“25 Aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi.”
Enzo Biagi

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – con sede a Milano – diede l’ordine a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia di attaccare i presidi nazifascisti ancora presenti sul territorio settentrionale.
Entro il 1º maggio tutta l’Italia settentrionale fu liberata.

Qui di seguito vengono proposti cinque classici e cinque nuove uscite che raccontano cosa significò davvero la Resistenza Partigiana di quegli anni.

Cinque classici da leggere assolutamente:

1) Uomini e no, Elio Vittorini, Bompiani, 1945.

Protagonisti sono Berta e Enne 2, due amanti. Sebbene importante, la relazione fa da cornice agli avvenimenti cruciali: le lotte tra partigiani e nazifascisti, nel Nord d’Italia. È tuttavia l’amore di Enne 2 per Berta che porta agli eventi determinanti che costituiscono l’epilogo dell’opera. Romanzo neorealista, Uomini e no non è solo un’opera sulla Resistenza, ma analizza in modo particolarmente sensibile le contraddizioni dei rapporti umani.

2) Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino, Einaudi, 1947.

Ambientato in Liguria, protagonista è Pin, un bambino di dieci anni, orfano di madre e senza padre – un marinaio irreperibile – che vive con la sorella, una prostituta che intrattiene rapporti con soldati tedeschi. È ad uno di questi che Pin ruba una pistola, finendo in carcere. In prigione Pin entra in contatto con alcuni partigiani, in particolare Lupo Rosso, che lo fa evadere e lo lascia poi solo a se stesso. A questo punto, Pin non ha nessun amico e viene coinvolto in una serie di difficili vicende.

Questo libro, emozionante e imperdibile, narra sì della Resistenza italiana – una Resistenza che non viene idealizzata, bensì raffigurata in modo realistico – ma lo fa con un punto di vista particolare, quello di un bambino che vive con un gruppo di adulti.

3) L’Agnese va a morire, Renata Viganò, Einaudi, 1949.

Protagonista è Agnese, una lavandaia, che vive con il marito Palita, poi catturato e ucciso dai nazisti, perché comunista. Animata da un profondo odio verso questi ultimi, si unisce alla lotta partigiana come staffetta. Questo romanzo, semplicemente indimenticabile, commuove e tocca le corde più profonde del cuore umano.

4) La ragazza di Bube, Carlo Cassola, Einaudi, 1960.

La ragazza di Bube ha come protagonisti Arturo, detto Bube, e Mara. Cruciale è la loro storia d’amore, che apre e chiude il romanzo. La narrazione si svolge dopo la Liberazione, tuttavia ripercorre le vicende in cui Bube è stato coinvolto durante le lotte partigiane, che si ripercuotono sul suo presente.

Inizialmente accolto negativamente dalla critica, che leggeva una profonda delusione di Cassola nei confronti della Resistenza, questo romanzo focalizza l’attenzione sulla dimensione interiore e psicologica dei suoi personaggi.

5) Una questione privata, Beppe Fenoglio, Garzanti, 1963.

Protagonisti sono Milton, partigiano nelle Langhe, Fulvia, la donna amata, e Giorgio, presunto amante della ragazza, amico di Milton. Il giovane scopre che Giorgio è stato catturato e verrà giustiziato. Desideroso di salvarlo e di conoscere la verità riguardo alla sua relazione con Fulvia, viene però sorpreso dai fascisti. Dal finale aperto, quest’opera ha destato molti dubbi e una grande curiosità riguardo all’epilogo. Come si conclude davvero la vicenda?

Cinque nuove uscite imperdibili:

1) La resistenza perfetta, Giovanni De Luna, Feltrinelli, 2015.

Protagonista di questo romanzo è una facoltosa famiglia piemontese, che decide di aiutare la lotta partigiana. La vicenda è narrata da Leletta d’Isola, la figlia, che annota quei mesi, terribili ma anche bellissimi, nel suo diario. Giovanni De Luna abbina in modo sorprendente storiografia e vicende personali, coinvolgendo ed emozionando i lettori.

2) Non avevo sei anni ed ero già in guerra, Tilde Giani Gallino, Einaudi, 2015.

Ambientato tra il 1934 e il 1945, questo romanzo ha come protagonista una bambina, che vede la sua vita cambiare improvvisamente a causa della guerra e che deve tentare di capire, seppur piccola, perché dalla città si sia trasferita in campagna. Vincitore del Premio Pannunzio 2015, questo libro alterna in modo inaspettato, originale ed emozionante un tono sorprendentemente ironico ed uno indubbiamente addolorato.

3) Un amore partigiano, Mirella Serri, Feltrinelli, 2014.

È il 28 aprile 1945 e su un’auto viaggiano due donne, Gianna e Clara; due donne estremamente diverse: Gianna è stata membro della lotta partigiana, Clara amante di Mussolini. Entrambe sono state condannate a morte, per crimini diversi. Gianna e Neri, suo compagno, dopo aver contribuito in maniera determinante alla cattura del Duce, vengono accusati dai loro compagni di lotta.

Intrigante, inedito e assolutamente rigoroso a livello storico, questo romanzo di Mirella Serri ricorda una vicenda a lungo e ingiustamente dimenticata, delineando il clima di sospetto che si visse nell’immediato dopoguerra.

4) L’eco di uno sparo, Massimo Zamboni, Einaudi, 2015.

Una serie di uccisioni sono le vicende determinanti di questo romanzo, che ricostruisce il passato di una famiglia, quella dello scrittore, durante gli anni della lotta partigiana. Estremamente umano, questo romanzo ha tutti i presupposti per essere considerato una narrazione degna di elogi.

5) Il tempo migliore della nostra vita, Antonio Scurati, Bompiani, 2016.

La storia vera di Leone Ginzburg, orgoglioso antifascista, celeberrimo intellettuale, membro della Resistenza. A incrociarsi con la sua vicenda è la vita di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dello scrittore. Assolutamente inaspettato, originale e commovente, questo romanzo di Antonio Scurati cattura il lettore e lo lascia senza fiato fino alla fine.