La catena svedese di abbigliamento fast fashion Hennes & Mauritz AB, meglio conosciuta come H&M , negli ultimi anni si è trovata al centro di numerosi casi mediatici. È stata denunciata dai suoi stessi dipendenti per aver violato i diritti dei lavoratori, principalmente una politica basata su paghe bassissime e orari da sfruttamento. Anche la sezione pubblicitaria ha ricevuto numerose critiche a seguito dell’immagine di una felpa con la scritta “Coolest monkey in the jungle” (la scimmia più cool della giungla), indossata da un bambino di colore. Dopo essere stata accusata di razzismo, ha deciso di ritirare la fotografia dal sito e di scusarsi per le possibili offese che il marchio ha procurato. Un ultimo esempio è l’ammissione avvenuta grazie all’associazione benefica Green Peace. H&M ha infatti ammesso di aver bruciato anch’essa dei vestiti ritenuti impossibili da vendere o da riciclare. L’azienda stessa aveva promesso all’associazione di intraprendere un percorso innovativo per rendere i proprio capi al 100% riciclabili.

Nonostante le perplessità e i sospetti da parte degli ambientalisti, la catena si è dimostrata affettivamente avanguardistica con la sua ultima Capsule Collection, chiamata H&M Consciosus Exclusive. La nuova collezione disponibile online e in tutti gli store dal 11 Aprile 2019 è stata descritta in questo modo dalla Creative Advisor Ann-Sofie Johansson.

«Ci siamo ispirati alla bellezza della natura e siamo entusiasti di aver inserito nuovi materiali sostenibili di origine vegetale per creare capi straordinari, tanto iconici quanto semplici da indossare»

Natura, sostenibilità e bellezza: ecco la triade perfetta per spiegare al meglio la nascita di questi capi adatti per ogni occasione. Le stampe non potevano che prediligere i pattern floreali messi in risalto da una palette di colori appartenenti al mondo naturale, come il viola lavanda, il rosa corallo, il giallo sabbia e l’azzurro acquamarina. Ciò che rende questi abiti unici sono i tessuti realizzati con materiali provenienti dalle piante, o più precisamente dall’Ananas, dalle alghe e dagli agrumi. Tra i capi di punta della collezione abbiamo le ciabatte da piscina realizzate con la schiuma Bloom estratta dalle alghe. Una giacca in Piñatex color argento lucido mischiato con un tessuto jacquard colorato e infine un romantico corsetto ispirato al deserto realizzato in Orange Fiber. Quest’ultimo ha vinto nel 2015 l’edizione del Global Change Award, la competizione lanciata dalla fondazione di H&M proprio per cercare nuove idee per raggiungere il suo scopo di rendere la moda sempre più ecosostenibile. Altrettanto sorprendenti il Piñatex e la schiuma Bloom.

Il Piñatex è un materiale ottenuto dalle foglie della pianta di ananas, quest’ultime sono infatti un sottoprodotto dell’industria della frutta e vengono solitamente buttate o bruciate. L’intera produzione si basa sul concetto di economia circolare la quale unisce le enormi scoperte scientifiche con il benessere del nostro pianeta attraverso un ciclo produttivo basato su una politica lavorativa incentrata sull’arricchimento. Il ribaltamento di valore che hanno avuto questi scarti ha permesso alle comunità agricole di ampliare la propria fonte di reddito, in quanto molte di quest’ultime dipendono da un solo raccolto stagionale. Inoltre dopo aver estratto la fibra dalle foglie, gli scarti sotto forma di biomassa vengono utilizzati come concime o come biocarburante. I settori che una semplice piantagione di Ananas può raggiungere sono veramente sorprendenti. H&M è particolarmente fiera del rapporto commerciale stretto con gli agricoltori delle Filippine e spera di ampliare maggiormente questa attività in altri paese in modo tale da sostenere i locali rafforzando le loro esportazioni.

Per quanto riguarda i vestiti realizzati con la schiuma Bloom, chiamata come l’omonimo progetto, si può dire che sono stati realizzati grazie a uno dei principali problemi che il pianeta terra si sta trovando ad affrontare, ovvero il riscaldamento globale. L’azienda che produce questa tipologia di tessuto ha spiegato come il ruscellamento eccessivo delle sostanze nutritive e le attività umane ha contribuito a un aumento incontrollabile della crescita delle alghe, provocando gravi danni alla flora, alla fauna e conseguentemente alla vita umana. Le industrie dell’acquacoltura si sono ritrovate in particolare difficoltà da questo mutamento così repentino. Grazie ai ricercatori, si è trovata una soluzione a questa sovrabbondanza, trasformando una situazione negativa in qualcosa di positivo. Il processo produttivo è molto lungo. La fase di raccolta delle alghe consiste in un sistema di filtraggio in modo da proteggere la fauna selvatica. Le alghe vengono condensate grazie a un coagulante eco-sicuro e successivamente vengono spinte verso la superficie e scremate in un serbatoio. A questo punto un camion pompa raccoglie la massa di alghe raccolte e la consegna in un impianto in cui viene disidratata ed essiccata nella biomassa di alghe. Dopo l’essiccazione, la biomassa di alghe viene macinata in polvere fine e mescolata in palline di materiale plastico composito prima di essere espansa in una schiuma flessibile con ulteriori ingredienti schiumogeni.

Alla luce della sua intraprendenza e attenzione per la difesa dell’ecosostenibilità, possiamo dire che l’azienda Hennes & Mauritz abbia finalmente ripagato i suoi errori o è stata una furba mossa di Marketing? Quel che non si può negare è l’incredibile cambiamento climatico e ambientale incominciato già da parecchi anni a causa dei sempre più sbagliati comportamenti umani. La morale si può trovare nella speranza che queste piccole conquiste e scoperte diventino un capo saldo per la salvezza della specie umana, unita a molte altre.