09:30 am
24 settembre 2018

In piena luce: uno sguardo inedito sulle collezioni vaticane

In piena luce: uno sguardo inedito sulle collezioni vaticane

Palazzo Reale inaugura una raccolta fotografica inedita. 200 opere datate 2015 che esaltano il tocco personale del fotografo nel rapporto creativo con l’immortalità del patrimonio artistico vaticano.

Si è appena conclusa la mostra fotografica “In piena luce” a Palazzo Reale. Tra le storiche stanze dell’edificio meneghino, le opere di nove fotografi internazionali hanno lasciato il segno nella memoria dei visitatori. Il loro obiettivo è quello di raccontare i Musei Vaticani attraverso nuove sfumature, particolari e ricercate. Dall’attenzione geometrica all’architettura fino alla riproposizione fotografica delle grandi tele del passato in un intreccio tra storia, cultura e modernità. Sono Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr e Massimo Siragusa. I fotografi diventano spettatori, critici, interpreti della natura polisemica dell’opera d’arte. Le loro opere, più di 200, sono entrate a far parte della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.

La mostra si apre con un’opera di Massimo Siragusa, Spazio e Materia. Un mosaico fotografico dipinge gli spettacolari scenari interni dei Musei. I colori bianco, oro, azzurro e rosa illuminano la composizione con una natura affine all’acquarello, mentre le pareti nere della sala esaltano perfettamente la brillantezza delle fotografie in un’atmosfera fiabesca. Francesco Jodice sceglie invece di omaggiare il visitatore in Spectaculum Spectatoris . Il turista diventa protagonista in uno scatto singolo o familiare che esalta l’individualismo e l’espressività del soggetto, la cui storia personale si incontra con le trame quasi millenarie di un’istituzione culturale. La suggestività creata dall’incontro tra antico e moderno trova però la sua massima esaltazione nella successiva opera. È Il Magazzino delle corazze di Antonio Biasucci. Una striscia fotografica circolare fa luce sui frammenti di statue classiche. Gli sguardi di antichi eroi, illuminati da un sapiente gioco di luci e ombre, creano un’interazione visiva magnetica con l’osservatore.

La triade italiana lascia ora spazio ad un fotografo inglese, Martin Parr. La sua opera si intitola Vatican Museums e non può non essere dedicata all’intenso flusso di persone che ogni giorno attraversano gli spazi dei Musei. È una folla cosmopolita, dedita ad immortalare con fotografie l’eterna bellezza dei capolavori vaticani, oppure colta nell’ammirazione fanciullesca per la spettacolarità degli affreschi. Il giapponese Rinko Kawauchi esegue un’analisi contemplativa degli interni, concentrandosi sugli spazi vuoti, sulle crepe dei muri, su ciò che resta del passaggio dei visitatori. Vuole cogliere in maniera indisturbata ciò che non salta subito all’occhio e rimane confinato fuori dalla visione abitudinaria della realtà. È il silenzio degli spazi abbandonati che risuona in maniera ossimorica nel titolo dell’opera, Echo. Mimmo Jodice sceglie invece un altro tipo di vacuità, quella nascosta dietro gli sguardi assenti degli antichi volti marmorei. La natura disturbante de I volti della memoria, termina la seconda sequenza.

Chiude il percorso una raccolta di ritratti statuari femminili in chiave Pop, realizzati dal tocco di dissolvenza del fotografo americano Bill Armstrong. Ma è Peter Bialobrzeski l’unico a fotografare dall’esterno le architetture dei Musei illuminate dalla luce solare in Vatican. L’analisi prospettica si chiude ad un tocco quasi pittorico e lascia un dolce ricordo al termine della visita. Tutto il percorso fotografico è poi scandito dalle splendide gigantografie di Alain Fleischer che indagano la poesia delle tele pittoriche e la loro collocazione museale. L’intera raccolta si configura così come una narrazione educativa, che spinge lo spettatore ad interrogarsi sulla natura nascosta delle immagini. È un invito inedito ad una collaborazione critica tra fotografo e spettatore, in modo tale da instillare tra le antiche pareti Museali il soffio vitale di coloro che contribuiscono quotidianamente a far rivivere le opere vaticane.


FONTI

Visita della mostra da parte dell’autrice

Palazzo Reale

CREDITS

Copertina (collage di foto del’autrice)

Immagine 1 (foto dell’autrice)

Immagine 2 (foto dell’autrice)

Immagine 3 (foto dell’autrice)

Immagine 4 (foto dell’autrice)

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