Ho creduto,
di alzare lo sguardo,
qualcuno più alto di me.

Delusa, disillusa, amareggiata
anche tu
vomito nero
sai di laudano
e bruci
bocca
stomaco
trachea.
Soffre
l’enfant prodige
del suo essere
soffre
nell’umiliazione
del diverso.
Argo bambino
ha sol bisogno di giocare:
tirategli un osso
che lui corra a prenderlo
e vi renda
poesia
in schegge di dolore.
Sei diverso Argo bambino
e per questo
infelice.
Prendili, amali
mezz’uomini
indolenti compagni di viaggio.
Amali
come cagna che scopre i denti,
come madre,
madre
che non conosce uomo.

 

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