioia. Sì, anche solo guardandoti correre. Perché ti amo di un amore così folle, così profondo, che qualunque cosa tu faccia mi rende felice. Ricordo perfettamente la prima volta in cui i miei occhi hanno guardato dritti nei tuoi, che ancora non riuscivano a mettere a fuoco quel che ti stava intorno. Tu eri in una piccola culla e avevi appena compiuto la fatica più grosse di tutte: venire al mondo. E io già ti amavo, di un amore indescrivibile, solo per il fatto che tu fossi lì.

I primi mesi della tua vita non riuscivo nemmeno a prenderti in braccio: eri così piccolo, così fragile, che mi sembrava di poterti rompere. Poi, piano piano, ho trovato il coraggio di stringerti a me, di sentire il tuo cuore contro il mio ed è stata una delle più belle emozioni del mondo. Così come la prima volta che ti sei addormentato tra le mie braccia e io ti ho guardato dormire e intanto piangevo lacrime di gioia, ma in silenzio, per non svegliarti. Mi hai fatta sentire come nessuno aveva mai fatto prima: forte, una roccia, le mie braccia per te erano un porto sicuro, in cui potersi lasciare andare senza avere paura. Avevo vent’anni e mi sono sentita grande: qualcuno aveva bisogno di me ed io, forse, avevo le capacità per prendermene cura. Ed è stato così naturale il modo in cui ho risposto ai tuoi bisogni, che quasi non riuscivo a riconoscere me stessa. Stavo cominciando ad indossare un nuovo costume, stavo per ricoprire un ruolo nuovo, che mi spaventava: ero diventata zia ed era arrivato il momento di dimostrarlo.

Sarà difficile chiederti scusa per un mondo che è quel che è. Io, nel mio piccolo, tento qualcosa, ma cambiarlo è difficile.

L’istinto di protezione che provo nei tuoi confronti è così radicato, così viscerale, che vorrei poter prevedere ogni ingiustizia a cui sarai sottoposto, ogni momento brutto che vivrai, per poterli cancellare fin da ora. Ma so che questo non è possibile, so che una vita facile è un traguardo ambito, ma non raggiungibile. L’unica consolazione che posso avere è la certezza che sarò sempre al tuo fianco a combattere ogni battaglia, ogni giornata storta, ogni dolore. Così come sarò con te per ridere e piangere di ogni gioia.

Sarà difficile dire “Tanti auguri a te”: a ogni compleanno vai un po’ più via da me.

Quando eri piccolo, piccolissimo, non vedevo l’ora che crescessi, perché pensavo a tutte le cose che avremmo potuto fare insieme, avevo fretta di vivere tutto quello che potevo, con te. Ora che gli anni cominciano a passare, mi sembrano corrano troppo veloci e che il momento in cui non avrai più così tanta voglia di passare i pomeriggi con la tua zia arriveranno presto. E allora vorrei fermare, almeno per un po’, lo scorrere di quelle candeline per tenerti sempre con me a giocare e disegnare e fare le passeggiate e guardare i documentari o qualunque cosa tu abbia voglia di fare. Perché qualunque cosa tu voglia fare, la zia la farà con te: la cosa importante è che tu continui a sorridere e ridere di gusto.

Sarà difficile vederti da dietro sulla strada che imboccherai: tutti i semafori, tutti i divieti e le code che eviterai. Sarà difficile, mentre piano ti allontanerai a cercar da solo quello che sarai.

E lo so che un giorno dovrò per forza lasciarti andare, me l’ha insegnato la tua nonna, che ha lasciato andare me, la zia e la tua mamma, così che potessimo trovare la nostra strada. Sarà un giorno difficile quello in cui dovrò fare i conti col fatto che sarai grande, indipendente e, come io ho già fatto, avrai bisogno di trovare te stesso. L’unica cosa che posso augurarti è di trovarti, conoscerti e poi non perderti mai. Non smettere mai di amare e al contempo migliorare quello che sei. La zia, comunque, anche se magari in disparte, sarà sempre pronta a ricordarti quanto vali.

Sarà difficile lasciarti al mondo e tenere un pezzetto per me e nel bel mezzo del tuo girotondo, non poterti proteggere. Sarà difficile ma sarà fin troppo semplice, mentre tu ti giri e continui a ridere.

Quando sarai grande, quando non verrai più a svegliarmi la domenica mattina al suon di “Dormigliona, è già giorno!!” e non mi cercherai per giocare alle costruzioni o con gli animali, terrò con me tutti i ricordi che stiamo costruendo insieme. Li guarderò sorridendo, con un po’ di nostalgia. Mi mancheranno anche i capricci, già lo so. Ma tu vai, vai nel mondo, nipote mio. Conoscilo, esploralo, vivi ogni esperienza che ti capiterà con la maggiore intensità possibile. Sbaglia, balla, corri, ridi, divertiti e sii anche un po’ triste. Qualunque strada tu prenda, qualunque persona tu voglia essere, fallo fino in fondo. Non perderti nemmeno un minuto di questa vita; non pensare a come le cose sarebbero potute andare, i rimpianti e i rimorsi non servono a niente. Se sei insoddisfatto, cambia. Non c’è niente di più bello al mondo di cambiare, reinventarsi, non lasciare mai che un giorno sia uguale identico ad un altro. Io sarò sempre qui a sostenerti, ad amarti, a guardarti andare, sperando, però, che facendolo ti volterai indietro per sorridermi. È la tua vita e solo tu puoi decidere come viverla. Ricordati sempre che la zia ti ama e ti amerà per sempre.

A modo tuo, andrai a modo tuo: camminerai e cadrai, ti alzerai, sempre a modo tuo.

A modo tuo, andrai a modo tuo: dondolerai, salterai, canterai, sempre a modo tuo.

 

 

 

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