Una scarpa che tutte le donne amano, anche quelle disposte a non ammetterlo, sono le scarpe a décolleté, la classica scarpa con il mezzo tacco, adatta a qualsiasi occasione, formale o meno.

Indossate a partire dal XVIII secolo da moltissime donne, permetteva di sostituire gli stivaletti allacciati, soprattutto per la scomodità di questi ultimi del dover essere allacciati e slacciati continuamente.
Come calzatura da cerimonia o evento, comincia ad essere usata nel Settecento, soprattutto grazie all’effetto lucido, che si aveva utilizzando la pelle verniciata, così, presto divenne praticamente l’unica calzatura da donna apprezzata da tutte le classi sociali.

L’utilizzo del tacco invece, ha inizio in Italia, lanciato da Caterina De’ Medici al suo matrimonio, utilizzò un paio di scarpe con un tacco alto poco meno di dieci centimetri, non tanto per essere elegante, ma per essere alta e all’altezza del Re, suo sposo.

Anni dopo, la casa di moda di Dior mette sul mercato una serie di abiti molto femminili e sensuali, alla quale non si poteva certo abbinare scarpe con tacchi così larghi, così inventò un nuovo look adatto per questo tipo di calzature; gli stilisti di quegli anni, inventarono un nuovo tacco, più slanciato e sottile.
Questa invenzione però, da anche alcuni problemi pratici, non poteva essere fabbricato in legno, in quanto si sarebbe  spezzato a causa del suo essere molto più sottile del precedente, questo problema viene poi risolto dai calzaturieri vigevanesi.

La nascita delle décolleté

È il 1953 la data che si attribuisce alla nascita delle vere décolleté, nate a Vigevano, dove normalmente producevano tacchi con la struttura in legno che, a cui successivamente fu aggiunta la base in alluminio per evitare che si rompessero.
Presto furono richiesti ovunque, e si iniziò una produzione su larga scala e di alta qualità.

Tra il 1950 e 1960 furono prodotte quasi venti milioni di paia di scarpe l’anno, moltissime con appunto, i tacchi “a spillo”, di cui molte destinate all’esportazione, anche oltreoceano.
Così facendo Vigevano prende il ruolo di capitale delle calzature, poi successivamente grazie al grande impegno e lavoro, assume un ruolo internazionale anche l’industria meccano-calzaturiera, il tacco a spillo diventa una vera moda internazionale, con ruoli di spicco nella sua produzione l’Italia e successivamente la Francia.

In Francia i nomi più importanti sono Roger Vivier, disegnatore di Christian Dior ed Andrè Perugia. In Italia, precisamente a Torino, è Aldo Sacchetti, con il soprannome “il calzolaio delle dame”.

Nonostante la popolarità, questa calzatura ha anche un momento che si può definire di declino, perché la moda cambia. In particolar modo a causa di nuovi vestiti, come la minigonna, molte donne preferiscono indossare con gli stivali.

Negli anni Ottanta invece tornano ad essere molto usate, praticamente tutte le case di moda si adeguano a questo ritorno: tacchi fino a quindici cm, figure slanciate, ed oltre alle scarpe, sandali a spillo decorati.

Ogni grande marchio italiano e straniero si è cimentato in questa realizzazione e anche Giorgio Armani, sostenitore dell’eleganza dei tacchi bassi, ha inserito in alcune sue collezioni, nella linea da sera, modelli di scarpe o sandali tacco a spillo.

La moda delle décolleté oggi

Ad oggi i tacchi non spaventano più né modelle né stilisti, è ormai normalissimo vedere tacchi vertiginosi sulle passerelle di tutte le grandi case di moda, e ai piedi delle donne in diverse occasioni. Possiamo affermare che Il modello di scarpa a décolleté è ancora molto usato perché  sempre elegante ed adatto a occasioni formali, di lavoro, ma anche ad incontri amichevoli; praticamente ogni donna nell’armadio ne ha almeno un paio nere, classiche, per quelle occasioni “non si sa mai”.

FONTI

Voltan1898.com

Calzaveste.it

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