“Piacere, Simona”. Occhi azzurro ghiaccio, stretta cordiale ma ferma e sorriso smagliante: sono questi i dettagli che mi tornano in mente di quell’incontro. Un incontro molto particolare, avvenuto la settimana scorsa in un parco nella periferia di Milano, per discutere di problemi ambientali e risorse energetiche con una ragazza appartenente da circa cinque anni ad un’organizzazione non governativa ambientalista e pacifista. Ci ha presentati Angelo, un ragazzo della stessa associazione conosciuto per caso un giorno, fuori da un centro commerciale. Dovendo trattare un tema così importante non potevo che rivolgermi a degli esperti nel settore.

Passare dal mondo delle fonti energetiche fossili e nucleari ad un’economia alimentata da energia rinnovabile, verde e pulita, è un sogno o una realtà possibile e futura?
Questa è stata una delle prime domande che ho rivolto in maniera curiosa e, per dirla tutta, un po’ preoccupata.
La realtà – mi spiega subito Simona – è che un cambiamento sarebbe per forza necessario. Primo: per salvaguardare il Pianeta, nostro ambiente nel quale viviamo; secondo perché i grandi cambiamenti climatici, innescati dall’uomo e dall’inquinamento che ha prodotto, lo rendono obbligatorio se non si vuole arrivare ad una situazione disastrosa e dannosa per noi e i nostri figli.

Ti spiego meglio: quanti disastri sono avvenuti a causa dell’uomo e che, con un po’ di accortezza e precauzioni, si potevano evitare? Tantissimi: l’incidente nel Golfo del Messico; Fukushima; la Costa Concordia che affonda a poca distanza dall’Isola del Giglio, distruggendo non solo la vita di molte persone, ma provocando anche seri danni all’ambiente circostante e all’habitat marino di molte specie acquatiche. La lista sarebbe purtroppo ancora molto lunga.Vuoi per la crisi, vuoi per una maggiore sensibilizzazione dell’uomo davanti a questi avvenimenti, finalmente si sta avvertendo un cambiamento nel modo di pensare, ragionare e utilizzare le risorse del nostro Pianeta. Non importa che avvenga una catastrofe lontano da casa mia: è sempre il Pianeta che viene danneggiato, sempre lui viene colpito.

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Siamo tutti responsabili, chi in misura minore e chi, magari a capo di qualche multinazionale che potrebbe fare la differenza con le sue scelte e decisioni, in misura maggiore. Ecco quindi la risposta alla tua domanda: la rivoluzione energetica sarebbe possibile; non è un’utopia, perché studi scientifici la appoggiano, e potrebbe davvero mettere fine ai peggiori effetti del riscaldamento globale, ma la scelta sta a noi, tutti noi, nessuno escluso.

I propositi ci sono, molte persone hanno abbracciato questa causa, tuttavia ancora certe multinazionali non si curano del problema e persistono nell’utilizzare metodi inquinanti. Come, per esempio, le industrie che funzionano con il carbone, provocando un’immissione incredibile di CO2 nell’atmosfera. Come vi muovete voi dell’organizzazione in questi casi?
Anche qui bisogna muoversi cauti. Parliamo molto spesso di colossi delle industrie, grandi marchi di alta moda, di computer, elettrodomestici, ecc… la via è, per così dire, semplice. Agiamo attraverso atti di denuncia creativi eclatanti.

Eclatanti? Nel senso che…
Nel senso che, attraverso azioni assolutamente pacifiche, manifestiamo in piazza e in luoghi pubblici con striscioni, magliette colorate e tutto ciò che ci può venire in mente di molto creativo ma che denunci il problema che si vuole affrontare: dai tessuti tossici ai dati allarmanti di immissione di CO2 alle trivellazioni per il petrolio nell’Artico. La cosa bella è che mai nessuno di noi impone nulla, tutto sta nel libero arbitrio del consumatore. Questo vuol dire che quando il consumatore ci vede si informa e decide se aderire a ciò che facciamo o continuare per la sua strada.

Quali sono le risorse di energia rinnovabili e i metodi per sfruttarle?
Aria, sole e vento. Sono ciò che abbiamo a disposizione e che attraverso aerogeneratori, mulini a vento, mulini ad acqua, pannelli fotovoltaici, solari, solari a concentrazione si possono convertire in buona e pulita energia… sono moltissimi gli strumenti inventati, utilizzati e perfezionati nel corso degli anni. Purtroppo sono ancora poco sfruttati, nonostante i risparmi che tutte le famiglie avrebbero con il passaggio alle rinnovabili.

Come mai?
Profitti economici che molte industrie perderebbero con l’entrata nel mercato delle rinnovabili, senza contare alcune proteste davvero poco convincenti: è stato detto che l’utilizzo dei mulini a pale per creare energia eolica rovinerebbe l’estetica dei paesaggi e delle campagne! Invece tonnellate di CO2 immessi nell’atmosfera sarebbero salutari…

Cambiare diventa un dovere e una necessità, perché non si danneggia soltanto l’ambiente, ma anche coloro che vi abitano…
Esattamente! Uomini e animali senza discriminazioni. Le conseguenze saranno sentite dal più ricco al più povero. Teniamo presente che i danni provocati al nostro Pianeta modificheranno gli habitat e ciò creerà un effetto a cascata su di tutti, la più grande migrazione della storia. Persone che si sposteranno in massa, a milioni, da un posto all’altro perché nei loro Paesi non ci saranno più le condizioni per poter vivere: terremoti, alluvioni, maremoti e desertificazione che avanza. Questo è il futuro se non cambiamo qualcosa.

Un po’ tragica, accidenti! – esclamo con un sorriso tirato – siamo ancora in tempo, vero?
Ci dobbiamo muovere in fretta. Questo sicuramente: ognuno di noi deve smettere di pensare solo a sé stesso e al suo “orticello” e preoccuparsi anche del resto, del Pianeta in cui vive. Sono positiva sul tema delle energie rinnovabili credo e spero che in un futuro non troppo lontano si possa arrivare al loro completo utilizzo, lasciando perdere quelle che inquinano. Anche perché, citando una frase molto famosa: “Dio ci ha dato sole, aria e vento che si vedono… perché scavare e cercare nel buio carbone e petrolio che sono stati nascosti all’uomo?”

Federica Premi

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