11:56 am
15 ottobre 2018

“Justice League” non è niente di nuovo

“Justice League” non è niente di nuovo

A pochi anni dall’uscita dell’acclamato e criticato capitolo DC Comics “Batman vs Superman”, Zack Snyder ha mantenuto la promessa di portare sul grande schermo la assai nota Lega della Giustizia, composta da supereroi di ogni tempo tra cui Batman (Ben Affleck), Wonder Woman (Gal Gadot), Superman (Henry Cavill), Flash (Ezra Miller), Aquaman (Jason Momoa) e Cyborg (Ray Fisher). L’idea generale era di seguire la trama del primo film per portare ad una svolta la storia, lasciata in sospeso precedentemente.

Sebbene l’obbiettivo sia stato pienamente raggiunto, Justice League ha un sapore di già visto che lascia delusi una volta usciti dalla sala. Gli Eroi devono confrontarsi con l’ennesimo supercattivo venuto dalle stelle, in questo caso Steppenwolf che, ovviamente, cerca di distruggere il pianeta Terra con un’armata di demoni corazzati.
Nulla di nuovo insomma; il primo richiamo che viene in mente è il film “The Avengers”, in cui il fratello di Thor, Loki, invia sulla Terra un’armata di Chitauri per distruggerla, venendo inevitabilmente sconfitto dai Vendicatori. I richiami sono fin troppo evidenti e, sebbene il carisma dei personaggi della Justice League sia una costante che regala non poche risate al pubblico, il nocciolo della pellicola è una ripetizione di trame fin troppo ovvie e scontate.

La regia di Snyder è stata nettamente più efficace in “Batman vs Superman”, in cui l’anziano Pipistrello appariva decisamente più oscuro, violento e contorto e Kal-El viveva divorato dai rimorsi per i suoi sbagli; un insieme di emozioni che a malapena traspare in “Justice League”, lasciando più spazio ad esplosioni degne di Michael Bay e scontri epici non viene letteralmente rovesciata una sola goccia di sangue (censura?).

Una delle poche cose che rendono il film appena godibile è l’ampio cast già elencato. Il fascino orientale di Gal Gadot, il fisico di Jason Momoa e la grande carriera di Ben Affleck danno una tinta brillante ad un progetto forse troppo ambizioso che avrebbe meritato qualche ritocco e qualche mese di lavoro in più. Lo stesso Steppenwolf, sebbene appaia torreggiante e armato con una scure di quattro metri, è l’ombra di se stesso: non è terrificante nei modi, né inquietante nell’aspetto, riducendosi piuttosto ad una comparsa senza spessore.
Persino i classici giocattoli di Batman come la Batmobile, il Batwing e simili cadono in secondo piano o vengono inevitabilmente ridotti in ferraglia.

Il risultato finale è un piatto che si presenta ricco, ma totalmente privo di sapore. Sembra che Snyder abbia dovuto accorciare i tempi di produzione per soddisfare una audience impaziente, a discapito di una trama debole, ripetitiva se messa insieme a tutti gli altri film del genere e con una idea di nulla di fatto alla fine. In confronto, “Wonder Woman”, anch’essa non brillava troppo per originalità, sapeva colpire nel punto giusto grazie al fascino della protagonista stessa, caratterizzata benissimo in una trama poco verosimile.

Se dovessimo mettere il mondo Marvel e il mondo DC sullo stesso piano, la bilancia penderebbe inevitabilmente sul primo per originalità e varietà di personaggi.


FONTI

Visione diretta

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