Una casalinga di Pescara senza mai un minuto per sè fugge a Venezia e si innamora dell’Orlando furioso: si tratta di Pane e tulipani,quarto lungometraggio di Silvio Soldini, vincitore di nove David di Donatello, sette Ciak d’oro, cinque Nastri d’argento e un Globo d’oro.

Presentato al 53° Festival di Cannes, è la storia di Rosalba Barletta (Licia Maglietta), casalinga pescarese a cui non capita mai di stare da sola: dimenticata in autogrill durante una gita a Paestum con la famiglia, decide di fare l’autostop e tornare a Pescara per godersi un po’ di solitudine ma i piani cambiano quando uno degli autisti le propone di accompagnarla a Venezia.

Il turismo veneziano dura poco più di un giorno perchè poi trova lavoro presso un burbero fioraio, Fermo (Felice Andreasi), e ospitalità presso la casa di un cameriere islandese con un’enorme passione per l’Orlando furioso, “un uomo di grandi” slanci dal vocabolario quasi poetico, Fernando Girasole (Bruno Ganz).

Decide di fermarsi per un po’ a Venezia, dove riscopre i suoi interessi, le sue passioni e la possibilità di frequentare persone estranee alla famiglia, come Grazia Reginella (Marina Massironi) “estetista e massaggiatrice olistica” della porta accanto.

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La musica che c’è dentro di lei, rimasta celata per tanti anni, riprende vita alla vista di una fisarmonica che Fernando teneva in un armadio. Tutto in lei riprende a vivere, ma le sue responsabilità di madre la richiamano a Pescara da marito e figli; di punto in bianco abbandona lavoro e amici per tornare dalla sua famiglia.

Nel lasciare la casa di Fernando gli lascia un mazzo di tulipani con un biglietto di ringraziamento e saluti ma questo non attenua il suo dolore

“Ciò che mi consuma è la mia stoltezza, ancora una volta la felicità ha battuto invano alla mia porta. […] Sono stato sordo e ora languo”

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A Pescara gioia e passione lasciano il posto a noia e doveri fin quando Fernando, dopo aver visto l’ultimo petalo dei tulipani posarsi sul tavolo, non va a riprenderla.

“Rosalba da quando lei è partita la vita è una palude, la notte mi tormenta e il giorno mi delude.
Se ho fatto questo viaggio vi è un’unica cagione: che lei torni a illuminar la mia magione.”

Una commedia sentimentale girata nella periferia di Venezia, in cui tutto sembra più reale, in cui il pane, i tulipani, l’amore e la fantasia si uniscono formando un film romantico in cui l’amore non è altro che una postilla in un mondo di casualità e solitudine, ornato di fiori profumati, dove l’Orlando furioso viene recitato al suono di una fisarmonica.

Credits
1999, Pane e tulipani, Mogatari, Istituto Luce, RAI, regia di Silvio Soldini, screenshots