Cosa abbiamo capito dell’amore in tutti questi anni? Cosa ci hanno insegnato notti passate a vedere commedie romantiche, magari in stile Bridget Jones, con rotolini di ciccia da commiserazione, vaschetta di gelato e pigiamone over-size, spiaggiati sul divano?  Perché non fare un recap per vedere di capirci qualcosa?!

Nel 2003, Matthew McConaughey e Kate Hudson ci insegnarono gli errori tipici che le donne commettono e che le portano inevitabilmente a farsi lasciare. Si trattava di Come farsi lasciare in 10 giorni (How to Lose a Guy in 10 Days). Andie riceve dalla direttrice della rivista per cui lavora un articolo: «Come farsi lasciare in 10 giorni». Ha 10 giorni per trovare un ragazzo, farlo innamorare ed elaborare le sue strategie con l’intento di farsi lasciare entro il termine stabilito.

Comportarsi come una pazza, non fagli vedere la partita della squadra del cuore, trattarlo come un bambino, chiamare il suo gingillo Principessa Sofia e regalargli “Felci dell’amore” per testare la sua attitudine a curarsi di un essere vivente, e della relazione….potevamo anche arrivarci da sole che fosse la strada giusta per farsi mollare. Ma lasciarsi, alla fine è la parte più facile, è la prima fase del piano ad essere più complicata, ma per fortuna Andie ha le fattezze di Kate Hudson, è bella, bioda, sexy ed intelligente. Non le ci vuole tanto per conquistare un ragazzo. Come farsi lasciare in 10 giorni, dunque, ci ha insegnato che farsi mollare è facile e che trovarsi un ragazzo lo è altrettanto se sei Kate Hudson.

Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi del 2002, vede come guru dell’amore Hugh Grant, il re delle commedie romantiche e Sandra Bullock. Loro ci insegnano che quella che sembrava essere una regola assoluta, ovvero non andare a letto col capo, e men che meno innamorarsene, forse non vale proprio sempre. D’altronde c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, giusto? Insomma, la storia va più o meno così: George Wade, affascinante e favolosamente ricco, ha bisogno di un nuovo avvocato per la società che gestisce insieme al fratello Howard, la Wade Corporation. D’abitudine George assume belle avvocatesse con scarso talento, che alla fine combinano qualche guaio. Quando Lucy Kelson, brillante avvocatessa ambientalista laureata ad Harvard, si presenta a George intenzionata ad impedire che la sua società demolisca il Community Center di Coney Island per costruire una serie di condomini, George, su pressione di Howard che vuole per la società un avvocato competente, decide di assumerla. Lucy fa quasi da balia al suo capo, che la consulta su tutto, dalle cravatte da abbinare ai dettagli del suo divorzio, telefonandole anche nel cuore della notte. Lucy, stressata e con un’ulcera che la tormenta, decide di licenziarsi, ma da quel momento sia lei che George sono costretti a riconsiderare la loro relazione.
Insomma, cara Lucy, che fine hanno fatto i tuoi principi morali? Ti innamori di un don giovanni, capo della società che simboleggia tutto il contrario di ciò in cui credi. Sei un brillante avvocato e lui ti fa scegliere cravatte, camice e quant’altro. Si, lui non è il diavolo in persona…..ma comunque, cosa ti è saltato in testa?

Ma proseguiamo con il vero manuale su cui tutti abbiamo fatto affidamento almeno una volta, che ci ha fatto dire è vero, cavolo!! Risponde a qualsiasi dubbio, a qualsiasi scenario e a qualsiasi domanda: La verità è che non gli piaci abbastanza.
Verità n.1: se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti, perché se un uomo si comporta come se non gliene fregasse un cazzo di te, non gliene frega un cazzo di te davvero! Se ti vuole ti cerca, e se non ti cerca be’, allora vuol dire che non ti vuole. Verità n.2: le donne si fanno mille pippe mentali inutili, ricamano su tutto, prendono ogni cosa che un uomo fa e la trasformano in un’altra cosa. Verità n.3: come donne siamo tutte incoraggiate, anzi, programmate a pensare che, se un uomo si comporta come un perfetto stronzo, vuol dire che gli piacciamo! Perché ci raccontiamo queste stronzate? L’unica verità che è davanti agli occhi di tutti e che non vogliamo vedere, è che non gli piaci abbastanza!

Ma nonostante tutto, alla fine, esiste sempre l’eccezione che conferma la regola. E allora come dovremmo procedere? Seguire una serie di verità e di buon senso, o ignorarle perchè nonostante tutti i segnali possibili ed immaginabili, pensiamo che una persona possa essere la nostra personale eccezione? E tutte queste commedie sono rappresentazioni della realtà o meri viaggi mentali creati per confonderci ancora di più le idee, in un campo minato naturale? Alla fine credo che il solo assunto su cui far affidamento è: In Amore, Niente Regole.


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