Era il 1853, quando due uomini, Levi Strauss e Jacob David, entrambi americani, mettendosi in società decisero di mettere sul mercato i primi pantaloni per pionieri, con cuciture in rame nei punti più delicati e tasche rinforzate. Durante quegli anni, la California era sotto gli occhi di tutti, per la corsa all’oro. I minatori avevano bisogno di indossare capi resistenti alle peggiori condizioni ambientali e atmosferiche; a rispondere nel migliore dei modi a queste precise necessità fu il tessuto chiamato “bleu de Nimes”, tessuto che negli anni precedenti veniva usato per ricoprire le merci lasciate in porto. Il tessuto si rivelò più che adatto ad essere impiegato per la realizzazione di pantaloni da lavoro. J. Davis era un sarto della Lettonia, che ebbe l’idea, mentre L. Strauss era il proprietario di Levi Strauss & co. magazzino all’ingrosso dal quale Davis spesso acquistava tessuti per i suoi lavori, soprattutto in fibre di canapa.

Il 20 maggio 1873 depositarono il brevetto per l’uso dei rivetti nei pantaloni per uomini. La loro prima creazione sono gli intramontabili jeans Levi’s: pantaloni in denim che poi diventeranno icona della moda negli Stati Uniti e successivamente anche nel resto del mondo. Nel 1886 compare per la prima volta il “patch“, l’etichetta con due cavalli in cuoio, sul retro dei pantaloni, che riporta le indicazioni della taglia e del modello, oltre a un marchio, ricavato da un disegno pubblicitario raffigurante un test di qualità, che raffigura due cavalli che cercano di strappare un paio di jeans, con ciò interpretando bene il concetto di resistenza.

Successivamente nacque la piccola bandierina rossa con la scritta bianca Levi’s, cucita sul bordo della tasca posteriore dei pantaloni, e tutti i diversi modelli furono poi numerati in sequenza. Nel 1890 fu messo in commercio il primo modello di Levi’s 501. Con il passare degli anni, la loro forma è rimasta sempre la stessa, ma sono stati indossati in qualsiasi modo: usurati, strappati, ricuciti e personalizzati da intere generazioni.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE
Vennero apportate modifiche alla tuta al fine di conformarsi alle regole stabilite dal War Production Board per la conservazione delle materie prime. Il rivetto di cavallo, i rivetti tascabili dell’orologio e il cinch posteriore furono rimossi per risparmiare tessuto e metallo. Il design delle cuciture Arcuate venne rimosso in quanto il filo era solo decorativo e non vitale per l’uso. Al fine di mantenere il design sui pantaloni, gli operai che lavoravano con le macchine da cucire,”LS&CO”, lo dipinsero su ogni capo. Nel 1943, il disegno delle cuciture venne registrato come marchio di fabbrica.

DAI BOTTONI ALLA “ZIP”: I NUOVI 501Z
Fino al 1950 circa, questi jeans erano caratterizzati dalla chiusura a bottoni, successivamente furono prodotti con la “zip”, al posto dei bottoni, fu inserita una piccola cerniera, così  diedero a questo nuovo modello il nome 501Z.
Cominciarono per primi ad essere venduti nella Costa orientale degli Stati Uniti, perché le persone non avevano praticità con la chiusura a bottoni.

DAGLI ANNI ’60 IN POI
Nel 1966, per la prima volta fu trasmessa in televisione la pubblicità dei Levi’s, e un paio di anni dopo, nel 1980, furono messi in commercio anche i pantaloni da donna; sia i modelli da uomo che quelli da donna, ebbero così tanto successo, che nel 1986 cominciarono ad essere venduti anche in Europa.
Con il passare degli anni, il marchio Levi’s divenne sempre più famoso e utilizzato, per i materiali, la vestibilità del capo e per essere bello esteticamente. Nel 1997 vennero acquistati un paio di Levi’s originali del 1890 per la cifra di 25mila dollari, mentre nel 1998 Levi’s festeggiò il 125esimo anno dell’invenzione del jeans Levi’s.

Ancora oggi sono un capo per ogni occasione della vita quotidiana, usati, consumati o personalizzati a piacimento e soprattutto, sempre alla moda.