Hunger Games è un film uscito nel 2012 e co-scritto e diretto da Gary Ross. La pellicola si ispira al romanzo di fantascienza scritto da Suzanne Collins, la storia narrata si colloca in un futuro dispotico post apocalittico nella Nazione di Panem  negli Stati Uniti.

Recentemente Mediaset ha mandato in onda l’intera saga e non abbiamo potuto fare a meno di notare  i costumi  incantevoli e stravaganti  che sono stati messi in scena; abiti che non sono passati di certo inosservato. Ma chi è l’artefice di queste creazioni meravigliose? La mano che sta dietro ai costumi pirotecnici di Capitol City  e dei diversi distretti si chiama Trish Summerville.  La stilista in un intervista su Teen Vogue racconta di essere partita da una bozza di ogni distretto per dare l’idea  che ogni luogo significa creare i capelli, i vestiti e il trucco di quasi 500 attori, tutto questo richiede un piano: la preparazione e la programmazione sono non a caso la base del successo.

 

Il team di costumisti ha cercato di realizzare degli abiti che fossero il più possibile fedeli alla descrizione dei vestiti rappresentati nei libri, ma nel raggiungere questo obiettivo si sono riscontrati dei problemi con le tute indossate dai tributi nell’arena; Trish infatti ha ammesso che è stato difficile realizzarle per 24 personaggi diversi, soprattutto per il fatto che ognuno di loro ha una struttura fisica diversa.

Nella Prima parte della trilogia però, i costumi sono stati realizzati da Judianna Makowsky, costumista con un’esperienza nel campo della moda da oltre 30 anni che ha collaborato con Gary Ross. I due hanno lavorato insieme nel 1999 e la loro collezione di vestiti ha guadagnato il riconoscimento dell’Academy e dalla Gilda dei costumisti. Successivamente hanno collaborato anche in Seabiscuit, dove la costumista ha guadagnato la terza nomination all’Oscar per i costumi. Ricordiamo che Judianna ha anche vestito Harry, Ron e Hermione in Harry Potter.

Per poter realizzare gli abiti nei distretti, Judianna si è dovuta documentare e fare molte ricerche, studiando per esempio come si vestivano gli abitanti dei monti Appalacchi nel periodo che va dagli anni Trenta agli anni Cinquanta; mentre per Capitol City si è ispirata allo stile del Fascismo  e alla celeberrima Elsa Schiapparelli.

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Me when someone says to dress casual 😂 #HungerGames

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Le critiche alla costumista da parte dei fan di Hunger Games non sono mancati e molti di loro l’hanno accusata di non aver rispettato del tutto le descrizioni dei libri. Prendiamo come esempio la Giacca di Katniss (protagonista della saga) che indossa per andare a caccia: la giacca descritta nel libro è tre volte grande da quella che si vede nel film.  La stilista ha dato una spiegazione più che esaustiva, affermando che nella realtà abiti come una giacca di taglia troppo grande avrebbero solo appesantito l’attrice impedendole di  muoversi liberamente; Makowsky ha quindi dovuto dare un’interpretazione personale sempre però confrontandosi con l’autrice del romanzo. 

 

Per creare, invece,  gli abiti di Effie Trinket che nel film si contraddistingue per i suoi abiti stravaganti e per la sua passione per la moda, Judianna, si è potuta sbizzarrire per creare il look “pazzo” di questo personaggio che all’inizio vediamo sovraccaricata di trucco, parrucche e strati di stoffa.

 

Nonostante le critiche, il lavoro di Judianna Makowsky è stato veramente pazzesco, basti pensare che oltre a creare gli abiti per i protagonisti ha dovuto pensare anche alle comparse, e solo per le scene di Capitol City ce n’erano 600 e questo significa che ha dovuto creare approssimativamente 1800 costumi, un lavoro che ci lascia a bocca aperta!

Nel film, inoltre, esiste un team di preparatori capitanato dalla stilista Cinna, una donna intraprendente che cerca di convincere Katniss a fidarsi delle sue capacità sartoriali con queste parole:

Per diventare riconoscibile, per diventare un simbolo devi prima vestirti come tale: unica, distintiva e quindi imitabile,

Gli abiti  di Katniss che veramente hanno fatto la differenza nella saga e che tutti si ricordano sono quattro:

Al primo posto abbiamo la divisa ufficiale : la giacca del padre, un paio di stivali comodi per andare a caccia e la spilla della ghiandaia imitatrice che diventa il simbolo della narrazione. Questo look semplice non dura molto, infatti dopo che si offre volontaria come tributo al dodicesimo distretto entrano in scena abiti pirotecnici e durante la sua presentazione alla Nazione di Panem ci lascia tutti a bocca aperta presentandoci l’abito di fuoco.

 

Il secondo abito è quello nero indossato durante la festa del presidente Snow, la sua particolarità sta nelle spalline che ricordano le piume della ghiandaia imitatrice.

Per quanto riguarda il terzo costume possiamo senza dubbio affermare che è quello più scenografico, è stato creato il collaborazione con lo stilista Tex Saverio: un abito da sposa color bianco ricchissimo di diamanti.

Il quarto abito invece è realizzato per una Katniss che ritorna ad essere aggressiva e in piena rivolta, che però è a suo agio all’interno di una corazza nera e con addosso la sua spilla di ghiandaia imitatrice pronta per gli Hunger Games.

Insomma, dopo aver visto gli abiti, le acconciature e il trucco in Hunger Games, non possiamo meravigliarci più di niente, qui abbiamo visto abiti di ogni genere che ci hanno catturato l’occhio immediatamente e ci hanno lasciato senza parole per la loro bellezza.

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