Che cos’è Orange fiber? Dal sito ufficiale:

Orange Fiber è l’azienda italiana che ha brevettato e produce tessuti sostenibili dai sottoprodotti agrumicoli. Creiamo tessuti di alta qualità per il comparto moda-lusso utilizzando le centinaia di migliaia di tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola produce ogni anno e che altrimenti andrebbero smaltite, con dei costi per l’industria del succo di agrumi e per l’ambiente.”

Qual è la sua visione?

Innovazione, sostenibilità e qualità per rendere migliore il mondo in cui viviamo. Un sogno divenuto realtà attraverso la realizzazione di un innovativo processo che ci consente di trasformare il sottoprodotto dell’industria di trasformazione agrumicola in un elegante tessuto per la moda.”

Questa la superficie di apparenza del brand. Andiamo, ora, a costruire la storia alle sue spalle.

La società è stata fondata da due ragazze catanesi: Adiana Santanocito e Enrica Arena. Entrambe trasferitesi a Milano per studio, stringono subito amicizia e quando ad Adriana, durante il suo corso di fashion design, balena l’idea di un tessuto ricavato dalle arance, ecco che viene naturale la collaborazione; Enrica è laureata in comunicazione. La simbiosi appare perfetta. Tutto ciò accade nel 2012 quando, dopo una collaborazione con il politecnico di Milano, le due ragazze scoprono la fattibilità del progetto. Senza perdere tempo nel 2013 brevettano il processo per l’Italia estendendolo, poi, al pct internazionale. Il 2015 è l’anno in cui, per le due giovani imprenditrici, tutto acquista una dimensione inimmaginabile all’inizio del loro viaggio. Entrano nel percorso di accelerazione d’impresa “changemarkers for expo” promosso da telecom con Expo2015 e dall’incubatore milanese Make a cube. Un progetto rivolto al supporto di idee con forte impatto sociale e ambientale. Qui, iniziano ad immaginare la loro azienda non solo come venditrice del brevetto, ma anche come realizzatrice del primo tessuto. Grazie, poi, alla vincita del premio Alimenta2talent del Parco Tecnologico Padano, riescono a strutturare il modello di business e ad aprire, in Sicilia, il primo impianto pilota.

Il tessuto viene ricavato dal pastazzo d’agrumi, cioè il residuo umido che rimane al termine della produzione industriale di succo d’agrumi, da cui viene estratta la cellulosa; quest’ultima diventerà poi un filato di altissima qualità per la produzione di capi d’abbigliamento. Le due fondatrici descrivo chiaramente le caratteristiche del filato:

“Orange fiber è un cosmetotessile, ossia un tessile funzionale al benessere di chi lo indossa, perché in grado di rilasciare vitamine sulla pelle. Funziona come una crema cosmetica da indossare, non unge e lascia la pelle idratata e profumata. Si può utilizzare in blend con altri tessuti, non presenta problemi fisico-chimici, ed anzi lo si può paragonare all’acetato che tutti conosciamo”

Fantascienza? A quanto pare no.

Sempre più brand di moda, attenti all’impatto ambientale, sono interessati a innovazioni in questo campo. Tra questi brand il primo a incuriosirsi e a mettere in pratica la realizzazione di qualcosa di futuristico è Salvatore Ferragamo. Nasce, così, nel 2017 la “Ferragamo orange fiber capsule collection”. Una collezione elegante e casual grazie alle stampe del designer italiano Mario Trimarchi; ariosa e primaverile, rimanda in ogni suo dettaglio ai quei luoghi comuni, che ci portano mentalmente in Sicilia: mare, sole, granita e profumo di agrumi.

Insomma, l’azienda Orange fiber trae tutta la sua forza innovatrice da questa terra italica che sempre cara ci è. Un made in Italy al cento per cento.