1945: La Seconda Guerra Mondiale è appena finita e con essa, l’occupazione tedesca di numerosi paesi tra cui la Danimarca. I soldati fatti prigionieri dopo la liberazione vengono radunati ed assegnati a diversi settori costieri danesi, all’interno dei quali sono costretti a rimuovere ognuna delle oltre due milioni di mine antiuomo piazzate per impedire agli Alleati di sbarcare sulla costa.
In questo scenario, il sergente danese Rasmussen viene incaricato di guidare una piccola unità di giovanissimi prigionieri di guerra tedeschi all’interno di un settore completamente invaso dagli esplosivi e di controllare che nessuno di loro tenti di fuggire.

Land-of-MineL’odio provato verso il “nemico” da tutti i soldati danesi e persino dai civili è palpabile, e i ragazzi si ritrovano intrappolati in una rete di paura e indifferenza che mettono a rischio le loro vite ogni singolo giorno.
Il lavoro da svolgere è pericoloso e rasenta l’incoscienza, dal momento che i prigionieri sono costretti a disinnescare le Tellerminen a mani nude: un semplice scatto di troppo o un colpo potrebbero porre fine alla loro esistenza. Di fatto, molti dei ragazzi periscono terribilmente nelle esplosioni causate dalle trappole.
Il sergente Rasmussen, inizialmente divorato dall’odio per le sevizie subite dal suo paese durante la guerra, inizia a sentire come proprio il dolore dei ragazzi, sviluppando compassione e simpatia verso di essi e rendendosi conto di aver mandato a morire dei giovanissimi, accusati di essere semplicemente “tedeschi” e quindi nemici.
La sua simpatia tuttavia, lo rende inviso ai suoi commilitoni danesi, che, estranei alle sue orribili esperienze, lo accusano di essere troppo morbido e simpatizzante nazista.

In un’atmosfera decisamente drammatica e costantemente carica di suspense e timore, “Land of Mine” si propone come un piccolo scenario storico per comprendere meglio quali furono gli esiti per la maggior parte dei soldati tedeschi catturati in nord Europa dopo la guerra. Una verità a lungo taciuta.
La pellicola è intervallata da brevi squarci naturali ben inquadrati e da attimi di puro stupore e dolore capaci di togliere il fiato allo spettatore. Il dialogo italiano è ben strutturato ed estremamente credibile.

Land Of Mine è una cronaca triste. Una storia che quasi mai viene raccontata, che racchiude in sé il destino di milioni di giovani soldati quasi estranei alla guerra, che hanno subito la punizione più crudele dopo il secondo conflitto mondiale: vivere, sapendo di poter morire da un giorno con l’altro.

Sono solo dei ragazzi, Ebbe. Ragazzi che chiamano la mamma quando hanno paura, quando perdono un braccio!”

-Sergente Rasmussen