Non servono dati ISTAT per sapere che è sempre maggiore il numero di famiglie italiane che si sono ritrovate (e si trovano) costrette a vivere a stretto contatto con la povertà a causa della crisi economica che continua a colpire il nostro Paese (nonostante piccoli segnali di ripresa), la quale ha comportato la perdita del posto di lavoro e, in molti casi, la chiusura di imprese.
Sebbene sempre più spesso veniamo raffigurati, descritti e affiancati a immagini poco positive che, purtroppo, fanno parte del panorama Italiano, quando si parla di solidarietà e sostegno gli italiani non si “tirano indietro”. Al contrario. Entrano in campo con comportamento sicuro, deciso; determinati al raggiungimento degli obiettivi preposti.

E’ un gruppo di sole donne quello che a Bologna dal 2013 si è unito per creare l’associazione Re-Use With Love. Volontarie nel tempo libero, lavoratrici, mamme a tempo pieno con tenacia hanno dato il via a questo esperimento sociale in uno spazio un tempo in disuso: un negozio solidale dove persone in difficoltà economica (munite di fogli forniti da servizi sociali, dunque segnalati) possono recarsi per trovare vestiti gratis.
L’obiettivo è portare innovazione attraverso un patto di collaborazione tra volontarie e cittadini: un nuovo modello di volontariato che rivoluziona il rapporto tra il cittadino e l’amministrazione.
Questo progetto solidale si chiama Re-Use For Good, attivo da novembre 2014. Qui, ogni articolo donato (abiti e accessori, persino capi firmati) è esposto su scaffali con cura per offrire a coloro che si recano in negozio un luogo accogliente e confortevole.
Si è parlato di cura e attenzione verso i prodotti ricevuti, questo perché all’interno della boutique c’è un laboratorio dove i diversi capi vengono lavati e sistemati per poter essere dati ai futuri clienti.
Re-Use, in realtà, non accetta solo capi vestiari, ma una grande varietà di oggetti, tra cui libri, giocattoli e persino vecchie biciclette.
In totale ogni anno, grazie al contributo dei cittadini, l’associazione raccoglie circa 27 mila capi per 120 quintali. Tra questi numeri straordinari ognuno ha a disposizione una quindicina di beni tra cui scegliere, per poter rendere possibile a tutti usufruire del servizio.

Queste grandi collaboratrici non limitano le forze del loro impegno al solo negozio, ma estendono la responsabilità su scala più ampia allestendo diverse idee, tutte realizzate. Tra queste ricordiamo Apecar solidale, un progetto finanziato per il 50% dall’associazione EYU e Coca-Coca e da coloro che hanno partecipato al Burraco della Solidarietà (altro progetto attuato); il cui fine è raggiungere le periferie per allargare il raggio d’azione della Boutique solidale.
Instancabili e creative, le volontarie sono costantemente al lavoro per promuovere nuove iniziative, ad esempio legate al riciclaggio il cui obiettivo, in collaborazione con scuole, imprese, cittadini e associazioni, è trasformare i rifiuti in una risorsa. Questo progetto, in corso dal 16 settembre 2016, si chiama Chiudiamo il cerchio. Ma non è il solo. Re-cycle. Bici libere in città ha il compito di mettere a disposizione per cittadini e turisti biciclette, restaurate e recuperate, per un breve periodo di tempo. La meta preposta è diffondere l’uso della bici a Bologna, incentivando una pratica salutista con impatto ambientale nullo, ma soprattutto a costi zero.

La sede dell’ente solidale è a Bologna in Via Savenella ed è possibile donare il terzo sabato e il secondo martedì del mese dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Andare oltre l’assistenza e intervenire sono solo due dei valori fondanti di questa storia.
Una storia i cui ingredienti principali sono la semplicità, l’altruismo, l’attenzione verso il prossimo e l’entusiasmo. Una testimonianza da cui imparare e trarre ispirazione, e comprendere il vero senso della solidarietà.

Crediti immagini: Immagine 1, Immagine 2, Immagine 3

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