Life come lo storico magazine americano imperniato sul foto giornalismo (ve lo ricordate? ci lavorava anche Walter Mitty aka Ben Stiller in “I sogni segreti di Walter Mitty”), ma anche come la vita, quella di tutti i giorni, quella in cui a volte ci sentiamo un po’ persi, magari anche incompresi o fuori posto.

Life, come il titolo del film biografico diretto da Anton Corbijn e scritto da Luke Davies, con protagonisti il fotografo Dennis Stock (Robert Pattinson) e il leggendario James Dean (Dane DeHaan). Leggenda, si perché dopo solo tre film ed una fama praticamente immediata, Jimmy morì in un incidente stradale a soli 24, cementificando la sua immagine nel mito e nella storia. Un mito che tutti pensano di conoscere, come tutti hanno visto almeno una volta la foto scattatagli proprio da Dennis Stock a Times Square.

Ma Jimmy Dean non è una leggenda, era solamente un uomo, ed è proprio questo il messaggio del film, che non esiste un epitome di cool. Non c’è il ribelle, non c’è il giovane teenager di “Gioventù Bruciata”. C’è un 24enne la cui carriera sta per prendere il volo. Ha appena terminato di girare La Valle dell’Eden, e come succedeva allora per tutti gli attori era nelle mani della propria casa di produzione, la Warner Bros.

Ma nonostante ciò non ha perso la sua genuinità, una certa goffaggine che lo rende vero, lo rende uomo. Ed è qui in questo momento di transizione, quando non è ancora diventato qualcuno, che incontra il fotografo Dennis Stock, un uomo che vuole diventare un’artista ma terrorizzato dall’idea di non essere così bravo come in realtà si crede.

Inizia allora un viaggio in cui entrambi imparano qualcosa,a tralasciare i propri dubbi ma anche ad imparare ad apprezzare di più le cose. Ma è anche un viaggio per il pubblico alla scoperta del vero James Dean, oltre l’immagine che ne è stata tramandata. In un periodo di cambiamento dove era in voga il rock and roll, e stava nascendo il jazz, divenne il poster del ribelle, supportato dal fatto che nonostante le restrizioni e gli ordini della Warner, volesse essere un attore a modo suo. Era ribelle anche nel modo di vestire, per le persone che frequentava, e per come passava le sue giornate, ma era anche un ragazzo di campagna che cercava il contatto e la sicurezza della propria famiglia, non certo il tipo di ribelle che si mette a prendere a calci le mucche nella stalla.

Insomma c’è tanto da scoprire su James Dean, e sulla vita. Se cercate risposte sul primo soggetto allora non vi resta che guardare il film, se invece, vi tormentate sul senso della vita, temo che qui troverete solo ulteriori punti di riflessione. Utile? Dipende dal vostro punto di vista.

Andate quindi e godetevi Life!

Per maggiori informazioni e curiosotà, qui trovate la conferenza stampa con il cast, il regista e i produttori del film, tenutasi alla 65esima edizione del Festival di Berlino

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