di Sara D’Andrea

Potresti mai pensare di salire su un aereo, girarti e vedere qualcuno esattamente uguale a te? Qualcuno che ti è così simile, da farti pensare di avere uno specchio davanti? No? Beh, è successo veramente. Nail Douglas, su un volo per Galway incontra il suo sosia Robert Stirling: la sorpresa è istantanea, un po’ di risate e partono subito selfie, commenti ed interviste.

Dal momento che ognuno di noi ha sette sosia nel mondo, questa è una esperienza possibile, anche se davvero improbabile, da sperimentare.

Ma, se l’incontro di Nail e Robert è stato del tutto casuale, ci sono altre persone determinate a trovare il proprio sosia: è il caso dei tre amici irlandesi Niamh, Terence e Harry che, per gioco, hanno aperto il blog “Twin strangers” e, dopo aver ricevuto migliaia di foto di aspiranti, Niamh ha trovato non una, ma ben due sosia! Una è irlandese anche lei, Karen Branigar, e vive solo ad un’ora di distanza, mentre la seconda, quella che più le assomiglia, è italiana: Laura Guizzardi, di Genova.

Un altro affascinato dall’argomento è il fotografo Francois Brunelle (qui il sito ufficiale), autore del progetto “I’m not a look-alike”, che ormai da più di quindici anni è attivo nella ricerca di coppie di persone da fotografare che si assomigliano senza condividere alcun legame di parentela. Inizialmente, raggiungere il suo scopo è stato difficoltoso: procedeva, infatti, per segnalazioni e passaparola ma con l’arrivo dei social network è arrivato ad allargare la propria collezione a ben 200 foto di soggetti “uguali”.

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Photo: Francois Brunelle

La parola “sosia” è un nome latino che deriva da un personaggio dalla commedia di Plauto, Anfitrione; qui, Mercurio, per soddisfare il desiderio di Giove di sedurre Alcmena, la moglie di Anfitrione, è costretto ad assumere l’aspetto del servo Sosia e sorvegliare, così, la tranquillità dell’incontro.

L’antica storia del nome sottolinea ancora più marcatamente il fascino che questo fenomeno esercita sull’uomo, rendendo comprensibile la sfrenata curiosità che ci spinge alla ricerca del nostro doppelganger basandoci su ciò che diceva Goethe: “L’occhio vede ciò che la mente conosce”.

Crediti immagini

  • BBC (link – immagine di copertina)
  • Sito ufficiale di Francois Brunelle (link – immagine interna)

Fonti: