10 dicembre 2018

Il rispetto delle fonti nei film storici: Centurion come cattivo esempio

Il rispetto delle fonti nei film storici: Centurion come cattivo esempio

Ci sono opinioni contrastanti riguardo ai film di carattere storico: secondo alcuni il rispetto dei dati storici è fondamentale ed imprescindibile, secondo altri è invece subordinato alla trama, che deve essere innanzitutto avvincente e accattivante, anche a discapito della coerenza storica. D’altra parte, in questi anni in cui va molto di moda il genere fantasy, spesso storia e invenzione finiscono per confondersi, dando origine a film a metà tra lo storico e il fantasy.

Osserviamo Centurion, film del 2010 del regista Neil Marshall, che sicuramente ha pretese storiche: narra infatti della disfatta della IX legione in Britannia nel II secolo d.C.

Le incongruenze però sono davvero molte e importanti. A partire dal governatore della Britannia che nel film è Agricola. In realtà Agricola, zio dello storico Tacito, era stato governatore della Britannia molti decenni prima ai fatti narrati e pare che fosse un bravo condottiero, non il traditore pusillanime che viene dipinto nel film.

Inoltre le legioni romane erano composte da oltre 600 soldati, mentre nel film viene detto che sono di 3000.

La figura di Etain, poi, ricorda quella di Boudicca, regina celtica che guidò una rivolta contro i Romani sotto la dinastia di Nerone e, quindi, anch’essa vissuta molti decenni prima della vicenda narrata.

Infine è poco veritiera la figura della “strega emarginata”: per i Celti i Druidi (uomini o donne in grado di fare incantesimi) erano stimati e ammirati, non esclusi dalla società.

Indubbio è che Neil Marshall appartenga alla seconda categoria citata all’inizio: quella di coloro che mettono al primo posto la trama e gli effetti di meraviglia e suspence a discapito della verità storica.

Il film, è ricco di scene violente e sanguinose e ha un ritmo serrato, fatto di battaglie all’ultimo sangue e inseguimenti all’ultimo respiro. Se a questi elementi aggiungiamo la presenza di attori di fama – come Micheal Fassbinder nei panni dell’eroe protagonista – e gli effetti speciali, ci sono tutte le carte perché questo film possa rientrare nella categoria dei grandi film d’azione americani.

La serie Vikings, che pur contiene gli stessi elementi di suspence, effetti speciali, sesso e violenza, considerati dagli americani sicure chiavi di successo, presenta pero’ maggiore attenzione verso la storicità. Molto accurato e storicamente corretto è il modo in cui i vichinghi costruiscono le loro navi nella serie, così come fondate sono molte usanze materiali e religiose. Tuttavia anche in Vikings vi sono delle incongruenze dettate dalla trama, la più vistosa delle quali è che Ragnar e Rollo siano fratelli: Rollone in realtà partecipò all’assedio di Parigi ma nell’875 e non ebbe legami di parentela con Ragnar. Inoltre non è davvero attestato che vi fossero guerriere donne, ciò è più attinente alla leggenda ma come elemento filmico è senza dubbio accattivante.

Per quanto riguarda i film realizzati negli U.S.A, prevale dunque la tendenza a modificare la Storia ai fini della trama. Tuttavia, a mio avviso la coerenza storica, ben lungi dal rendere i film meno interessanti, dona loro invece un valore ulteriore. Forse questa direzione di attenzione alla correttezza storica è stata intrapresa da alcuni e il tentativo di Vikings ne è la prova, anche se il pericolo della spettacolarizzazione obbligata è dietro l’angolo.

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