A questo punto vi chiederete fin dove sia arrivata la mia follia. Prima di chiudere la pagina, però, aspettate un momento, potrebbe interessarvi.

SKAM è una serie tv norvegese – avete letto bene, non solo l’America ne sforna di belle -, iniziata nel 2015, dedicata ai giovani, ideata da giovani, recitata da giovani quasi interamente: è talmente concentrata su di loro che, nonostante sia girata in una scuola non si vede mai la faccia dei professori.

SKAM significa vergogna: probabilmente il sentimento più sentito dagli studenti di tutto il mondo, i quali prima o poi si vergognano per qualcosa nel mondo della scuola, non necessariamente per i voti.

La serie è divisa in 4 stagioni, ognuna incentrata su un personaggio: di fondo la storia è sempre la stessa ma vista da diversi punti di osservazione.

  • Stagione uno: EVA – il nome non è a caso, le piace un ragazzo e se lo prende;
  • Stagione due: NOORA – la ragazza seria e responsabile, bellissima ma indecisa su tutto;
  • Stagione tre: ISAK – che si accorge di essere davvero gay e no, non è spoiler, lo sanno tutti;
  • Stagione quattro: SANA – la ragazza musulmana che si deve integrare a scuola.

Adesso, non sto qui a raccontare cosa succede, gli episodi sono semplici, corti – stile Sex and the City – e ben recitati.

Mi vorrei focalizzare, dato il tema centrale del mese di Giugno – sul personaggio di Isak e sulla sua storia di coming out.

Anche se è un potenziale spoiler, va detto: lui non sa di essere davvero gay ma poi si innamora e teme la reazione dei suoi amici… Ma ora mi fermo.

Isak è stato talmente un esempio (nella serie, ma non solo) di quanto sia importante avere il coraggio di uscire dall’armadio che moltissime persone gli hanno scritto: mi hai salvato la vita, solo grazie al tuo personaggio ho avuto il coraggio di vivere e via dicendo.

Questa serie tv ha portato alla luce situazioni quotidiane reali, ponendole in un posto reale: la scuola e la famiglia. Per questo ha così grande successo: tutti si identificano in uno dei personaggi e li rendono fonte di ispirazione per cambiare la propria vita. Ma soprattutto sentirsi meno soli.

Isak è terrorizzato dall’idea di essere quello che è, di non essere accettato e di vivere mal la sua sessualità a causa degli altri, dubbi fondati che non si rivelano del tutto veritieri, perchè poi la vivrà molto meglio. E si, viene allora da pensare: se Isak – che rappresenta tutti i ragazzi che arrivano a una consapevolezza nella loro vita in un periodo alquanto delicato della loro maturazione – fa coming out e non gli succede nulla, allora cosa può succedere a me?

Proprio in questo, che è mese del Pride – qui – è importante parlarne: abbiate coraggio, perchè ne vale la pena.

Mi risulta complicato parlare di una serie tv così semplice, ma al contempo estremamente complicata da digerire: è la riproduzione sul piccolo schermo della nostra realtà – almeno di quando eravamo adolescenti -, ma a colori pastello – letteralmente.


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