La cultura francese e quella anglo-americana sono da sempre rivali e nonostante le separi solo uno stretto si può dire che siano davvero differenti, anche in campo di libri. C’è un luogo, però, dove queste due concezioni sembrano convivere in modo estremamente armonioso, e lo fanno proprio grazie ai libri. In rue de la Bucherie nel quinto arrondissement di Parigi, infatti, sorge quella che può essere definita la più famosa libreria anglo-americana all’estero: la Shakespeare and Company. Varcando la soglia di questa libreria si viene catapultati immediatamente nell’universo inglese, quasi dimenticando che fino ad un istante prima si stava camminando sui quais della Senna guardando in faccia Notre Dame e l’Ile Saint Louis.

Si tratta di una libreria indipendente, arredata con attenzione e con dettagli particolari per poter regalare al lettore una vera e propria esperienza english (i commessi, ad esempio, parlano rigorosamente tutti inglese). Entrando si è letteralmente circondati da libri disposti in alti scaffali, da scritte dipinte sui muri o su piccoli bigliettini lasciati dai visitatori, da un pianoforte che è possibile suonare e da poltrone per poter leggere e consultare i volumi e sulle quali non è difficile trovare addormentato il gatto che vive nella libreria.  Tra gli scaffali si possono trovare i titoli più disparati, con una particolare attenzione agli scrittori anglofoni: da quelli della Beat Generation, genere molto caro alla libreria, ad una fornita collezione di opere dei grandi giallisti inglesi o una libreria interamente dedicata a Shakespeare, dove si possono trovare tutte le opere del Bardo in particolari e pregiate edizioni. Al piano superiore, invece, oltre ad una fornita scelta di libri di poesie, si trova la collezione che Sylvia Beach, fondatrice del negozio, che donò al pubblico la sua collezione privata e che ora è possibile consultare liberamente all’interno del locale.

È proprio da Sylvia Beach, infatti, che nasce la storia di questo luogo: statunitense trasferitasi a Parigi, decise di aprire nel V arrondissement una piccola libreria e sala di lettura dedicata alla letteratura anglo-americana che divenne ben presto un luogo di ritrovo per diversi scrittori di passaggio nella capitale francese, come Scott Fitzgerald, Hemingway e Joyce, che vedevano nella piccola libreria un vero e proprio luogo d’incontro culturale. Proprio lo scrittore irlandese era particolarmente legato a questo luogo e alla sua fondatrice dal momento che fu proprio lei che nel 1922 ebbe il coraggio di pubblicare per la prima volta in volume la sua opera più sperimentale e rivoluzionaria, Ulisse, all’epoca rifiutata da tutti gli editori. La storia e l’avventura di Sylvia Beach, però, non ebbero un lieto fine: dovette chiudere la sua attività nel 1941, con l’arrivo delle truppe tedesche a Parigi. La storia di questo luogo ricco di libri e cultura sembrava conclusa, se non fosse stato per George Whitman che nel 1951 aprì un’altra libreria, Le Mistral, che alla morte della Beach cambiò il nome in suo onore in Shakespeare and Company, anch’esso luogo di incontro per diversi scrittori, in particolare quelli della Beat Generation.

Oggi la libreria mantiene la sua attività di vendita e vengono organizzati spesso letture e incontri con autori che, in caso abbiano necessità, possono alloggiare nei locali del negozio, che funge anche da residenza artistica.

Se passate da Parigi, quindi, ritagliatevi una mezz’oretta per perdevi tra gli scaffali di questa meravigliosa libreria e assaporare, in terra francese, lo spirito inglese.

FONTI
Visita alla libreria Shakespeare and Company, rue de la bucherie, Parigi