15 novembre 2018

Parlando di rivoluzione: Tracy Chapman

Parlando di rivoluzione: Tracy Chapman

Sono ormai passati 30 anni da quando l’intensa voce di Tracy Chapman cantava:

“Don’t you know
Talkin’ bout a revolution
It sounds like a whisper”

Talkin’ ‘bout revolution infatti, traccia estratta dal suo primo album, fu pubblicata nel 1988. Eppure questo brano rimane attualissimo.

Tracy Chapman ha sempre trattato nelle sue canzoni temi impegnati e anche in questa non è da meno e con la sua voce profonda sussurra il suo desiderio di rivoluzione, affinché le cose possano finalmente cambiare: “It’s finally the tables are starting to turn”.

Questa canzone è stata scritta durante il mandato presidenziale di Ronald Reagan. Quando in USA il 31,8% della popolazione più povera era afroamericana, quando solo il 12% degli americani erano afroamericani. E da quegli anni la povertà in America, una delle più grandi potenze mondiali, è aumentata. Oggi 1/3 della popolazione (105.303.000 di persone) non riesce a far fronte ai bisogni più elementari negli USA, dove ci sono il 41% dei più ricchi del pianeta. Risulta evidente a questo punto che la politica capitalistica seguita da molti presidenti nel corso degli anni ha portato sicuramente a un arricchimento del Paese (con il PIL più alto al mondo), ma non ha di certo colmato le disuguaglianze sociali.

Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti d’America dal 1981 al 1989.

 

Per questo ora è il momento migliore per tornare a parlare di cantanti come Tracy Chapman, che hanno fatto della loro vita, una battaglia contro le discriminazioni sociali. Sia attraverso la musica, come anche in un altro grande successo della cantautrice, Fast car (un brano che disegna un quadro di povertà estrema), ma anche con vero e proprio attivismo.

La cantante folk ha infatti partecipato nel corso degli anni a diversi eventi benefici e continua tuttora. Tra gli eventi più importanti possiamo ricordare quando nel 1988 si è esibita a Londra durante il tour mondiale per commemorare il 40esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Nello stesso anno ha anche partecipato al Nelson Mandela 70th Birthday Tribute, un concerto che ha raccolto fondi per il movimento anti-apartheid. Più recentemente, nel 2004 la Chapman ha preso parte all’evento AIDS/LifeCycle.

Didascalia: Tracy Chapman al concerto di tributo a Nelson Mandela

Ma ora nel 2018 a 30 anni di distanza da quando la carriera di Tracy Chapman era in auge, abbiamo ancora bisogno di cantanti come lei, che si occupino delle disuguaglianze economiche e sociali delle minoranze che ci sono anche nella nostra comunità. Infatti anche il nostro Paese soffre per ferite legate al razzismo e alla povertà. Gli esempi di baby gang che si accaniscono contro un senzatetto o di un politico che parla di “razza bianca” sono solo episodi che si aggiungono ogni giorno alle pagine dei nostri quotidiani.

 


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