di Luca Marzano

Quasi vent’anni di abbandono hanno messo a dura prova lo storico teatro di via Larga che ad oggi si trova in uno stato di degrado. A contribuire allo sfacelo, ci si è messo anche un precedente progetto di ristrutturazione non conservativa (mai portato a termine) che prevedeva la demolizione di alcuni ambienti e la sostituzione di marmi storici di cui si è ormai persa ogni traccia.

La storia di questo luogo inizia molto tempo fa quando, in seguito ad un incendio che nel 1776 distrusse completamente il Teatro Regio Ducale, Ferdinando d’Asburgo commissionò a Giuseppe Piermarini la costruzione di due teatri. Il più grande, l’attuale Teatro alla Scala, era destinato ai nobili, mentre il più piccolo, il Teatro Lirico, era pensato per accogliere una fascia di utenti più “popolare”.  Alla piccola Scala non c’erano poltrone in platea, ma la cura dei dettagli e la preziosità dei materiali la rendevano un luogo con pochi eguali. Inaugurato con uno spettacolo di Salieri nel 1779, il teatro alternò momenti di successo a periodi di declino fino a quando nel 1938 venne danneggiato da un incendio che ne compromise l’agibilità. Ristrutturata dall’architetto Cassi Ramelli, la sala venne adeguata ai gusti dell’epoca con l’introduzione di molte strutture in cemento armato. Nel 1944, pochi mesi prima di morire, Benito Mussolini vi pronunciò il Discorso della riscossa, il suo primo e ultimo discorso pubblico dalla costituzione della Repubblica Sociale Italiana.

Nel corso del ‘900 la sala ha ospitato alcuni fra i più grandi artisti del panorama italiano spaziando tra una varietà di generi notevole. Luigi Nono, uno dei più importanti compositori dell’avanguardia musicale elettronica, lo scelse per la prima assoluta di Al gran sole carico d’amore diretta da Claudio Abbado. Giorgio Gaber e Mina lo scelsero per i loro concerti di musica leggera.

Il 23 dicembre del 1999 il sipario si chiuse per l’ultima volta sulle note de El Tango di Astor Piazzolla portato in scena da Milva.

Il Teatro Lirico, chiuso a causa degli elevati costi di gestione, venne dimenticato dalla città negli stessi anni in cui Milano costruiva il Teatro degli Arcimboldi e ristrutturava molti altri teatri, primo fra tutti la Scala.

Una cordata di imprenditori provò a far risorgere il teatro con un progetto maestoso che prevedeva una ristrutturazione radicale (con il parere contrario della Sovrintendenza ai Beni artistici e culturali), ma l’impresa che doveva svolgere i lavori fallì pochi giorni dopo aver iniziato le demolizioni.

La svolta è arrivata nel novembre dello scorso anno quando il Comune di Milano ha finalmente riassegnato il restauro del Teatro Lirico grazie ad un importante investimento di 16.500.000 euro. La progettazione è stata curata dall’Ufficio tecnico dei Lavori pubblici con la collaborazione del Politecnico di Milano che ha effettuato gli studi sull’acustica.

Scopo della ristrutturazione sarà riportare il teatro al suo antico splendore ripristinando le finiture originali, ma introducendo anche delle innovazioni tecnologiche che consentiranno una maggiore flessibilità degli spazi e un miglior utilizzo delle risorse. Il golfo mistico potrà essere regolato meccanicamente su tre livelli che consentiranno di creare uno spazio per l’orchestra o di aumentare la superficie del palco o della platea a seconda delle esigenze. La seconda galleria verrà trasformata in un ristorante affacciato direttamente sulla sala e grazie ad una porzione di pavimento in cristallo sarà possibile osservare gli intonaci originali in marmorino.

I lavori sono iniziati ieri  e la durata prevista  è di 450 giorni, ciò vuol dire che se tutto andrà bene il Teatro Lirico, dedicato a Giorgio Gaber poco tempo dopo la sua morte, verrà restituito al popolo milanese per la stagione teatrale 2017-2018.