Sanremo 2010: quando l’orchestra contestò il televoto

Siamo ormai entrati nel mese che precede il sessantottesimo Festival della canzone italiana e noi de Lo Sbuffo sezione musica abbiamo deciso di andare a ripercorrere alcuni degli avvenimenti più memorabili nella storia del Festival.

Questo articolo si concentrerà sull’edizione del 2010, condotta da Antonella Clerici, già co-conduttrice nel 2005, accompagnata dalla direzione artistica di Gianmarco Mazzi e caratterizzata da un avvenimento che non solo fece scalpore all’epoca, ma ancora oggi costituisce un unicum.

Le settimane che precedettero la manifestazione furono caratterizzate dalla clamorosa esclusione di Morgan (inizialmente ammesso con la canzone La seravoluta dal direttore di Rai Uno Mauro Mazza e dal direttore generale della RAI Mauro Masia, in seguito ad alcune scomode dichiarazioni rilasciate al mensile Max a favore dell’uso della cocaina come antidepressivo. Dal punto di vista dell’azienda di Viale Mazzini, questa insidia venne gestita così bene da risultare un traino pubblicitario, mentre per l’ex cantante dei Bluvertigosi tradusse in una battuta d’arresto molto forte. Lo dimostra il fatto che a distanza di otto anni nessuno ha più prodotto o distribuito un suo lavoro di inediti.

2010 – Questa è la foto tipo che ogni anno Sorrisi e Canzoni scatta ai concorrenti di Sanremo

Per quanto riguarda i partecipanti alla categoria artisti, questi si potevano dividere in tre sottogruppi.

  • In primis, chi si affacciava a Sanremo dopo l’esperienza a un talent show (prassi divenuta sempre più comune negli ultimi anni), come Marco Mengoni e Noemi provenienti da X-Factor, all’epoca su RAI 2, o Valerio Scanu, fresco trionfatore di Amici.
  • C’era poi chi aveva legato il suo nome al Festival fin dai propri esordi professionali, partecipando a Sanremo giovani, come Irene Grandi (1992), Povia (2005, poi escluso perché aveva già cantato in pubblico il brano a Recanati), Fabrizio Moro (2006), Simone Cristicchi (2006), Arisa (2009) e Malika Ayane (2009). Nella stessa categoria giovani, da segnalare nel 2010 la presenza di una voce che, malgrado la mancata vittoria a favore del carneade Tony Maiello, si consoliderà negli anni anche al “piano di sopra”: Nina Zilli con L’uomo che amava le donne.
  • Infine, coloro dei quali risultava persino complicato conteggiare il numero di partecpiazioni: Enrico Ruggeri e Nino D’angelo (mancanti dal 2003), Nomadi (dal 2006), Pupo (presente l’anno prima) e Toto Cutugno (presente due anni prima).

Degli artisti citati, il 6 Febbraio 2018 in gara vi saranno Noemi, Nina Zilli, Enrico Ruggeri con i suoi Decibel e Fabrizio Moro con Ermal Meta.

Il brano vincitore del premio della critica, Ricomincio Da Qui di Malika Ayane

Ma torniamo all’edizione del 2010.La settimana trascorse con cinque eliminazioni che non destarono particolare scalpore; perciò in maniera piuttosto tranquilla si giunse all’attesissima ultima serata. Curiosamente sia Scanu sia il trio erano stati eliminati rispettivamente nella seconda e nella prima serata, salvo poi essere successivamente ripescati, come il sistema messo in atto quell’anno consentiva.

I dieci concorrenti si esibirono in un’interminabile finale, intervallati da ospiti quali Mary J. Blige, Lorella Cuccarini, Emilio Solfrizzi, Maurizio Costanzo e Trevis Payne, fino a quando ad Antonella Clerici toccò l’arduo compito di annunciare chi dei cinque ancora rimasti in gara non sarebbe salito sul podio. Marco Mengoni con Credimi Ancora, Valerio Scanu con Per tutte le volte che (chi non ricorda l’assurdo ritornello: “a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi”?) e il trio composto da Pupo, il tenore Luca Canonici ed Emanuele Filiberto di Savoia con Italia Amore Mio, ebbero la meglio su Malika Ayane e Noemi. 

Fu in quel momento che l’orchestra, capitanata dal maestro Marco Sabiu, mise in atto la più palese e focosa contestazione che vi fosse mai stata all’Ariston: all’unisono iniziò a fischiare, seguita a ruota da tutto il pubblico, e a gettare gli spartiti, chiedendo di poter rendere pubblico il proprio voto per prendere le distanze da ciò che il televoto aveva deciso. Col passare dei minuti si capì che la loro scelta sarebbe ricaduta su Ricomincio Da Qui, non a caso vincitrice del premio della critica Mia Martini, e che non veniva tollerata la presenza del “principe” sul podio. Nel bel mezzo del marasma, la conduttrice fu in grado di mantenere la calma e, nel più classico dei “the show must go on” sanremesi, si affrettò abilmente ad annunciare l’ordine con cui i tre finalisti si sarebbero da lì a poco dovuti esibire. Alla fine ad aggiudicarsi la palma d’oro fu il giovane sardo, seguito dal trio e Mengoni.

Valerio Scanu vincitore del Festival di Sanremo

Come spesso è accaduto nella storia del Festival (si pensi ai celebri casi di Vasco Rossi e Zucchero), la classifica finale non rispecchiò fedelmente i brani che avrebbero poi ottenuto maggiore successo tra il pubblico. Alla stregua dell’andazzo che l’orchestra aveva intuito, i secondi classificati non godettero infatti di buona sorte appena terminata la manifestazione (ammesso che il loro intento fosse ottenere un successo discografico e non politco), mentre Noemi si posizionò subito al numero uno della classifica singoli e il suo album Sulla Mia Pelle vinse il doppio platino: da qui seguiranno altre tre partecipazioni con un terzo (2012), un quinto (2014) e un ottavo posto (2016). Anche l’altra grande fonte di discordia Malika Ayane raggiunse il platino per il singolo e con l’intero progetto Grovigli. Per Marco Mengoni infine, al di là dell’immediato riscontro in FIMI, la gioia sanremese fu solo rimandata di dodici mesi, visto che la sua L’essenziale avrebbe trionfato nella sessantunesima edizione, dando inizio a una carriera che finora ha conosciuto solo successi.

Come sempre, il tempo è stato fortunatamente galantuomo: chi tra i personaggi citati ha meritato di ritagliarsi il proprio spazio nella musica italiana, è ancora lì a battagliare tra le nuove proposte, gli inevitabili fuochi di paglia e le intramontabili star del nostro Bel Paese. Al contrario, c’è chi si è alla fine rivelato per quel che valeva e, allo scoppio della bolla speculativa che spesso i Talent generano, è finito a fare reality show

 


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