Quando si pensa ai confini, si è soliti pensare a linee nette e a ostacoli fisici da superare. Nel corso della storia, le comunità umane hanno spesso investito di tale ruolo alcuni elementi del paesaggio: fiumi, laghi e catene montuose. Tuttavia, quando ci si avvicina ai punti convenzionalmente scelti come luoghi di frontiera, è facile accorgersi come il concetto di confine non sia altro che un’illusione. Stefano Catone, studioso di migrazioni classe 1986, cerca di far luce proprio su questo fatto tramite il suo Camminare. Lungo i confini e oltre, edito dalla neonata casa editrice gallaratese People.

Come dichiarato sin dalla quarta di copertina del volume, Camminare è un libro di difficile definizione: le sette sezioni divise in brevi capitoli che lo compongono vedono alternarsi una prosa altamente informativa dall’intonazione giornalistica a momenti caratterizzati dalla vocazione narrativa. Inoltre, se l’organizzazione del materiale segue l’ordine logico e preciso tipico di un testo saggistico, è anche vero che le frequenti descrizioni o i brevi scambi di battute danno respiro a queste pagine, rendendole di piacevole e scorrevole lettura.

Nelle centosessanta pagine di Camminare, dunque, Catone affronta la complessa tematica dei confini secondo vari punti di vista. La prima sezione, intitolata appunto “Confini”, tenta di dare alcune prime definizioni, capovolgendo sin dall’inizio il significato che siamo soliti dare a questa parola:

Camminare lungo e oltre i confini può essere un gioco da ragazzi, proprio perché la natura di quei luoghi non divide – come può farlo un passaggio di frontiera a valle – ma unisce.

Queste righe, oltre ad esporre per la prima volta la problematicità del concetto di frontiera, stabiliscono il legame che lo scrittore intende stabilire tra questa tematica e l’atto del camminare. Percorrere i confini a piedi dà la possibilità di osservarli da vicino e scoprirne la natura fragile e illusoria. È un movimento caratterizzato dalla gradualità e dalla lentezza, che per questo permette un’attenta osservazione, favorisce l’incontro, l’ascolto e, di conseguenza, una più profonda consapevolezza.

È per questo motivo che Catone afferma:

Ecco che il camminare diventa la più pacifica e allo stesso tempo rivoluzionaria delle azioni, l’azione di chi si sente “egualmente a casa dappertutto” Il camminare implica una presenza fisica. Camminare significa decidere di mettersi in moto, scegliere una direzione, un ritmo, pianificare una rotta.

Effettivamente sono proprio degli atti di ribellione a costituire il focus di numerosi interessanti capitoli. Si tratta del movimento attraverso i confini di migliaia di viaggiatori clandestini nel corso della Storia, i quali, attraverso il loro camminare, riaffermano il proprio diritto di spostarsi liberamente, di scegliere da che parte stare o, più semplicemente, di esistere. Ripercorrendo le sue escursioni in montagna, soprattutto nei dintorni di Varese, lo scrittore coglie quindi l’occasione per raccontare la storia di quei luoghi, dei suoi confini e delle persone che nei secoli li hanno attraversati.

La frontiera tra le Alpi lombarde e la Svizzera, infatti, è stata negli anni al centro di una lunga serie di movimenti e scambi, punto di unione ancor più che di separazione tra due comunità. Durante i difficili anni della Seconda guerra mondiale riuscire ad attraversare quell’invisibile confine poteva equivalere alla propria salvezza: furono moltissimi gli ebrei che tentarono la rischiosa impresa di attraversare le montagne per ritrovarsi in Svizzera, lontani dalle persecuzioni fasciste.

Tra le storie narrate da Catone emergono esempi di solidarietà e di coraggio, ma anche, purtroppo, di chiusura e di odio, quello provato da chi cerca di innalzare un muro tra sé è l’Altro. Tristemente significativi a questo proposito sono gli episodi ricordati da Liliana Segre e ripresi nelle pagine di Camminare. Segre ricorda di come molti fossero pronti ad ingannare gli ebrei in fuga, promettendo di far loro da guida nel passaggio attraverso i monti, per poi invece lasciarli nelle mani dei nazifascisti.

Per fortuna, però, sono numerosi anche i casi opposti, in cui delle persone hanno messo a rischio la propria vita per salvare quella di molti altri. È il caso, riportato alla luce da Catone, di Calogero Marrone. Giunto a Varese dalla Sicilia, Calogero era un semplice impiegato presso l’Ufficio anagrafe della città lombarda. Ma bastò questo piccolo potere, unito a un coraggio straordinario, a permettere a Calogero di salvare centinaia di vite: l’uomo, infatti, tra il 1943 e il 1944, si impegnò per fornire centinaia di documenti falsi a ebrei, antifascisti, e persone perseguitate per i motivi più disparati. Fu grazie alla ribellione silenziosa di Calogero Marrone – una ribellione che gli costò la vita – che molti di questi fuggitivi riuscirono ad attraversare il confine e a trovare la salvezza.

Le Alpi, così, scenario dei numerosi episodi raccontati dallo scrittore, divengono le protagoniste delle pagine di Catone. Quello dello scrittore sembra insomma un invito a osservare le cose da vicino, per non lasciarci ingannare da banali errori di prospettiva. Spingendosi sino alle cime alpine, ad esempio, diventa chiaro come il concetto di “confine naturale” sia in realtà a sua volta assolutamente convenzionale, poiché nella natura non esistono linee nette ma solamente passaggi graduali e sfumati. Diviene possibile anche accorgersi dell’impatto che l’essere umano sta avendo sulla Terra, osservando con i propri occhi la montagna mutare e i ghiacciai assottigliarsi pericolosamente.

Camminare, dunque, invita a riflettere sui significati che abbiamo dato al mondo e che imponiamo ogni giorno al territorio, quanto alle persone. Invita a camminare oltre i confini per far sì che quelle linee tratteggiate smettano per sempre di essere dei muri.

Assumiamoci un impegno: quello di spostare lo sguardo, di conquistare i valichi, invece delle vette. Di tessere fili, di trovare quel che ci unisce, e arrivarci insieme, un passo alla volta.

FONTI

S. Catone, Camminare. Lungo i confini e oltre, Gallarate, People, 2019