Correva l’anno 1972 quando nelle sale uscì il film diretto da Woody AllenTutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)”, tratto dall’omonimo libro del sessuologo David Reuben. A quasi 50 anni di distanza il film è ancora un cult, ma ci sembra giusto soffermarci su un altro aspetto del sesso che spesso, inaspettatamente, viene sottovalutato: le MTS.

Cosa sono le MTS?

MTS è un’abbreviazione per “Malattie a Trasmissione Sessuale”, proprio quelle che magari, in un film o in una serie tv, avete sentito chiamare STD, ovvero Sexually Transmitted Disease. Si tratta di un gruppo di malattie infettive che è oggi molto diffuso a livello mondiale e che può portare anche a complicazioni a lungo termine per milioni di persone, causate all’incirca da 30 tipi di virus, batteri e parassiti. La trasmissione di queste malattie si verifica attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale – che sia esso vaginale, anale o orale – per il contatto con liquidi organici infetti, compresi sangue e saliva. Ciò significa che si possono contrarre le MTS anche in modi meno espliciti ed evidenti, quali trasfusioni, scambio di siringhe, tatuaggi e piercing, contatto con ferite, trapianti di organi o tessuto, o passaggio diretto dalla madre al feto/neonato, durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

Nella maggior parte dei casi, queste malattie sono asintomatiche, e possono tuttavia creare gravi disagi e complicanze irreparabili, come la sterilità o i tumori, e, nel momento in cui si manifestano i primi sintomi, vengono spesso confuse con altre patologie minori, complicando la diagnosi ed aggravando la condizione del paziente. Tra le MTS più comuni ricordiamo la clamidia, la gonorrea, la sifilide, l’HIV, il papillomavirus, l’herpes e l’epatite B.

Tra mito e discriminazione

#1 Se il tuo partner ha una MTS, lo vedrai sicuramente.

Non c’è cosa peggiore da pensare: a volte persino i dottori possono essere sviati dai sintomi apparenti, figuriamoci una persona senza la minima formazione medica. Per non parlare poi del fatto che a volte il virus può essere in atto, ma chi ne è colpito si potrebbe sentire sano come un pesce. La cosa più importante, oltre a comunicare, è fare regolarmente i test, a partire da quelli del sangue.

#2 Si possono evitare le MTS facendo sesso orale e/o anale.

Dove c’è del sesso – o meglio, dove ci sono scambi di liquidi organici – può esserci una malattia o un’infezione a trasmissione sessuale; alcune, come l’herpes, si trasmettono semplicemente con il contatto della pelle con un’area infetta. L’ideale sarebbe dunque usare anche in questo caso il preservativo (che ormai sono disponibili in moltissimi sapori diversi) o il dental dam, una protezione apposita per il sesso orale.

#3 Dopo aver già contratto una MTS, non la puoi più avere di nuovo.

Non esiste un solo ceppo di MTS, e non è detto che si diventi immuni: alcune, una volta contratte, rimangono nell’organismo per tutta la sua vita (come l’herpes o l’HIV), mentre altre, sebbene possano essere trattate, sono comunque contraibili nuovamente. Se sapete di essere affetti da una certa malattia a trasmissione sessuale, è giusto che il vostro dottore e il vostro partner ne siano a conoscenza per risolvere al meglio la questione.

#4 Se ho fatto i test e sono pulito, il mio partner non ha bisogno di fare dei controlli.

Falso. Le MTS sono molto di più di un semplice motivo di imbarazzo, sono malattie vere e proprie che possono causare danni gravi e permanenti. Proprio perché ogni relazione si basa sulla fiducia, è giusto che entrambi i partner facciano i test, e, se proprio c’è imbarazzo, almeno fateli insieme.

#5 Non puoi contrarre un’infezione se ti lavi subito dopo il rapporto.

Lavarsi non è abbastanza, perché dopo essere stati esposti al virus o ai batteri l’unica cosa che può aiutare è il trattamento medico.

#6 Solo le persone “poco di buono” contraggono le MTS.

Falso, falso, e ancora falso. È molto semplice: le malattie e le infezioni a trasmissione sessuale non discriminano in base all’orientamento sessuale, politico o religioso, al ceto sociale o al conto in banca, non gli interessa neanche se sei uno sportivo allenato o una persona pigra che adora il divano. Come abbiamo detto in precedenza, è possibile contrarre una MTS anche con il semplice contatto di zone infette.

MTS ai tempi degli appuntamenti online

Gli appuntamenti online non sono sicuramente una novità: esistono centinaia di siti di incontri, e ormai è possibile conoscere qualcuno solo accedendo alle app del proprio smartphone. Velocità, facilità ed efficienza sembrano un buon punto di partenza per fare nuovi incontri, se non fosse che non c’è nulla di meno efficiente di un’effettiva mancanza di comunicazione sulla salute sessuale del possibile partner. Alcune ricerche dimostrano che le MTS ed altre infezioni a trasmissione sessuale non fanno quasi mai parte delle conversazioni preliminari, aumentando i rischi di contagio. Si potrebbe pensare che la probabilità di incontrare qualcuno con un MTS sia estremamente bassa, oppure che il preservativo basti. Ovviamente, non è così. È vero che è possibile contrarre malattie a trasmissione sessuale ovunque, ma con siti e app di incontri le statistiche si alzano di molto proprio a causa di una mancata conoscenza più o meno approfondita del partner, soprattutto perché si tratta di rapporti occasionali. Al tempo stesso non è corretto incolpare solo ed esclusivamente gli appuntamenti online per una diffusione delle MTS, perché, come spesso accade, la responsabilità è di chi li vive. Per non parlare poi della nuova frontiera di online dating e MTS, ovvero i siti di incontro per coloro che, una malattia a trasmissione sessuale, la hanno già.

Parliamoci chiaro: ci sarebbe meno imbarazzo nel mandare un messaggio chiedendo se si è “puliti”, piuttosto che ricevere un “Ehi, ho appena fatto il test per la sifilide e sono risultato positivo, mi sembrava giusto lo sapessi”. Scambiarsi qualche ulteriore informazione non sembra più un’idea così cattiva, vero?

MTS in evoluzione: il caso della Supergonorrea

La maggior parte delle MTS, come abbiamo già detto, possono essere curate (o comunque “attutite”) se prese in tempo. Se non fosse che recentemente si è sviluppato in ben 77 paesi un nuovo ceppo di gonorrea , soprannominato “Supergonorrea”, che resiste agli antibiotici e risulta, di conseguenza, praticamente incurabile – come accaduto in Francia, Spagna e Giappone. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha iniziato a lanciare l’allarme durante l’estate 2017, dichiarando che la diffusione sia stata favorita dal calo di utilizzo del preservativo e dal sesso orale. La gonorrea, nota anche come blenorragia o scolo, è una malattia generata dal batterio Neisseria gonorrhoeae che si manifesta dopo un periodo di incubazione di 2-14 giorni, che può favorire il contagio del virus HIV e può colpire non solo il retto e la cervice uterina, ma anche la faringe. Proprio il caso del sesso orale è quello che ha scatenato la Supergonorrea, come spiegato dalla dottoressa Teodora Wi dell’Agenzia Onu sulla Salute:

“Se il virus viene introdotto nell’organismo attraverso una gola curata con antibiotici contro infiammazioni generiche, questo batterio si rafforza creando una specie di super gonorrea. […] La gonorrea è un virus intelligente: ogni volta che si introduce una nuova classe di antibiotici per trattare la malattia, il batterio diventa più resistente. Questi casi potrebbero essere solo la punta dell’iceberg.”

La nuda verità: dati e statistiche

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che, annualmente, i nuovi casi di MTS diagnosticati sono circa 498,9 milioni. L’incidenza è in continuo aumento e i dati rivelano che un adolescente su venti presenta una MTS di origine batterica.

Ora come ora, gli Stati Uniti d’America sono il paese occidentale con la media più alta di incidenza delle MTS, e gli adolescenti sono la categoria più a rischio: studi del Pew Reaserch Center dimostrano che il 62% sono under 25, e che la media è altissima soprattutto tra gli universitari. Dal 2015, inoltre, la clamidia è aumentata del 4.7%, la sifilide primaria e secondaria del 17.6% mentre quella congenita del 27.6%, e la gonorrea del 18.5% per un totale di quasi 500.000 casi, anche se il primato di infezione a trasmissione sessuale appartiene al Papillomavirus (HPV) e all’Herpes  genitale (HSV).

L’Australia è un altro paese industrializzato che sta combattendo le MTS: recenti studi hanno dimostrato che le infezioni da gonorrea sono aumentate, solo nella città di Melbourne, del 30% annuo dal 2015; a Victoria invece ha avuto una crescita esponenziale la sifilide dal 2010, che all’inizio degli anni 2000 era invece ormai del tutto scomparsa. La clamidia continua ad essere l’infezione sessuale più comune nel continente, ma il dato più sconcertante è che la gran parte delle MTS non venga diagnosticata e trattata ai giovani, la categoria più colpita. Le cause predominanti sono proprio l’online dating e i rapporti non protetti soprattutto tra eterosessuali, poiché guidati dalla convinzione – totalmente errata – che le malattie a trasmissione sessuale riguardino solamente determinati ambienti e gli omosessuali.

In Italia la situazione non è certamente delle migliori: si è infatti verificato un boom delle malattie legate ai rapporti sessuali, con un aumento del 400% dei casi di sifilide e del 200% per la gonorrea. Inoltre l’Adoi, l’Associazione dermatologi ospedalieri italiani, ha lanciato l’allarme durante il 56° Congresso per un picco di infezioni di HIV tra gli over 50, che invece rimane relativamente stabile tra i più giovani.

“Una persona sessualmente attiva su due contrae una MTS entro i 25 anni”

 

La prevenzione

Come prevenire, dunque, le MTS? Secondo gli esperti bisognerebbe agire su tre livelli per un aumento della prevenzione: prima di tutto a livello di popolazione, con l’obiettivo di incrementare la conoscenza delle MTS e dei loro effettivi rischi attraverso i mass media. Il secondo livello sarebbe un intervento su gruppi, migliorando la conoscenza delle infezioni in base a specifiche categorie ed abitudini. Infine su un livello individuale, che coincide con le attività di informazione, educazione e controllo svolte durante le visite specialistiche. Secondo alcuni, la prevenzione più proficua sarebbe l’astinenza per eliminare ogni possibile rischio di trasmissione – scelta del tutto personale e soggettiva. Ciò che è certo è la necessità di aumentare la consapevolezza dei rischi infettivi che si corrono durante un rapporto sessuale – anche non completo – e sostenendo l’uso routinario dei profilattici e, nel caso di sesso orale, dei dental dam, per non parlare inoltre dell’urgenza di continuare ad apportare miglioramenti per l’accesso ai test di controllo e diagnosi e alle strutture cliniche. Il progresso ci permette, per l’appunto, di diagnosticare la sifilide da una goccia di sangue da un dito, di ricevere i risultati per l’infezione da clamidia o gonorrea in due ore tramite un test delle urine, oppure persino di fare un test HIV comodamente a casa propria. Don’t be Condumb – non siate stupidi, fatelo protetto.

“Abbi meno paura, proteggiti di più”