È uscito il 28 maggio scorso il brano Guarda, singolo d’esordio del cantautore pisano Fede.

Fede ha coltivato la sua passione per la musica nata durante l’adolescenza e come molti giovani artisti, ha iniziato a suonare la chitarra. Nella musica anche ascoltava da ragazzo, c’erano i The Velvet Underground, The Doors, Bob Dylan e anche diversi artisti italiani come Rino Gaetano e Faust’ò.

Dopo anni di partecipazioni a diverse formazioni folk/rock della provincia di Pisa, decide di proseguire il suo percorso in completa autonomia creativa, concentrandosi unicamente sul progetto solista che oggi porta il suo stesso nome. Il suo vissuto determina l’approccio scanzonato alla composizione ed ai suoi testi, la visione della vita attraverso gli occhi di una persona semplice e profonda, spontanea e naturale, ma allo stesso tempo anche molto stratificata ed in costante frattura con le mode e le tendenze.

Ascolta, ora passa il treno

E la notte è un serpente

Di 7 miglia almeno, che ci tiene mezzi svegli

Ci porta via lontano.

Canta, lasciando i ritornelli a “parlare da soli” attraverso la musica e coinvolgendo completamente l’ascoltatore. Guarda è disponibile su tutte le principali piattaforme streaming, distribuito da Le Sorgenti Dischi.

 

In occasione dell’uscita del brano di esordio Guarda abbiamo avuto il piacere di poter scambiare quattro chiacchiere con Fede: ecco cosa ci ha raccontato.

 L’intervista

Ciao Fede, ti va di presentarti e di raccontarci un po’ chi sei e da dove vieni?

Ciao, sono Fede in arte e nella vita, vivo e lavoro nella provincia di Pisa.

Dopo anni di partecipazioni a diverse formazioni folk/rock hai deciso di proseguire il tuo percorso da solista. Come mai questa decisione? 

Ho deciso di intraprendere il percorso da solista per diverse ragioni. Dal punto di vista logistico è più difficile mettere d’accordo 4 o 5 persone che lavorano e che hanno priorità diverse. Dal punto di vista personale, nel mio caso, sentivo che era giusto provare ad essere me stesso fino in fondo. Il gruppo in certe occasioni può rappresentare uno scudo, è come far parte di un branco, che ti protegge e col quale ti puoi sentire al sicuro. Allo stesso tempo può ostacolare la ricerca di una rappresentazione genuina e onesta di sé stessi, con i propri pregi e i propri difetti.

Quanto la tua storia influenza quello che scrivi? 

Molto, ma per “la mia storia” intendo anche tutti i vissuti che ho solo immaginato, non solo quelli derivanti da un’esperienza diretta. Il più delle volte le canzoni sono un mix fra reale e immaginato.

Quando scrivi un nuovo brano, da dove prendi ispirazione? Come nasce un tuo pezzo? 

Non so mai quando sta per nascere un pezzo, può succedere all’improvviso o posso sentirmi strano per un po’ di tempo e poi fare una specie di riassunto delle mie emozioni. Il tema principale e le parole chiave si delineano da subito ma poi il pezzo ha bisogno di decantare. Sono delle rivelazioni che hanno bisogno del loro tempo per assumere una forma definitiva.

Raccontaci il tuo esordio. 

Credo di aver avuto molti esordi, ma solo con l’uscita degli ultimi pezzi ho sentito di aver espresso veramente quello che avevo da dire.

Com’è nata la tua passione per la musica? 

Vedendo mio padre suonare la chitarra, mi resi subito conto che non sarebbe stato difficile superarlo almeno in quel campo. Scherzo, mi incantava il suono della chitarra.

È da poco uscito il tuo primo singolo Guarda. Ci vuoi raccontare com’è nato?

È nato in un periodo in cui ho dovuto fare i conti con la fine di una relazione, ma anche con la fine di un certo modo di essere, un cambiamento radicale di prospettiva su me stesso e sulla vita in generale. In particolare, il bisogno di comunicare con me stesso come con un amico, senza ostilità, pudore o recriminazioni di sorta.

Per chi ancora non l’ha ascoltata, come descriveresti questa canzone? 

Non saprei davvero come descriverla, spero che ognuno ci trovi qualcosa che lo riguarda. Penso che se avessi saputo descriverla non sarebbe mai nata, e anche a posteriori, non riesco a racchiuderla in una formula.

Sei davvero così romantico come ci racconti in Guarda

Si, lo sono, ma ovviamente ho anche una forza uguale e contraria che spinge verso il cinismo. Scrivere un pezzo per me è come individuare un punto in uno spazio esistenziale fra due assi cartesiani, l’asse x che è l’autoconservazione, l’amore per il prossimo, la fiducia e tutti i sentimenti positivi, e quello che invece è tutto il contrario. É questa eterna contraddizione che produce tutta la gamma di sensazioni che provo.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai in programma l’uscita di altri singoli o un ep/album?

Ho scritto molto negli ultimi anni, entro un mese spero di far uscire il nuovo singolo.

 

E, noi de «Lo Sbuffo», ci auguriamo che sia altrettanto promettente.

FONTI

Materiale gentilmente fornito da Le Sorgenti Dischi

CREDITS

Copertina e immagine gentilmente fornite da Le Sorgenti Dischi