Ogni comunità ha un punto di riferimento: un santo protettore, un oggetto, un’icona antica, una chiesa o altro. Per il quartiere ebraico di Praga, esso è il Golem. Creato dal rabbì per salvare il suo popolo e lo stesso rabbì ne decretò la morte, una volta che questo risultò essere pericoloso per la comunità intera.


L’iconografia ci descrive il Golem sotto diversi aspetti: un mostro, un umano, un gigante di pietra… Nella tradizione non è mai stata chiara la sua descrizione fisica, ma quel che si sa è che la versione del ‘gigante di pietra‘ è piaciuta a molti, tanto da diventare un souvenir comprato dalla maggior parte dei turisti, che passano dal quartiere ebraico. Questa zona della città è davvero suggestiva: le sinagoghe si susseguono l’un l’altra, ognuna con le sue regole e i suoi riti, con le sue fragilità e bellezze, da mostrare anche a chi è lontano da questo mondo.

Praga, ormai da molti secoli, è una città di riferimento nella storia dell’ebraismo europeo.

Secondo un’antica tradizione […], là dove oggi si trova Praga si ergeva una fiorente città nella quale abitavano gli Ebrei fin dall’epoca del Secondo Tempio.

L’epoca citata nel testo (venduto sempre nei negozi di souvenir) corrisponde al periodo compreso tra il III° secolo a.C. e il I° d.C.. Ai turisti, di questa lunga tradizione, rimangono appunto le sinagoghe e il cimitero, che rendono ancora viva la storia di questa comunità speciale. Quando la guida si sofferma davanti alla sinagoga più recente, dove ampie panchine sono pronte ad accogliere i turisti, mentre ascoltano la storia, l’atmosfera si fa magica.

Siamo nel 1580, quando un fanatico nemico degli Ebrei, di nome Taddeo, stava tramando un piano per creare discordia nel popolo. Questa idea malvagia giunse a Rabbì Low, che immediatamente chiese consiglio all’Altissimo. “Come proteggere la sua stirpe?” La soluzione non doveva essere violenta, ma doveva sfruttare al meglio le caratteristiche del popolo. Un popolo eletto, poichè aveva la possibilità di avere un rappresentante come Rabbì, che parlava con Shem (nome con cui si intende Dio). Proprio lui suggerisce di creare una creatura di argilla.

Ho bisogno della Vostra collaborazione perché per questa creazione sono necessari quattro elementi: tu, Jizchak, sei il fuoco, tu, Jakob, l’acqua, io sono l’aria; noi contro il quarto elemento, la terra, creeremo il Golem.

Per creare questo essere, Rabbì necessitava l’aiuto della famiglia, o meglio dell’intera comunità. Era fondamentale trovare i rappresentanti dei quattro elementi. La creazione di Golem quindi insegna come il sostegno e la solidarietà portino alla salvezza.

Apparve un uomo normale; gli mancava la parola. Il Golem giaceva davanti a loro con il viso rivolto verso il cielo. 

Essendo una leggenda legata alla fede, non mancano i riferimenti alla vita del perfetto credente:

Allora Rabbì ordinò al sacerdote di fare sette giri intorno al corpo d’argilla, iniziando da destra, e comunicò lo zirufium destinato al suo elemento. […] e tutti e tre contemporaneamente, piegandosi verso Est, Ovest, Sud e Nord, pronunciarono le parole scritte sulla pergamena: “E soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo diventò un essere vivente.”

Oltre ad un leggenda legata al mondo religioso, si nota sullo sfondo una morale: una volta creato, il Golem inizia a seguire i comandi del Rabbì. Un legame di fedeltà, che può essere interpretato sulla classica dialettica servo-padrone, ma in realtà c’è altro. Rabbì ospitava il Golem (non bisogna dimenticare che fu proprio lui a crearlo) e questo, per ricambiare il servizio, doveva proteggere la comunità ebraica.

Rabbi aveva l’abitudine di dare al Golem ogni venerdì pomeriggio una sorta di piano del giorno […] un venerdì pomeriggio Rabbì dimenticò di dare il suo piano del giorno al Golem, che rimasto senza compito da svolgere, iniziò a correre come un pazzo attraverso la città.

Così nel 1593, il Golem fu distrutto, non solo per questo incidente. Il Golem fu creato per un compito specifico: proteggere gli Ebrei dal nemico chiamato Taddeo. Quando la comunità non si sentì più importunata, Rabbì ordinò al Golem di dormire nella soffitta di una sinagoga.

Fecero tutto all’inverso rispetto alla sua creazione. Il Golem coperto da vecchi mantelli, venne bruciato […] Il mattino dopo, nelle strade della città, si seppe che Josef Golem era scappato durante la notte. Solo pochissime persone sapevano la verità.

Il Golem rimane un elemento fondante di questa comunità: un amico, una protezione, ma anche una divinità, che sembra continuare a proteggere il popolo. E anche i turisti, che si portano a casa un pezzo di storia e di civiltà.



FONTI
“Il Golem di Praga, leggende ebraiche dal ghetto”, Vitalis