Tra il 23 e il 26 maggio 2019 in tutta Europa si eleggeranno i membri del Parlamento Europeo, unica tra le istituzioni europee ad essere eletta direttamente dai cittadini europei ogni cinque anni.

Come per le otto elezioni europee precedenti, si adotterà un sistema proporzionale, cioè il numero di rappresentanti di uno stato verrà regolato in base alle dimensioni della popolazione; potrà votare solo chi ha 18 anni compiuti (eccezionalmente in Austria ne bastano 16); lo spoglio dei voti inizierà solo in seguito alla chiusura dei seggi di tutti gli stati membri; rimarrà in vigore il divieto del doppio mandato nazionale ed europeo.

Grande novità di queste elezioni sarebbe stata la Brexit che però non è stata ultimata in tempo per le elezioni, per cui determinerà una redistribuzione dei seggi solo all’indomani dell’uscita dell’Inghilterra dall’UE.

Per noi giovani è importante non solo andare a votare, ma anche non cedere alla disinformazione del pre-elezioni. Il New York Times ha già individuato siti e account (spesso di estrema destra o collegati alla Russia) che stanno contribuendo a  diffondere disinformazione “incoraggiando lo scontro e spingendo per aumentare la sfiducia nei partiti centristi che hanno governato per decenni”. Anche Facebook, in seguito ad un’indagine condotta dall’ong Avaaz, ha di recente chiuso 23 pagine italiane che contavano più di due milioni di follower, sulle quali, in occasione delle elezioni europee, venivano postate fake news per fomentare le rivalità riguardo a temi  “caldi” come il problema migranti e vaccini: tra queste, più della la metà erano a sostegno di Lega o M5S.

 In Italia si voterà il 26 maggio. Cerchiamo di fare chiarezza a proposito della situazione nel nostro Paese.

Ogni partito italiano ha presentato una lista di candidati diversa per ciascuna delle cinque circoscrizioni in cui è diviso il territorio italiano, a ognuna delle quali è stato assegnato un numero diverso di seggi proporzionalmente alla popolazione risultante in quel territorio:

  • Italia Nord-Occidentale (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta)
  • Italia Nord-Orientale (Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige)
  • Italia Centrale (Lazio, Toscana, Marche, Umbria)
  • Italia Meridionale (Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia)
  • Italia Insulare (Sicilia, Sardegna)

La candidatura può essere presentata in più circoscrizioni, motivo per cui personalità quali Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sono presenti quasi in tutte.

Si procederà secondo un sistema proporzionale puro. In un primo momento i seggi verranno ripartiti tra le liste secondo un calcolo di voti effettuato su base nazionale. A questo punto, essendo la soglia di sbarramento prevista il 4 per cento, le liste che non hanno ottenuto almeno il 4% dei voti validi non accederanno al computo. Infine, il numero di seggi previsti per ogni lista, verrà applicato ad ogni circoscrizione. Per cui la percentuale di voti ottenuti da ciascun partito dovrà pressappoco corrispondere alla percentuale di seggi in ciascuna circoscrizione.

Gli europarlamentari italiani saranno 73 (sarebbero stati 76 nel caso in cui la Brexit si fosse verificata prima delle elezioni). Le liste hanno già presentato dettagliatamente i loro programmi sulle rispettive pagine internet (un cittadino consapevole dovrebbe quantomeno prenderne visione prima del voto). Riportiamo qui solo i nomi delle principali liste:

  • MOVIMENTO 5 STELLE
  • PARTITO DEMOCRATICO
  • LEGA
  • FORZA ITALIA
  • + EUROPA
  • FRATELLI D’ITALIA
  • LA SINISTRA, nasce dall’accordo tra Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista, propone un programma che sia radicalmente contrapposto a quello del PD
  • EUROPA VERDE, ha origine dall’unione della Federazione dei Verdi e da Possibile, ha firmato il “Manifesto dei Verdi Europei” con cui condivide la formazione di un’Europa sostenibile da un punto di vista ambientale, più democratica e inclusiva.

E’ triste considerare che in Italia le elezioni europee siano diventate ormai pretesto per una gara di consensi tra i due leader in carica, Salvini e Di Maio, che hanno preso ad accusarsi a vicenda, rendendo sempre più precario il già difficile equilibrio tra Lega e Cinque Stelle.

Sulla scheda elettorale si potranno esprimere al massimo 3 preferenze, scrivendo il nome dei candidati accanto al simbolo del rispettivo partito. In caso si voglia inserire più di una preferenza, i candidati dovranno essere di sesso diverso, per una composizione più equa all’interno del futuro Parlamento. Non sarà consentito il voto disgiunto, cioè il voto ad un partito accostato al nome di un candidato non associato a quel partito.

Successivamente i neoeletti formeranno gruppi parlamentari, composti da un minimo di 25 parlamentari provenienti da almeno un quarto dei Paesi membri. Ricordiamo alcuni gruppi politici dei 5 anni precedenti (2014-2019):

Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), in cui rientrava il Partito Democratico

Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa (ALDE)

Partito Popolare Europeo (PPE), con Forza Italia

Europa delle libertà e della democrazia diretta (EFDD), con il Movimento 5 Stelle

Europa delle nazioni e delle libertà (ENL), con la Lega

Conservatori e Riformisti Europei (ECR), con Fratelli d’Italia.

Sinistra Unitaria Europea (GUE)

Verdi

Il nuovo Parlamento lavorerà poi per formare le 21 commissioni parlamentari (divise per competenze quali cultura, affari giuridici o costituzionali) ed eleggere il presidente del Parlamento Europeo, che sostituirà Antonio Tajani (Forza Italia). Dopodiché eleggerà anche il presidente della Commissione europea proposto dal Consiglio europeo ed avrà il compito di votare la composizione della Commissione.

Dal 1979, anno delle prime elezioni europee a suffragio universale, il numero dei cittadini recatisi alle urne è progressivamente calato. In Italia nel 2014 hanno votato solo il 57,22 % degli aventi diritto. L’UE quest’anno ha attuato una campagna di responsabilizzazione dal titolo Stavolta voto per cercare di spingere i cittadini a votare. Tra le iniziative si chiede a ognuno di noi o di registrare un video e diffonderlo sui social con l’hashtag #stavoltavoto o di organizzare incontri o di partecipare a quelli già previsti in zone a noi vicine. Inoltre occorre ricordare che è nata una nuova applicazione, la Citizens’ App, scaricabile gratuitamente e disponibile in 24 lingue, per consentire a tutti di comprendere quando l’UE incida sulla nostra vita quotidiana e per renderci cittadini più consapevoli.

E’ fondamentale andare votare e riconoscere il ruolo del Parlamento europeo, istituzione che si occupa di promulgare leggi che interessano tutti gli stati membri, quindi anche ognuno di noi, a proposito di settori quali economia, commercio, cultura, istruzione, trasporti, ricerca, salute e tanti altri. Per giunta ha un ruolo determinante nella difesa dei diritti umani di tutto il mondo.

E tu? Andrai a votare?