Come ben sapete, Woodstock ’69 fu uno dei festival più memorabili di sempre, sia per la scaletta dell’epoca e per la presenza di un pubblico mai visto prima di allora. Così dopo quei ”tre giorni di pace, amore e musica”, nell’agosto del 1994 si decise di riproporre quelle giornate con altri due giorni di pace e musica (two more days of peace and music) come recita il motto pubblicitario utilizzato per l’evento. In realtà a questi 2 giorni (13 e 14 agosto) ne fu aggiunto un terzo (il 12 agosto) per prolungare il festival ed avere una scaletta più ampia. L’evento si svolse in un campo, come da tradizione, situato a Saugerties, cittadina distante 200 km dalla Grande Mela e una decina dalla leggendaria Woodstock. Piccola curiosità sulla location: negli anni ’60 vi abitò un giovane Bob Dylan dove nel 1966 ebbe un incidente motociclistico. Tutto era pronto per ripetere quei 3 magici giorni del ’69, ma ci fu un piccolo dettaglio che compromise l’evento. Una cosa a cui non è possibile  rimediare. Nel 1969 a Woodstock vi furono sì ”tre giorni di pace, amore e musica”, ma aggiungeremmo anche di bel tempo, che nell’edizione del 1994 non era presente. Così, a causa di un violento acquazzone, il festival fu soprannominato Mudstock, letteralmente tradotto con ”fornitura di fango”. Vi lasciamo immaginare come si trasformò quella verde distesa d’erba.

Ovviamente da ”pace e amore” si passò a vere e proprie battaglie di fango tra spettatori ed artisti. Gli sfortunati che furono colpiti dal fango furono i Green day, in particolare il bassista Mike Dirnt che ci rimise qualche dente, tanco che dovettero abbandonare il palco su un elicottero. Anche i Nine Inch Nails suonarono ricoperti dal fango, ma non si lamentarono, anzi, successivamente Trent Reznor si scusò per la pessima esibizione. All’epoca era l’LSD che dava alla testa, stavolta il fango.

Ci fu spazio anche per un simpatico siparietto: il frontman dei Primus prima di suonare My name is Mud chiese al pubblico di non essere riempito di fango.

Ad ogni modo il festival si chiuse alla grande e riscosse un certo successo, anche per la presenza di artisti del calibro di Aerosmith, Cypress Hill, Joe Cocker, Metallica, Nine Inch Nails, Crosby, Stills and Nash, Santana, Red Hot Chili Peppers, Greenday e Bob Dylan. Da segnalare che al festival era presente come unico artista italiano Zucchero. Beh, che dire, citando un divertente scena di un divertente film di Mel Brooks, è stato un lavoro schifoso ma poteva andare peggio. Ed abbiamo visto come.

 

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