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16 ottobre 2018

I nuovi volti del cinema italiano : le luminose stelle di Marinelli e Borghi

I nuovi volti del cinema italiano : le luminose stelle di Marinelli e Borghi

Le stelle nascenti sono le più luminose ed affascinanti, la loro luce incanta ed è capace di attrarre come non mai, grazie allo splendore che portano con sé. Non stiamo parlando di astri celesti, ma di nuove stelle cinematografiche, meritevoli di dare una veste più decorosa al cinema nostrano. Fra i nuovi nomi spiccano quelli di Luca Marinelli e Alessandro Borghi, non solo sex simbol, ma anche interpreti da tenere d’occhio.

Marinelli, romano classe 1984, comincia a muovere i suoi primi passi sul grande schermo nei primi anni 2000, facendosi conoscere grazie all’interpretazione di Mattia in La solitudine dei numeri primi, tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Giordano.

È, però, solo dopo il 2011 che Luca conquista pubblico e critica: in quell’anno recita in Waves (regia di Corrado Maria Sassi) e Nina (esordio cinematografico di Elisa Fuksas), mentre nel 2012 la sua interpretazione in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì gli vale la candidatura come migliore attore per il David di Donatello.

Senza ombra di dubbio le prove che più hanno reso indiscutibile il suo talento sono datate 2015: anno di uscita di Non essere cattivo, film postumo di Carlo Cagliari, con cui Marinelli ha vinto il premio Francesco Passinetti come migliore attore, e Lo chiamavano Jeeg robot, ancora una volta per un regista esordiente, Gabriele Mainetti, che deve al suo cast uno dei principali motivi dell’apprezzamento della sua prima pellicola.

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Borghi – anch’egli romano, nato nel 1986 – comincia la carriera da stuntman, per poi farsi strada nel mondo attoriale televisivo, prestando il suo volto a numerose serie di successo.

La svolta arriverà nel 2015, quando il giovane romano reciterà a fianco di Marinelli nel sopracitato Non essere cattivo, per poi proseguire con Suburra (regia di Sergio Sollima), con cui guadagna la nomination al David di Donatello come migliore attore non protagonista.

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Le nomination arrivano anche per Napoli velata (regia di Ferzan Ozpetek) e Il più grande sogno (Michele Vannucci); ma sarà con Fortunata di Sergio Castellitto, che Borghi conquisterà il Nastri d’argento come miglior attore non protagonista.

I due attori romani non sono sicuramente gli unici nuovi volti degni d’attenzione, molti nuovi talenti arrivano soprattutto dall’ambito teatrale, tuttavia è innegabile che Borghi e Marinelli sembrino incarnare il nuovo spirito del cinema italiano.

Carriere ancora brevi, ma promettenti, che illuminano il panorama artistico nazionale, ormai da tempo bisognoso di una rinascita all’insegna della performance attoriale.


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