Se dovessimo accostare vandalismo e cinema, l’unica immagine che potrebbe stagliarsi nella nostra mente sarebbe legata a qualche film adolescenziale con una gang di quartiere a fare da protagonista. Il vandalismo però non è solo questo: è qualcosa di vero e tangibile all’interno del mondo cinematografico e che, grazie al sempre più rapido diffondersi della rete e della circolazione dei dati online, sta trovando un buon terreno su cui attecchire. Da anni, sono numerose le piattaforme online che offrono film in streaming pirata, che spesso sono di dubbia qualità a livello di immagine e sonoro. Tra le numerose soluzioni attuate per aggirare il sistema cinematografico e caricare film online in maniera illegale vi è il camcording, una registrazione dello schermo all’interno delle sale cinematografiche poi trasformata in files da distribuire tramite vie illegali.

Camcording e legalità

Nonostante sia una tecnica in uso già da diversi anni, è ancora in corso la stesura di regole e norme sempre nuove per cercare di spegnere il fenomeno. Dietro il camcording c’è una vera e propria industria criminale organizzata in più fasi e che coinvolge un numero elevato di persone. A questo proposito, nel 2019 sono state creati nuovi regolamenti per inasprire le conseguenze penali per chiunque sia coinvolto in questi meccanismi. Il camcording e tutte le altre pratiche di pirateria ledono non poco al mondo del cinema e dell’intrattenimento in generale, intaccando anche i diritti d’autore. Solo ultimamente sembra che istituzioni e Forze dell’Ordine si stiano muovendo attivamente per contrastare questa rete illegale di distribuzione e riportare un po’ d’ordine.

L’arrivo delle piattaforme online

La pirateria online ha in realtà subito un calo in seguito all’arrivo delle prime piattaforme di streaming online che offrivano numerosi servizi e programmi a prezzi vantaggiosi. Inoltre, in quanto legali, i prodotti erano di buona qualità e fruibili su vari dispositivi: il catalogo offerto era vario e completo, andando a soddisfare le esigenze di larga parte del pubblico. Il problema è sorto quando queste piattaforme sono andate moltiplicandosi e i consumatori hanno iniziato a spendere sempre più per i vari abbonamenti: a questo punto molti hanno deciso di tornare allo streaming illegale per evitare di spendere eccessivamente.

Costruire la consapevolezza

Il camcording e tutto ciò che ruota attorno ad esso costituiscono il maggior problema per la sopravvivenza del mondo cinematografico. Questi rappresentano una forma di vandalismo contro le opere cinematografiche che ogni anno vedono la luce e che sono il frutto di intere squadre di lavoratori dell’industria del cinema. Essendo però una pratica sfortunatamente comune, spesso il problema viene sottovalutato senza calcolare i danni che lascia dietro di sé. Questo atteggiamento deriva spesso dalla mancanza di consapevolezza per il lavoro nel mondo della cultura: oltre alle piattaforme di streaming online, avvenimenti simili si verificano per la musica, l’arte e la loro distribuzione a livello globale. 

Il valore della cultura

Se in alcuni casi però il reato è più plateale, nel mondo del cinema è spesso difficile rendersi conto della gravità di queste azioni. Anche le istituzioni in primo luogo riconoscono che la strada da percorrere per cancellare definitivamente questo fenomeno è ancora lunga e complessa. La costruzione della consapevolezza deve partire allora in primis dal consumatore, che con le proprie azioni può riuscire a dare il giusto valore alle opere della cultura o, in questo caso, del cinema. 

Dunque, a livello legale la strada da percorrere è ancora molta, resa più difficoltosa dall’atteggiamento di ognuno di noi rispetto a questo enorme atto di vandalismo nei confronti del mondo cinematografico. Solo riconoscendo l’importanza dell’arte, del cinema e della cultura, potremo finalmente mettere in un angolo le pericolose gang della pirateria online.