15 dicembre 2018

“DÜRER E IL RINASCIMENTO TRA GERMANIA E ITALIA” IN MOSTRA AL PALAZZO REALE DI MILANO

“DÜRER E IL RINASCIMENTO TRA GERMANIA E ITALIA” IN MOSTRA AL PALAZZO REALE DI MILANO

Lo scorso 21 febbraio ha aperto, al il Palazzo Reale di Milano, la prima personale milanese di Albrecht Dürer, intitolata ‘Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia’, visitabile fino al 24 giugno.

L’esposizione presenta circa 130 opere, di cui metà dell’artista tedesco. È suddivisa in 6 sezioni tematiche, che spaziano da argomenti quali la natura, l’idea di classicità, fino allo stretto rapporto tra Italia e Germania in epoca rinascimentale. Sono esposte pitture, ma anche un consistente nucleo di opere grafichedisegni e trattati teorici.

Questo confronto continuo tra Dürer e suoi connazionali come Lucas Cranach e Albrecht Altdorfer, ma anche artisti italiani come Giorgione, Lorenzo Lotto e Andrea Mantegna, è volto a mostrare passo passo, opera dopo opera, l’influenza che Dürer ha avuto sui maestri rinascimentali e viceversa.
Il confronto è molto utile perché avviene in ogni sala, per ogni tematica esposta, e aiuta anche il visitatore meno esperto a farsi un’idea chiara di che tipo di clima artistico e sociale si respirasse nell’Europa centrale tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

È proprio il periodo fiorente del Rinascimento quello in cui Albrecht Dürer si muove.
Nasce nel 1471 a Norimberga, e da giovanissimo entra come apprendista nella bottega di oreficeria del padre. Successivamente si sposta nel campo del disegno e poi della pittura, creando opere oggi osannate in tutto il mondo, come la serie di strabilianti autoritratti realizzati in diverse fasi della sua vita, a partire dai tredici anni.

Dürer è stato uno dei più grandi maestri rinascimentali del suo Paese, ma la sua opera non è rimasta circoscritta all’interno dei territori tedeschi. Fondamentali sono stati i suoi contatti con il Nord Italia, soprattutto con Venezia, dove si reca due volte in giovane età.
Proprio i suoi rapporti con l’Italia sono al centro della prima sezione della mostra, intitolata “Dürer, l’arte tedesca, Venezia e l’Italia”. Qui il visitatore è accolto da pitture, disegni e incisioni e comprende subito l’atmosfera di grande fermento artistico che vigeva nel Nord Italia, quando Dürer ventenne la visitò per la prima volta. Non è difficile immaginare come il suo occhio d’artista sia rimasto abbagliato e affascinato dalla luce e dai colori italiani, soprattutto della Serenissima.

A Venezia si reca per la prima volta dal 1494 al 1495. Ha ventitrè anni e una grande curiosità lo spinge verso la terra della ritrattistica più in voga del momento.
Viene in contatto con i grandi maestri italiani, ammira le opere di Mantegna, rimanendo fortememente influenzato dai suoi Trionfi, e i ritratti della committenza laica borghese del tempo, dai quali riprenderà la posa disinvolta di tre quarti, lo sfondo a tinta unita, e l’inquadratura a mezzobusto. Un esempio di questa influenza è il Ritratto a mezzobusto di una giovane veneziana, realizzato durante il secondo soggiorno italiano, nel 1505.

Albrecht Dürer, Ritratto a mezzobusto di una giovane veneziana, 1505, olio su tavola

L’abito della ritrattata è riccamente decorato e adornato da minuti particolari, quasi fosse il vero soggetto dell’opera. Lo sfondo è scuro, così da far risaltare l’incarnato pallido e i capelli biondi, raccolti in un’acconciatura lavorata. Lo sguardo della donna è fisso su un punto al di fuori della tavola e nell’insieme il ritratto risulta più comunicativo, più morbido e con una linea meno incisiva rispetto a quelli precedenti i viaggi italiani: Dürer ha recepito la lezione di Lotto e Giorgione, rimanendo comunque fedele alla tradizione della propria terra e alla propria mano.

Inoltre, è da sottolineare che sono esposte un gran numero di opere grafiche dell’artista, tra cui l’intera Apocalisse, ovvero quello che viene considerato il primo libro d’artista della storia, composto da 15 silografie.

Albrecht Dürer, Frontespizio, Apocalisse,1498, silografia

Albrecht Dürer, San Giovanni divora il libro, Apocalisse, 1496-98, silografia

Le 130 opere esposte provengono da più di trenta musei europei, italiani e tedeschi, ma anche spagnoli, inglesi, olandesi. L’esposizione è ricca di materiali e contenuti, i pannelli esplicativi sono molto dettagliati in ogni sala, e aiutano il visitatore ad immergersi nell’atmosfera artistica rinascimentale.

La mostra è curata da Bernard Aikema, con la collaborazione di Andrew John Martin.
È visitabile tutti i giorni con orario continuato, e il lunedì pomeriggio. Si accede con un biglietto a tarrifa intera di 12,00 euro con audioguida inclusa, e sono disponibili tutta una serie di riduzioni.


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