Settembre, stagione degli inizi. L’etimologia parla chiaro: l’inizio, initium in latino, derivato dal verbo inire (“entrare in”). Se è vero che il calendario gregoriano impone il passaggio all’anno successivo nella notte del 31 dicembre, è ormai credenza comune che il ritorno dalle vacanze estive rappresenti la ripresa della quotidianità interrotta durante i mesi precedenti. Settembre è un mese di cambiamenti e adattamenti, riprese e novità. Ogni stagione ricomincia il suo ciclo e, così, quella teatrale. Il teatro resta ancora una volta luogo di cultura e intrattenimento, soprattutto nelle città metropolitane, come Milano. Seppur in parte soppiantato da nuovi e più agevoli impulsi artistici, si riscontra un positivo fenomeno di “educazione teatrale”, un ritorno alle abitudini delle civiltà più antiche che ritenevano il teatro la forma d’arte per eccellenza. La stagione teatrale milanese 2019-2020 offre un ventaglio di spettacoli ampio e variegato, adatto a un pubblico multiforme. Analizziamo più da vicino.

Soltanto grazie a un veloce sguardo alle locandine, si nota come la tendenza generale dei teatri meneghini sia quella di mescolare il classico al contemporaneo, in un connubio complesso e intricato. Per quanto riguarda attori e compagnie, invece, ai professionisti si affiancano giovani alle prime armi. L’obiettivo generale è quello di promuovere la diversità e valorizzare culture e tradizioni. Da sempre infatti il teatro è considerato luogo di contatto e confronto. Per questo la scelta è per un “teatro multietnico”, espressione spiegata in modo eccellente dal Direttore del Piccolo Teatro di Milano, Escobar:

[…] non solo “tempo”, ma anche “spazio”, luoghi delle differenze a confronto, per costruire una cultura, non arroccata nelle paure delle “diversità” che alimentano cronaca e chiusure quotidiane. Racconti, parole di teatro che arrivano da tante lingue del mondo che vivono, in palcoscenico, per e con la “platea”.

Il “Presente” del Piccolo Teatro

Ormai un’istituzione per la città di Milano, il Piccolo Teatro sceglie il “Presente” come tema centrale per la stagione 2019-2020. Un presente che si materializza grazie alla vita dello spettacolo teatrale, alla concretezza degli attori. La stagione si apre con “Tramedautore”, “Il festival internazionale di drammaturgie outis”, ormai alla sua XIX edizione. Oltre ai grandi “classici”, come Arlecchino servitore di due padroni e Slava’s snowshow (sempreverdi per il pubblico), numerose sono le novità in repertorio. Interessante il Mangiafoco di Roberto Latini, un studio sul celeberrimo personaggio collodiano. Oltre a ciò, di nuovo Emma Dante, con Misericordia, e un’apertura di stagione speciale: Il miracolo della cena, un ciclo di letture a cura di Sonia Bergamasco. Il Piccolo ospita la prima regia italiana di Ostermeier, Ritorno a Reims, un’indagine politica che fa luce sul presente. Menzione d’onore, infine, per Antonio Latella, che porta in scena un Hamlet donna.

“Il teatro del cuore, il cuore del teatro”: Elfo Puccini

Così prende il nome la stagione del teatro Elfo Puccini, accompagnata da un’illustrazione di Giosetta Fioroni. Si parla di doppietta per Alessandro Averone, il regista che ha conquistato il pubblico con Aspettando Godot, che nella prossima stagione approda all’Elfo anche con Il piacere dell’onestà, un classico pirandelliano. Accanto a riproposte di successo, come Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, grande sorpresa è destata dalla presenza di Edipo re, un classico della tragedia greca, inusuale presenza per la vetrina contemporanea dell’Elfo Puccini. L’apertura di stagione, ormai di rito, è riservata al Festival MilanOltre, una celebrazione della danza contemporanea ormai giunta alla XXXIII edizione.

“Oggi è già domani” al Parenti

Il Franco Parenti è una teatro che guarda al futuro. Una stagione infatti all’insegna delle nuove scoperte e delle giovani compagnie. A questo proposito è importante notare Schianto, una tragicommedia surreale e autocritica della giovane compagnia Òyes. E ancora, la compagnia Teatro dei Gordi torna dopo il successo di Visite con Sulla morte senza esagerare. Tra i classici Tartufo, Molière, Così è (se vi pare), Pirandello. Da notare la celebrazione dedicata a Primo Levi per i cento anni dalla nascita con Se questo è un uomo e  Il sistema periodico. Infine apertura di stagione col botto con Opera panica, un “cabaret tragico” sul senso dell’esistenza.

Una Triennale “classica” e “multidisciplinare”

Ecco i due aggettivi per definire la stagione teatrale 2019-2020, appunto. La Triennale, da anni ormai un punto di riferimento per la ricerca artistica milanese, offre un ventaglio di iniziative multidisciplinari, una coniugazione tra diversi generi artistici, come teatro, danza, musica, design. Contemporaneamente però l’idea è quella di approfondire i classici, ovvero quei testi che sfuggono allo scorrere del tempo. L’inizio della stagione è  affidato a Deflorian/Tagliarini : tre performance, tra cui il più intrigante sembra Rewind – Omaggio a Café Muller, ritraggono l’opera e il personaggio di Pina Baush, madrina del teatro danza. Tra i classici, degni di nota risultano Otto, la performance storica della compagnia Kinkaleri e Tristan and Isolde, del coreografo e maestro di danza contemporanea Teshigawara.

Pillole di teatro medeghino

Milano è costellata di piccoli e grandi teatri. Al di là delle più note stagioni teatrali, è rilevante menzionare spettacoli interessanti. Prima di tutto, imperdibile è il capolavoro della compagnia berlinese Familie Flöz, Hotel Paradiso. Uno spettacolo di ricerca, multidisciplinare, caratterizzato da un linguaggio non convenzionale. Un appuntamento fisso ormai per il Teatro Menotti, che affianca allo spettacolo una stagione teatrale ricca di classici. Per gli amanti del della commedia dell’arte va in scena a LabArca Arlecchin dell’onda, prodotto e recitato da Enrico Bonavera, il celebre Arlecchino del Piccolo Teatro. Sempre sulla scia dello stile grottesco-popolareggiante, il Carcano chiude la stagione con Mistero Buffo, il capolavoro di Dario Fo, interpretato da Ugo Dighero. Il Teatro Kerkìs prosegue invece con una stagione 2019-2020 ricca di grandi classici del teatro greco e latino: un’oasi di sviluppo di una tradizione culturale che affonda le radici nelle antiche civiltà.

Oltre agli spettacoli menzionati, non bisogna dimenticare la quantità di teatri e piccole associazioni sparse sul suolo milanese e nella periferia. L’invito è dunque quello di approfondire le ricerche, senza fermarsi alle grandi stagioni offerte dalla città metropolitana. Scavare in profondità alla ricerca dello spettacolo più adatto alle proprie esigenze, aprire gli orizzonti e sperimentare il “gusto” di essere e vivere il teatro.

CREDITS

copertina