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20 settembre 2018

Charles Dickens e la sua Londra vittoriana

Charles Dickens e la sua Londra vittoriana

I romanzi di Charles Dickens sono conosciuti in tutto il mondo per il modo satirico con cui sono riusciti ad illustrare la società vittoriana con le sue ipocrisie e contraddizioni. L’autore aveva vissuto di prima mano lo sfruttamento giovanile quando, a dodici anni, fu strappato dalla scuola e messo a lavorare in una fabbrica a Londra per ripagare i debiti amministrativi del padre; l’ingiustizia sociale e il maltrattamento subìti divennero temi principali della sua produzione artistica.

Dickens riconobbe e mise in luce i drammi quotidiani che le persone meno abbienti si ritrovavano a subire, denunciando una modernità industriale che faceva ricadere le colpe dei padri sui figli, che costringeva bambini alla criminalità o allo sfruttamento in fabbrica per poter sopravvivere, che portava allo sbandamento la propria gioventù. A fare da sfondo, l’autore dipinge sapientemente una Londra vittoriana grigia e piena di smog, dove persone poco raccomandabili si nascondono negli angoli più bui pronti a rubare, rapire e traviare chiunque capiti a tiro. Oliver Twist, romanzo uscito a puntate nel 1837-39, è forse l’opera più celebre dell’autore, dove il protagonista è un orfano che, nonostante venga più volte maltrattato dagli adulti, rimane di buon cuore.

Londra appare come una vera e propria ‘giungla’ industriale: i paesaggi descritti dall’autore sono fuligginosi e corrosivi, nei luoghi rappresentati regnano il caos, le mostruosità e le storture, creando un immaginario molto vivo nella mente dei propri lettori. Nella capitale inglese Dickens trascorse tutta la sua vita, passeggiando nelle sue viuzze tortuose, sperimentando gli aspetti più vari della metropoli, le sue luci, i suoni, gli odori e continuando sempre ad incontrare persone sfruttate per poterne denunciare la tragica situazione.

Dickens riesce a rappresentare il dualismo di una società e di una città in costante mutamento, riportando alla luce un mondo duro e terribile simultaneamente pieno di possibilità e di meraviglia, creando dei protagonisti puri che non vengono contaminati dalle storture del mondo in cui vivono.
I suoi protagonisti vivono mille peripezie, senza mai perdere la propria bontà: in “Grandi Speranze” il personaggio principale Philip “Pip” Pirrip è un giovane che, una volta ricevuta una misteriosa eredità, diviene vittima delle ambizioni altrui, ma che riesce alla fine a scegliere e seguire la propria strada.

La denuncia fatta da Dickens e il suo modo di portare alla luce i problemi della società hanno permesso la risoluzione di molti problemi, come la “Regulation of Child Labor Law” del 1833 che vietava il lavoro ai bambini al di sotto dei 12 anni e stabiliva dei controlli d’ispezione nella fabbriche o la “Ten Hours Bill” del 1847, dove le ore di lavoro vengono ridotte a 10 per donne e bambini.

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