Impulsivo, rivoluzionario, appartiene più all’Ottocento che al Settecento nonostante le date che compaiono sulla lapide a “Bunhill Fields Burial Ground”.

Visse quasi sempre nella sua Londra che ormai era diventata una metropoli da cui non si poteva fuggire.

La sua complessa personalità non gli ha dato il successo che meritava in vita, ma sicuramente oggi è uno degli scrittori più influenti dell’epoca: stiamo parlando di William Blake.

Eccentrico e visionario, fin dall’età di 4 anni afferma di vedere Dio che si affaccia alla sua finestra, accusa la legge e la Chiesa di essere contro il Vangelo, l’unico vincolo deve essere quello divino.

La sua opera poetica è ricca di un complesso sistema simbolico che lo ha reso inviso ai grandi del tempo, come se Blake stesso ostacolasse la comprensione del suo testo.

Autodidatta e ribelle, Blake si può definire come il primo esempio di autore collocato in posizione antagonista al potere, sempre apprezzato dalla società odierna per la sua originalità e per la sua critica radicale alle autorità e alle istituzioni.

Con un uomo del carattere di Blake, con un’ideologia completamente differente da quella obbligata della società a lui contemporanea, si è portati a credere che fosse innovativo anche sul piano lavorativo: invece fu un uomo particolarmente tradizionalista nei confronti del capitalismo, non capì i cambiamenti della comunità, oppure li capì fin troppo bene, (sapendo dove avrebbe portato tutto ciò) e li condannò, questa appare di certo come l’ipotesi più probabile per il suo genio.

La sregolatezza della sua vita venne mitigata dalla giovane moglie, Catherine, che per tutta la vita si dimostrò un ineguagliabile sostegno per il marito, aiutandolo a dare alle stampe i suoi Libri miniati e sostenendolo moralmente nonostante le numerose delusioni a cui andò incontro.

Lo scopo è cercare di rivalutare un artista come Blake: nelle scuole viene troppo spesso lasciato indietro, per dare spazio ad autori più conosciuti, ma un atteggiamento del genere non può essere giustificato se si pensa al genio che si nasconde sotto il simbolismo delle sue opere; la religione e la letteratura si incontrano nuovamente e danno vita ad un insieme di raccolte che hanno la bellezza della parola letteraria e la profondità di quella biblica (non è un caso che Blake avesse imparato l’italiano solo per leggere Dante).

Scagliatosi sempre contro la rigidità del canone settecentesco, lo scrittore ribelle fu il primo esempio di quella affinità artista-folle che ha caratterizzato tutti i secoli successivi diventando purtroppo una banalità.

A questa personalità dagli infiniti volti, ribelle, visionario, innovativo e tradizionalista, possiamo aggiungere un’altra sfumatura, non riconosciuta però da tutti gli studiosi: alcuni lo considerano il primo dei Romantici. Fu infatti uno dei primi autori a rivalutare le opere di Shakespeare, vedendolo come una forza della natura, un talento in grado di spezzare i vincoli della poesia settecentesca che aveva obbligato la letteratura in strade strette e senza originalità.

Non si lasciò mai guidare dal pensiero dei suoi contemporanei né tantomeno da quello dei commentatori passati: quando lavora alle illustrazioni per la Commedia dantesca, Blake non si limita ad un semplice accompagnamento del testo, ma sembra piuttosto rivederlo criticamente, lavorandoci su giorno e notte per ottenere il risultato sperato. Ciò vale anche per il Paradiso Perduto di Milton dove, come sappiamo, il personaggio di Satana non solo occupa un posto privilegiato rispetto agli altri, ma sembra anche essere molto più interessante e complesso dello stesso Dio. Blake nella sua religiosità vuole correggere l’intenzione di Milton: nella sua illustrazione “Satan Watching the Endearments of Adam and Eve” (1808) Satana occupa una posizione isolata nella parte alta dell’illustrazione, mentre il centro è occupato da Adamo ed Eva.

Il giorno della sua morte Blake lavorò senza riposo alle sue illustrazioni dell’Inferno di Dante.

Alla fine si dice che smise di lavorare e, dopo aver promesso alla moglie che sarebbe rimasto per sempre con lei, Blake morì. Gilchrist riferisce che una pensionante della stessa casa, presente al momento della morte, disse “Non ho assistito alla morte di un uomo, ma a quella di un angelo benedetto dal Signore”.

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