Il 16 gennaio scorso, Halsey è tornata con il suo terzo album, Manic. La cantante statunitense ha regalato ai suoi fan una sorta di diario personale in cui vengono descritte tutte le difficoltà degli ultimi anni da lei vissute, compresa quella più difficile: accettare tutte le sfaccettature del suo carattere che la rendono la donna e la cantante che è oggi.

Ma chi è esattamente Halsey?

Halsey è conosciuta da tutti per Colors, New Americana e sicuramente anche per Without Me. Con quest’ultimo brano (contenuto, appunto, in Manic) la cantante è riuscita a rimanere al centro della programmazione delle radio internazionali per mesi, trovando, così, il proprio posto nel panorama pop americano.

Ma, prima di raggiungere questo risultato, Ashley Nicolette Frangipane trascorre l’infanzia e l’adolescenza nel New Jersey a suonare il violino, il violoncello e la chitarra e ad ascoltare i My Chemical Romance e i Bring Me The Horizon.

La musica, dunque, sembra essere stata una costante nella vita della cantautrice ed è stata proprio lei a salvarla quando i genitori l’hanno cacciata di casa. In questo periodo, infatti, Halsey decide di andare a vivere  in un seminterrato con alcuni amici e, nel frattempo, apre degli account su  Youtube, Tumblr e Soundcloud. Sulla prima piattaforma pubblica cover di alcune canzoni, sulla seconda le sue poesie e sulla terza pubblica, finalmente, la sua prima canzone: Ghost.

Da quel momento in poi si apre un periodo di novità per l’artista, caratterizzato da numerose e importanti collaborazioni e dai primi due album: BADLANDS (2015) e Hopeless Fountain Kingdom (2017).

Nightmare: il singolo escluso dall’ultimo album

Il nuovo album, Manic, è stato anticipato da svariati singoli tra cui Without me, Graveyeard, e You Should be Sad. In questi, Halsey ha mostrato tutte le sfaccettature della sua personalità.

Tuttavia, nel corso del 2019, la cantante ha pubblicato anche un altro interessantissimo brano che – purtroppo – non è stato inserito nel progetto finale: stiamo parlando di Nightmare, il cui video propone una Halsey arrabbiata ma decisa.

Si tratta di un brano fortemente schierato da un punto di vista etico e che riflette sulle difficoltà di essere una donna  all’interno della nostra società.

Halsey afferma espressamente di essere stanca e arrabbiata, ma “qualcuno dovrà pur farlo”: quello che intende dire la cantante è che non è facile e nemmeno divertente combattere per i propri diritti in veste di donna, ma è un diritto e dovere che tutte dovrebbero iniziare a rivendicare.

Le parole che sceglie la ventiquattrenne sono tanto forti e impregnate di rabbia quanto lo è lei stessa nel video, nel quale dà libero sfogo a quel suo lato punk-rock e quel suo spirito ribelle che l’hanno accompagnata durante tutta l’adolescenza.

Ma non solo: il video, infatti, propone molte versioni della cantante, partendo dalla ragazzina ribelle, passando alla donna audace e provocante, a quella con un lato più mascolino fino ad arrivare alla casalinga disperata. Ogni parte è portata straordinariamente all’estremo e sottolinea quanto le catene e i preconcetti imposti della società le stiano scomodi e la limitino la sua libertà di espressione.

I could play nice or I could be a bully.
I’m tired and angry, but somebody should be.
“Come on, little lady, give us a smile”.
No, I ain’t got nothin’ to smile about.
I got no one to smile for, I waited a while for
A moment to say I don’t owe you a goddamn thing.

Still learning: la traccia più rivelatrice di Manic

Nonostante Manic risenta dell’assenza di una traccia forte come Nightmare, Halsey ha composto altri brani altrettanto interessanti e, uno di questi, è Still Learning. In questo caso, la cantante si sofferma sull’importanza di imparare ad apprezzare e perdonare se stessi e gli altri.

Halsey non solo dichiara di avere un rapporto complicato con se stessa e con i propri errori – che sta ancora imparando ad accettare – ma apre anche il cuore ai suoi fan e rivela l’altra medaglia del successo, quella scomoda e di cui non si parla tanto volentieri. Infatti, intraprendere una carriera di questo tipo, nonostante gli aspetti sicuramente positivi, ne nasconde anche altri non tanto attraenti.

Vivere una relazione e gestire il successo

Il primo punto che viene analizzato è quello che – forse a torto – viene sempre dato per scontato, ovvero la questione della privacy. È risaputo che diventare un personaggio pubblico comporti i suoi rischi e pericoli in particolar modo in riferimento alla sfera sentimentale. Ma fino a che punto questo può impedire alle star di vivere una vita normale? Si tratta solo di nascondersi dai paparazzi o c’è dell’altro? La cantante approfondisce questo aspetto e rivela che le cose sono un po’ più complicate di quello che sembrano. Il successo, infatti, non è solamente un fardello che pesa sulle spalle delle popstar, ma anche su quelle dei loro potenziali compagni, i quali si sentono intimiditi dalla fama che precede i loro partner e, difficilmente, riescono a intraprendere una relazione davvero seria.

La debolezza durante i tour

Un altro importante tema che affronta questo brano è la difficoltà nel gestire i momenti di debolezza, sconforto e fragilità durante i tour mondiali, quando i parenti più stretti non hanno la possibilità di raggiungere gli artisti e loro sono costretti a fingere di stare bene davanti a migliaia di persone, cercando di risultare sempre impeccabili per poter offrire ai fan la performance che si aspettano.

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2020 feels real good. 📷: @yasi

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Tutto questo non può che generare pressione, instabilità emotiva e un sentimento di incomprensione: come se tutti li guardassero ma non li vedessero realmente. Halsey non è la prima – e non sarà sicuramente l’unica – ad aver sentito questo peso. La salute e il benessere mentale dei cantanti e dei musicisti vengono spesso sottovalutati o sminuiti, dimenticando che è proprio da questi due elementi che può dipendere il successo dell’artista stesso.

Amare se stessi è la cosa più importante

In conclusione, Halsey è un’artista che usa la propria voce per comunicare la lezione più importante di tutte: amare se stessi. Non si tratta di narcisismo o di egoismo, ma di amor proprio, perché il segreto per la serenità è proprio quello di riconoscere che nessuno è perfetto, che ognuno ha il suo bagaglio di errori e difetti. Per vivere bene è necessario riconoscerli, accettarli e lavorare per conviverci, in modo da riuscire a diventare la migliore versione di se stessi. Non si tratta di un processo facile, anzi: sarà lungo, tortuoso e pieno di ricadute, ma è necessario iniziarlo per poter beneficiare dei risultati.

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