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26 aprile 2018

Al concerto di Gianni Morandi (con la nonna)

Al concerto di Gianni Morandi (con la nonna)
Gianni Morandi all'Eurovision Song Contest nel 1970. Foto di Nationaal Archief, Den Haag, Rijksfotoarchief

Preludio

Per Natale, i miei genitori hanno regalato ad una delle mie nonne quattro biglietti per il concerto di Gianni Morandi a Milano. Siccome mia nonna non guida, mi sono offerta subito di accompagnare lei e le mie prozie al concerto. Ero infatti sinceramente curiosa di assistere al concerto di una delle colonne portanti della musica leggera italiana (almeno secondo Wikipedia). Se a questo aggiungiamo lo status di meme vivente che Gianni ha per la mia generazione, è facile capire il perché del mio entusiasmo.

Partenza con due ore di anticipo, visto che in caso di ritardo mi sarei giocata il mio regalo di Natale da qui ai prossimi dieci anni. Gianni sta infatti a mia nonna come Justin (Bieber) sta ad una belieber. Arrivate al Forum, ci mettiamo in fila per entrare. Accanto a noi, un gruppo di vecchiette si fa fotografare con uno striscione in bella mostra, e ho un flash di me fra quarant’anni al concerto di Lady Gaga. L’età media del pubblico è sui settant’anni circa, ma vedo altri nonni con figli e/o nipoti (presumibilmente) autisti al seguito.

Interludio

Il concerto inizia in perfetto orario, ed io con l’aiuto dell’amico Google tengo traccia dei vari pezzi che vengono eseguiti dal nostro beneamato. Nell’arco di due ore e mezza (ciao Bruce Springsteen) vengono eseguite una quarantina di canzoni circa. Mia nonna però si lamenta dicendo che di alcune ne sta cantando solo un pezzo. Le rispondo dicendole che anche Beyoncé lo fa solitamente, in modo da poter inserire più brani nella scaletta. L’argomento Beyoncé non persuade la nonna. Effettivamente dubito sappia chi sia Beyoncé. Ma comunque.

Il momento più bello del concerto è il medley dei primi successi di Gianni, in cui tutto il Forum canta in coro, mentre sul maxi schermo passano immagini di un’Italia fatta di vecchie Cinquecento, Vespe e maglioncini di lana. Nel mentre io scopro con mio grande sgomento che quella che per me è sempre stata “la canzone della Melinda” (Bella Melinda, tanto gustosa, rendi la vita, un po’ più gioiosa) è in realtà un pezzo di Gianni dedicato a tale Belinda. C’è grande attesa per l’ospite della serata, perché, come mi hanno spiegato le mie prozie, solitamente durante i suoi concerti Gianni invita qualche celebrità della musica italiana a duettare con lui. Io speravo in Raffaella Carrà, ed invece arriva Fabio Rovazzi. Superata la delusione per l’assenza della Raffa nazionale, mi godo il momento trash della serata. Tra l’altro gli over sessanta sono super preparati pure su “Volare”. Questi sono i veri fan.

Finale

Dopo un corposo bis, il concerto finisce, e tutti i vecchietti (mia nonna compresa, nonostante la piccola lamentela di sopra) tornano a casa felici. Anche io posso ritenermi soddisfatta: nonostante l’età, Gianni ha ancora una voce notevole – ed una collezione di giacche meravigliosamente kitsch. È stata una serata gioiosamente nazionalpopolare. E priva di cadute.

 


 

Fonti

Wikipedia

Credits

copertina

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