Perché nella città moderna pensiamo all’architettura come a una scatola? Esiste invece un modo per non separare edifici e natura, ma per combinarli insieme? Ma Yansong è un architetto cinese con un’idea particolare: unire l’architettura all’ambiente, senza che uno dei due escluda l’altro.

Quando era ancora un bambino, Ma ha imparato a nuotare in un lago a Pechino, e ogni giorno dopo scuola scalava montagne. Ma col tempo, quella stessa natura è stata rimpiazzata da edifici sempre più moderni. Sono grattacieli che si assomigliano molto, sembrano tutti uguali, come se fossero scatole di fiammiferi. Proprio per questo motivo ha deciso di cambiare l’idea dell’architettura come meglio poteva.

Da un acquario alla realtà

Nelle città cinesi si sta costruendo molto. Le strutture non solo competono per spazio e altezza, ma imparano anche molto dalle strategie urbane nordamericane, ripetendole da città a città. Quindi, come architetto in Cina, Ma si è chiesto che cosa avrebbe potuto fare al riguardo. Un giorno, mentre stava camminando per strada, ha visto delle persone vendere pesce, mettendolo in un acquario cubico. A questo punto, come magari già in tanti ci hanno pensato, Ma si è chiesto: perché uno spazio cubico per i pesci? A loro piace lo spazio cubico?

Ma Yansong
Marylin Monroe Towers

Ovviamente no. Così, dopo aver fatto una piccola ricerca, ha inserito nell’acquario una macchina fotografica e ha cercato di osservare come si comportano i pesci in questo spazio cubico. Probabilmente non erano felici perché semplicemente lo spazio cubico non era la casa perfetta per loro. Ha deciso così di progettare un nuovo acquario per loro. Un acquario più organico, che dovrebbe avere uno spazio più fluido all’interno. Ma un anno dopo, Ma ha avuto l’opportunità di progettare questo vero edificio per gli umani.

Le Marilyn Monroe Towers  a Toronto

Si tratta di una coppia di torri che ha costruito a Mississauga, una città fuori Toronto. La gente le chiama Marilyn Monroe Towers a causa della loro curvatura. È tutto ispirato dalla natura, con la dinamica del sole e del vento. Dopo aver finito di progettare la prima torre, è stato chiesto a Ma di non progettare la seconda, ma di ripetere semplicemente lo stesso design.

A tale richiesta, Ma ha risposto dicendo: “Non puoi avere due Marilyn Monroe lì. La natura non si ripete mai, almeno ora abbiamo due edifici che possono ballare insieme“.

Edifici modellati come montagne: Huangshan Mountain Village
Huangshan Mountain Village

Un altro progetto che Ma ha costruito in Cina è un complesso residenziale abbastanza grande che si trova in una cornice naturale molto bella. La prima volta che Ma ha visitato il sito, infatti, ha quasi deciso di rifiutare il lavoro perché si sentiva un criminale a toccare un luogo così paradisiaco.

Ma il suo secondo pensiero è stato che, se non lo avesse fatto lui, avrebbero comunque messo lì delle torri urbane standard. Così ha pensato di provarci, procedendo in questo modo: ha preso i contorni delle montagne intorno e, utilizzando queste linee, le ha trasformate in edifici. Ogni edificio ha una forma diversa, una misura diversa, un’altezza diversa, diventando così l’estensione della natura in cui si trova.

Chaoyang Park Plaza a Pechino

A Pechino, invece, gli è stato chiesto di progettare delle torri urbane simili a una montagna nera. L’edificio si inserisce benissimo nella città, trovandosi sul confine di un bel parco. Tuttavia è diverso, molto diverso dagli altri edifici, perché quelli cercano di costruire un muro intorno alla natura. Al contrario, Ma cerca di rendere la costruzione parte della natura, in modo da estenderla dal parco alla città.

Harbin Opera House

All’estremo nord della Cina ha costruito anche un teatro. Vicino al fiume, in una zona umida, l’edificio assomiglia letteralmente ad una montagna innevata. La particolarità di questa struttura architettonica è che le persone possono camminare sull’edificio.

Durante il giorno e quando non ci sono rappresentazioni, le persone vanno lì, si godono la vista e possono continuare la passeggiata dal parco all’edificio. Quando raggiungono il tetto, trovano un anfiteatro incorniciato dal panorama, dove possono cantare al cielo.

Quello che vogliamo fare è creare un ambiente che fonda i confini tra architettura e natura. Così l’architettura non è più una macchina efficiente dove vivere. Riflette anche la natura attorno a noi. Riflette le nostre anime e spiriti. Quindi, come architetto, non credo che in futuro dovremmo continuare a fare quelle scatole di fiammiferi. Credo che quello a cui aspiro è l’opportunità di creare un futuro in armonia tra uomini e natura.


FONTI:

ted