Imparare ad essere leader di se stessi e della propria vita: questo è il messaggio-chiave della pellicola Invictus – L’invincibile del 2009 diretta da Clint Eastwood, un film che vede al centro della sua trama la figura di Nelson Mandela e il suo operato come presidente del Sudafrica. Tutto il film ruota attorno ad una celebre poesia, che aiutò Mandela durante il periodo in carcere e che fa da sipario conclusivo alle vicende narrate nell’opera:

“Non importa quanto stretta sia la porta,

Quanto impietosa sia la vita,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.”

Questo brano di Ernest Henley dal denso significato, che dà peraltro il titolo al film, riassume l’essere leader di Madiba (come affettuosamente lo chiamavano le persone a lui più vicine) e contiene l’essenza e l’importanza del diventarepadroni del proprio destino. L’opera cinematografica, ambientata negli anni Novanta del secolo scorso, si concentra in particolare modo sui metodi di Mandela per fare politica e sulla collaborazione con il mondo dello sport in occasione dei mondiali di rugby del 1995, disputati proprio in Sudafrica. Come viene narrato nel film, Mandela riuscì a stringere una forte collaborazione con il capitano bianco della squadra Francois Pienaar, al fine di diffondere un messaggio di pace e mettere fine alla politiche di segregazione razziale che per anni avevano diviso la popolazione sudafricana. Per portare a termine questa missione, l’atteggiamento del presidente fu subito quello di una guida carismatica forte e capace.

Il capitano della squadra invece subisce una notevole evoluzione durante tutto lo svolgimento del film, molto vicino alla realtà dei fatti. Diversi e complementari sotto molti aspetti, le due figure incarnano due punti di riferimento per le persone che decidono di seguirli e affidarsi alla loro guida. Entrambi portano avanti il messaggio secondo cui siano la forza di volontà, la costanza e lincoraggiamento a fare di un leader un capitano da seguire. Il messaggio racchiuso in questa pellicola è più ampio: come si può divenire leader di qualcuno se prima non si diviene leader di se stessi? È partendo da un profondo lavoro sulla propria persona che si può divenire capi di una squadra, di un gruppo o, ancora meglio, di una nazione.

Io sono il capitano della mia anima”, questa è la frase che l’ex presidente sudafricano ripeteva spesso. Non è un percorso facile e Mandela ne è un esempio lampante, ma occorre affrontare tutte le tappe di questo percorso per poter diventare delle forti figure carismatiche. Nonostante i momenti dolorosi e difficili, Invictus è una pellicola che insegna come essi vadano affrontati con coraggio e decisione. Un leader non deve semplicemente dare ordini o essere un capo, ma occorre che dia il buon esempio, che incoraggi gli altri verso il successo, attraverso la responsabilità per le proprie azioni. Egli non è un capo supremo, ma una guida da cui cogliere insegnamenti importanti, è il primo a tracciare la strada giusta per fare in modo che gli altri lo seguano. 

Ognuno di noi può decidere del proprio destino indipendentemente dal ruolo che ricopre nella società: svegliandoci ogni mattina possiamo scegliere cosa vogliamo diventare, abbiamo una sconfinata libertà di scelta. Possiamo decidere se lasciare che tutto ci passi davanti passivamente o prendere le redini della situazione. Questo è quello che si vede in particolare nel film con la figura del capitano Pienaar. Egli, spinto dalle richieste di aiuto e collaborazione del presidente, subisce una completa trasformazione: da capitano comprende che è con il suo esempio che può portare l’intera squadra a crescere. Abbandona il suo atteggiamento arrendevole e abbattuto per per lasciar spazio ad un vero team leader: ancora una volta la trasformazione parte prima da sé, si convince che la squadre possa realmente migliorare e si impegna in prima persona a guidare i compagni e farsi seguire, senza assumere posizioni di comando o supremazia.

Seguendo allora l’insegnamento di Invictus, solo quando comprenderemo di essere noi gli artefici del nostro destino potremo aiutare gli altri a costruire il loro, senza imporre la nostra opinione, ma aiutandoli a crescere ed evolversi giorno dopo giorno.