di Pietro Pancamo

Musica come bava alla bocca:

e il cielo si gonfia tra le urla dei pazzi,

il loro sguardo è vento

che si perde nel labirinto di stelle.

Ogni parola è una stella

che splende di saliva: e cieli agitati

innevati di stupore

tramontano lontani,

evocati dalla morte.

Il mio cielo

è questo mio cervello

pieno di tralicci spezzati

e di barriere sventrate

e d’acque ferite

e di binari sradicati

che si mordono col ferro.

Dentro le vene,

aggrovigliate come un gomitolo

di dolore,

il sangue è un fiume abbandonato

terso di rumori prosciugati.

La morte è silenzio

stonato.

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