Di Silvia Carbone

Sono molto disordinata e divido la camera con mia sorella, che distribuisce equamente i suoi averi, in maniera altrettanto artistica, tra il pavimento, la sedia della scrivania e qualche mensola stracolma.

E’ vero, ci sono alcuni oggetti che semplicemente non sono collocati al loro posto, ma ce ne sono molti altri che non ne hanno uno. E per me anche questi, checché ne dica mia madre, meritano uno spazietto, da qualche parte, nella mia vita.

Una mia cara amica, che mi conosce da sempre, mi ha regalato per Natale un libretto: “Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita”. L’ha scritto Marie Kondo, che lavora come consulente domestica e, a detta del Times, <<in Giappone è riconosciuta come la regina dell’ordine, un baluardo nella guerra contro il caos.>>

La copertina dà già un senso di serenità: sfondo bianco, ciotole bianche con l’interno smaltato di verde, qua e là qualche ramo con delle belle foglie un po’ sfocate.

Dò un’occhiata al sommario: si parte con “Perché non riesco a tenere in ordine la casa”, mentre l’ultimo paragrafo dell’ultimo capitolo è intitolato “La vita vera comincia dopo aver riordinato”. Wow. Sembra proprio il caso di approfondire.

Marie Kondo, in effetti, ha ragione quando dice che il riordino viene imposto a tutti, fin da piccoli, ma senza che venga insegnato davvero un metodo efficace come quello che lei propone. E’ però anche vero che lei doveva essere una ragazzina particolare.

A quanto pare, infatti, è una passione che si porta dietro fin dalle elementari. Cito testualmente:

“Persino a ricreazione, mentre gli altri bambini giocavano a palla o saltavano alla corda, io tornavo in classe di nascosto e mi mettevo a riordinare pazientemente i libri sugli scaffali , o a controllare il contenuto dell’armadietto delle scope del corridoio, lamentandomi tra me e me dei difetti di organizzazione: <<Se solo ci fosse un gancio a S, sarebbe tutto più facile…>>”

Ok.

A parte gli scherzi, deve esserle servito iniziare tanto presto, perché il suo metodo sembra funzionare per moltissime persone, e i risultati non si limitano all’ambito estetico. Infatti il “magico potere del riordino” può migliorare molti aspetti dell’esistenza, agendo direttamente sulla propria forma mentis e modo di vivere.

Il primo passo è forse il più spaventoso: pensando al proprio stile di vita ideale, buttare tutto quello che non serve, che ci appesantisce, che è di troppo rispetto all’idea che abbiamo del luogo in cui ci piacerebbe vivere.

Non è facile, ma è fondamentale. E ci sono dei trucchi che possono venirci in aiuto, ad esempio pensare a cosa teniamo davvero e poi esaminare una categoria di oggetti per volta.

Si passa poi alle fasi del riordino, sempre per categorie e sempre una volta per tutte, non “una cosa al giorno tutti i giorni”, come spesso ci viene insegnato.

Ecco, devo ammettere che non so quando e se arriverò a questa fase del suo piano, perché personalmente trovo la prima davvero difficile.

Magari però, la prossima volta che avrò voglia di rivoluzionare la mia vita, invece di optare per il rituale taglio di capelli o di comprarmi un capo di abbigliamento di uno stile diverso che non indosserò, sarebbe piuttosto saggio da parte mia farmi aiutare da Marie Kondo a mettere a posto la camera.

 


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