L’ironia può essere l’alleata dell’artista per porre sotto gli occhi delle persone questioni particolarmente critiche volte a risvegliare le coscienze. Questo è il caso di BlackKklansman, film del 2018 diretto da Spike Lee. Tema centrale del film è il razzismo, questione delicata e assai attuale che riguarda ancora la società in cui viviamo, in particolar modo, quella americana. L’opera, pur essendo ambientata negli anni Settanta, contiene alcuni riferimenti espliciti a fatti recenti che rendono la riflessione trasversale alla storia degli Stati Uniti. L’ironia, come dicevamo, è uno dei suoi elementi ricorrenti pur non sminuendo la serietà della riflessione che si vuole portare, ma anzi diventa arma in più per porre considerazioni sull’epoca in cui stiamo vivendo.

Ron Stallworth è un  uomo di colore che decide di entrare nelle forze dell’ordine, diventando così il primo poliziotto afroamericano di Palm Springs. Inizialmente, come accade per ogni novizio, gli vengono assegnate le mansioni più semplici e meno entusiasmanti. Ron è un ragazzo molto serio e sicuro di sé che deve fare i conti fin da subito con il razzismo dilagante nella società, anche all’interno delle stesse forze di polizia. Tuttavia la sua ambizione è grande, il suo obiettivo principale è fare qualcosa di concreto per cambiare le sorti della sua gente. Così chiede di essere assegnato all’intelligence per poter affrontare le questioni più delicate.

Un annuncio sul giornale rappresenta l’occasione giusta: il Ku Klux Klan sta cercando nuovi adepti. Decide di telefonare per entrare in confidenza e ottenere un incontro di persona. Naturalmente essendo nero, non si sarebbe mai potuto presentare: per questo chiede aiuto al suo collega di lavoro, il detective Flip Zimmerman, il cui nome già tradisce l’origine ebraica. La carica ironica del film è qui evidente: un nero e un ebreo decidono di infiltrarsi all’interno del Ku Klux Klan, un’organizzazione famosa per il profondo odio razziale contro ogni minoranza, in particolar modo, contro le persone di colore e a favore di un America autentica, bianca, ariana e protestante.

Per Flip le difficoltà sono molte, è costretto ad imparare la cadenza vocale di Ron e coordinarsi alla perfezione con il suo collega di lavoro. Inoltre, deve rischiare la vita presentandosi in prima persona davanti a individui squilibrati. I membri del Klan infatti sono persone paranoiche che fanno dei loro ideali razzisti la ragione della loro esistenza. Non disdegnano la violenza per raggiungere i propri fini. Flip riesce a districarsi con abilità di fronte agli ostacoli, fino a che non viene riconosciuto come appartenente al corpo della polizia. Ciò non impedisce a Flip e Ron di sventare l’attacco terroristico che il Klan stava progettando da tempo. La calma è soltanto apparente; fuori dalla finestra della sua casa Ron vede balenare le fiamme che provengono da una croce infuocata.

La trama si chiude qui. Successivamente vengono proiettate immagini di repertorio degli scontri di Charlotsville con il discorso del presidente Trump che fece infuriare l’opinione pubblica. Il film presenta numerosi aggancia con i fatti della contemporaneità. Ad esempio, durante una riunione del Klu Klux Klan, i presenti inneggiano al suprematismo bianco cantando in coro “America’s first”. Si tratta del medesimo slogan utilizzato da Donald Trump in campagna elettorale. In maniera volontaria o meno, Trump ha fatto suo quello che era il nome di un organizzazione nazionalista anti-semita che negli anni Quaranta voleva negoziare la pace con Adolf Hitler. Si tratta di una coincidenza sicuramente inquietante.

Le proteste di Charlotsville sono una delle questioni di cronaca recente che ha fatto più discutere. Infatti l’11 agosto 2017 numerosi simpatizzanti dell’estrema destra americana hanno marciato per protestare contro la rimozione della statua del generale sudista Lee, nell’ambito della cosiddetta guerra delle statue. A questi manifestanti inneggianti al suprematismo bianco si sono opposti un piccolo gruppo di studenti che rivendicavano l’orientamento anti-razzista della loro università. Il giorno seguente è seguito un attentato da parte di un estremista che si è lanciato contro la folla provocando un morto e 30 feriti. Trump ha condannato l’accaduto, senza però nominare chiaramente la natura dei gruppi che manifestavano e senza parlare di terrorismo, provocando le reazioni contrariate da parte di gran parte dell’opinione pubblica.

L’immagine finale di BlackKklansman è una bandiera americana rovesciata, il cui colore sfuma lentamente verso il nero e il bianco. La violenza e il razzismo caratterizzano ancora l’epoca in cui viviamo. Anche la democrazia più potente al mondo vacilla sotto il peso delle divisioni e ha come presidente un individuo che non fa nulla per ricomporre la società. Il monito del regista è molto chiaro e colpisce le coscienze di tutti.

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