Nel mezzo della campagna emiliana è nascosta una meraviglia di recente costruzione, ospitante una collezione di opere antiche e contemporanee eclettica e affascinante.
Il Labirinto della Masone si trova a Fontanellato, in provincia di Parma, ed è stato voluto e ideato da Franco Maria Ricci (1937), famoso editore e designer italiano, nonché collezionista. Legata al labirinto è infatti la sede della Fondazione Franco Maria Ricci, comprendente la collezione d’arte messa insieme dall’editore nel corso della vita, una Biblioteca con tutte le collane e volumi pubblicati da FMR, la sua casa editrice; inoltre ci sono un Archivio, degli spazi per mostre temporanee e altri che ospitano caffè e ristoranti.
Il Labirinto è stato frutto del lavoro di anni e del sogno di una vita, ed ha aperto al pubblico nel 2015.

Tra i campi e le colline emiliani si erge dunque il più grande labirinto al mondo.
Lungo più di 3 chilometri, è completamente naturale, composto di piante di bambù molto alte e fittissime, che vanno a creare delle vere e proprie mura entro cui è facile perdersi. Il caldo sole dell’Emilia quasi fatica a entrare e il silenzio è totale una volta che ci si addentra nell’abbraccio del bambù. La pianta orientale è una scelta perfetta perché sempreverde, resistente e di estremo contrasto con la flora emiliana.

Inoltre il Labirinto è davvero tale: non è stato creato con lo scopo di essere una semplice attrazione, perché perdersi è facile e per trovare l’uscita bisogna impiegare tempo e attenzione.

All’interno del Labirinto

Tutte le architetture che fanno da compendio al labirinto sono state progettate da Pier Carlo Bontempi (1954), architetto parmense esponente dell’architettura classica. Gli edifici che gravitano attorno al Labirinto hanno un aspetto pulito, legato alla tradizione classica, e sembrano essere stati estrapolati da una civiltà antica ed impiantati nel mezzo dei campi emiliani.
Ci sono una corte d’ingresso, una torre panoramica, una corte centrale magnifica, una piramide percorribile all’interno e addirittura, delle suites a disposizione degli ospiti più facoltosi.

Uscita dal Labirinto con la Piramide
La corte centrale al tramonto

Franco Maria Ricci dichiara di aver preso ispirazione dallo scrittore e amico Jorge Luis Borges per quanto riguarda il tema del labirinto, e dalla città rinascimentale ideale per la forma a otto punte.

Vista dall’alto del complesso

La collezione d’arte è il diamante del complesso.
Ospita circa 500 opere, spaziando tra sculture, dipinti, libri, che vanno dal Cinquecento al Novecento italiano e internazionale.

Sala ospitante la collezione

Tra gli altri si incontrano i nomi dei Carracci, di Hayez, di Valentin De Boulogne, e poi tantissime tavole appartenenti al Codex Seraphinianusdi Luigi Serafini, capolavoro dell’illustrazione e dell’arte moderna, la cui prima edizione del 1981 era marchiata proprio FMR.
L’allestimento interno è elegante, eclettico, in una fusione perfetta tra sculture, dipinti e oggetti d’arte che convivono e si esaltano a vicenda.

Sala della collezione

Il Labirinto della Masone è un luogo estremamente curioso che va sicuramente visitato, per amore dell’arte, ma anche per amore della curiosità, dell’insolito e dell’affascinante.