Tamara de Lempicka è una pittrice polacca appartenente alla corrente dell’Art Déco.
Negli anni Venti del Novecento, la sua famiglia decide di trasferirsi dalla Russia in Francia. A Parigi Tamara inizia i suoi studi accademici di pittura sotto la guida di due grandi maestri: Maurice Denis e André Lhote.

Il Salon d’Automne, nel quale espone per la prima volta nel 1922, è il trampolino di lancio della sua carriera artistica. Le sue opere susciteranno così tanti apprezzamenti da farla diventare una famosa ritrattista. Al Salon espone l’opera intitolata  Le due amiche, un nudo di due donne ambientato sullo sfondo di un paesaggio urbano poco riconoscibile. È un richiamo all’amore saffico in voga nella letteratura di quell’epoca.

Tamara vive nel periodo di fine della vecchia Europa dove l’attaccamento alle tradizioni è strettamente legato all’esigenza di novità. In questo contesto storico-politico-sociale essa incarna un ruolo impensabile per quel momento: la figura della donna-artista. Essa si impone nel contesto sottolineando il ruolo sociale delle donne.
Donne che diventano le sue muse, i suoi soggetti e l’incarnazione della società. Quelle che ritrae sono belle, sensuali, ricche, eleganti, seducenti ma irraggiungibili. Anche il suo stile pittorico contribuisce a darne questa visione: figure deformata, colori freddi, volti definiti da ombre nette e occhi malinconici.

Ormai la sua fama la precede e i suoi quadri riscontrano grande successo. La fusione tra l’arte classica e la corrente cubista dà vita ad opere di grande autenticità. 

Negli anni Quaranta, la pittrice è costretta a lasciare l’Europa perché invasa dai nazisti, si trasferisce quindi negli Stati Uniti. La sua carriera artistica prosegue con grande riscontro, essa si dedicherà esclusivamente all’arte e alla vita mondana. Tamara muore nel 1980 ma il suo mito continua a vivere.

Tamara è l’emblema del primo Novecento e la voce femminile della sua società.

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fonti: studio da parte dell’artista

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