Dal 2003, anno d’uscita di Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna, non si può non pensare all’iconica figura di Jack Sparrow ogni qual volta si senta pronunciare la parola “pirata“. Il personaggio interpretato da Johnny Depp è la perfetta personificazione di narcisismo, determinazione e giullarismo che abbiamo visto sugli schermi in tutti e cinque gli episodi della saga.

La genesi di una leggenda

Otto mani per un unico corsaro: quello che, nei piani iniziali, avrebbe dovuto ricoprire un ruolo secondario è diventato il protagonista dell’intera serie. Gore Verbinski, Terry Rossio, Ted Elliott e lo stesso Depp hanno plasmato un filibustiere dai tratti atipici e inimitabili: le evidenti sfumature rock (nel look e nelle movenze) si ispirano a Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones che veste i panni di Edward Teague, padre di Jack e custode del Codice dei Pirati.

La personalità di Sparrow non era di certo semplice e si distingueva nettamente dai personaggi del mondo Disney. Questo portò i dirigenti a chiedersi se l’ambigua caratterizzazione del pirata potesse risultare dannosa e controproducente: fortunatamente pubblico e critica lo apprezzarono fin dal primo istante, valse al suo interprete una candidatura al premio Oscar e il secondo film, La maledizione del forziere fantasma, superò il miliardo di dollari d’incasso.

Gli attrezzi del mestiere

Nell’iconografia tradizionale i pirati sono rappresentati a bordo di navi veloci che issano una bandiera nera con le ossa incrociate, con un pappagallo sulla spalla e con una gamba rigorosamente di legno. Ma Jack Sparrow non è propriamente un corsaro vecchia scuola. La sua imbarcazione, la leggendaria Perla Nera, è capitanata da altri (Hector Barbossa nel primo episodio) o addirittura rinchiusa in una bottiglia (come nel quinto capitolo, La vendetta di Salazar), mentre al posto del variopinto pennuto c’è un’odiata scimmietta non-morta che porta il suo nome e che appartiene al suo acerrimo rivale.

Oltre al suo inseparabile cappello, acquistato con i primi ricavi illeciti della pirateria, Capitan Sparrow porta sempre con sé una bussola che, non puntando mai verso Nord, attira l’ilarità di chiunque la veda: in realtà, molte delle sue fortune sono dovute proprio a quel marchingegno, il cui ago indica la direzione da percorrere per raggiungere ciò che più si desidera.

Cult of personality

Sfacciato, amante del rum e delle belle donne, assetato d’oro: ecco l’archetipo del perfetto pirata, ecco Jack Sparrow. Irriverente, sarcastico, ai limiti del grottesco in certe situazioni, sempre pronto a tirarsi fuori da circostanze assurde come se nulla fosse accaduto. Ma il character di Johnny Depp non è soltanto questo. Si presenta come un personaggio in perenne lotta con se stesso, tra la necessità di essere riconosciuto dai “colleghi” come un valoroso bucaniere e il desiderio di mostrare timidamente, quasi segretamente, dei valori nobili.

Solidarietà, altruismo e lealtà: Jack, per quanto egocentrico e avido possa essere, dimostra diverse volte nel corso della saga di tenere particolarmente ai suoi compagni di viaggio, come quando salva Will Turner (Orlando Bloom) da morte certa facendolo diventare capitano dell’Olandese Volante nel terzo episodio (Ai confini del mare).

Inaffidabile, manipolatore astuto e doppiogiochista seriale, il nostro Capitano (guai a non riferirsi a lui senza questo appellativo!) cela, sotto la bandana e i lunghi dreadlocks, una storia personale fatta di mirabolanti (e spesso ingigantite) avventure. A bordo della sua adorata Perla Nera ha solcato i mari in cerca di tesori e affrontato nemici temibili, come lo spagnolo Armando Salazar o il mostruoso Davy Jones. Tutto molto bello, ma allora perché fa la sua trionfale entrata in scena su una bagnarola che sta affondando? Perché Jack è un uomo comune, non è di certo un supereroe: la sua fortuna è altalenante, come tutti è in balia del corso degli eventi e può fare affidamento soltanto sul proprio ingegno per modificarlo a suo favore.

FONTI

Filmpost.it

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