Il sistema scolastico americano ha molte lacune, questo è abbastanza risaputo. Ma che anche Demi Lovato non fosse a conoscenza della questione Palestinese ha lasciato tutti senza parole.

Il post su Instagram

Instagram è ormai una sorta di diario pubblico e anche Demi Lovato, cantante lanciata nel 2008 dalla pellicola Disney Camp Rock, ha deciso di usare il social per raccontare le varie tappe del percorso per lasciarsi alle spalle il suo burrascoso passato. L’ultima tappa di questo cammino è stata un viaggio in Israele e infatti sul suo profilo ha pubblicato una serie di foto in cui dichiarava di essersi emozionata davanti ai posti di cui ha tanto sentito parlare durante la sua infanzia da cristiana. Tra queste, colpisce sopratutto quella in cui mostra il suo battesimo nel fiume Giordano.

Come didascalia alle foto, la cantante ha aggiunto un commento che spiega il motivo del suo viaggio:

Sono cresciuta da cristiana e ho degli antenati ebrei. Quando mi è stata offerta la fantastica opportunità di visitare i posti di cui ho letto nella Bibbia quando ero piccola, ho subito accettato. C’è qualcosa di assolutamente magico in Israele. Non ho mai sentito un senso di spiritualità o di connessione a Dio così intenso… è stato qualcosa che avevo perso da molti anni. La spiritualità è molto importante per me… essere battezzata nel fiume Giordano – lo stesso in cui è stato battezzato Gesù – è stato incredibile, non mi sono mai sentita più rinnovata in vita mia.

La cantante statunitense, dunque, ha mostrato un grande sentimento di affetto (come è normale che sia dato il suo credo religioso) nei confronti di Israele, ma in molti si sono resi conto della dimenticanza di un dettaglio importante.

Dove ha sbagliato Demi Lovato?

Quello che Demi Lovato sembra ignorare è che la Palestina, dal 1948, è teatro di un vero e proprio genocidio da parte dello Stato d’Israele. Il fatto che Demi abbia visitato il posto senza parlare della tragedia in atto non è passato inosservato. Poco dopo la pubblicazione del post, infatti, i fan della cantante hanno iniziato a bombardarlo con una serie di commenti di accusa. Come è possibile visitare un luogo così problematico e non rivolgere neanche una parola a tutte le persone che lo stato di Israele uccide e perseguita ogni giorno da anni? I fan europei si sono dichiarati abbastanza confusi e feriti da questo atteggiamento, perché a scuola hanno dedicato diverse ore a questo argomento, e non riescono a capacitarsi del fatto che la loro artista preferita non abbia dimostrato il minimo interesse.

La cantante si è ritrovata al centro delle polemiche non solo su Instagram, ma anche su altri social, tra i quali Twitter. Qui la questione si è infatti espansa a macchia d’olio e ha fatto riflettere anche i meno informati riguardo l’argomento.

Le spiegazioni sulle Stories

Dopo tutti questi attacchi, Demi non ha potuto fare altro che pubblicare delle stories in cui ha tentato di spiegarsi e di chiarire la questione, dichiarando di non aver mai saputo niente riguardo la questione palestinese fino a quel momento.

Sono estremamente dispiaciuta. Ho accettato di fare un viaggio gratis a Israele in cambio di alcuni post. Nessuno mi aveva mai detto che potesse esserci qualcosa di sbagliato nell’andare in Palestina, o che questo avrebbe potuto offendere qualcuno. Detto questo, mi scuso se ho offeso o ferito qualcuno – non era mia intenzione. Io ho fatto quest’esperienza spirituale per me, non si è mai trattato di prendere una posizione politica e ora ho capito che questo ha ferito delle persone e di questo mi dispiace.

Nonostante i chiarimenti della cantante, però, la faccenda non si è conclusa qui. I commenti infatti sono andati avanti ancora per un po’ di tempo, tanto che la stella della Disney è stata costretta a disattivarli. Uno di quelli della cantante che ha colpito di più, e che mostra quella che noi dello Sbuffo reputiamo estrema ignoranza, è il seguente:

Non ho un’opinione sui conflitti del Medio Oriente, e non credo nemmeno sia dovuta ad averla, dato che sono una cantante americana. E voi mi state davvero chiedendo di prendere una posizione?

Avere un’opinione è importante

Come può una ventiseienne non avere un’opinione riguardo il genocidio? Qui non si tratta di scegliere se un colore è più bello di un altro, ma di riconoscere un diritto umano: quello alla vita. Su questo non ci sono opinioni che tengano, è un dato di fatto, è un qualcosa di oggettivo. Quello che succede in Palestina è sbagliato, e non si può accettare di non avere un’opinione o di non essere informati a riguardo. Tuttavia, come si è accennato all’inizio, l’istruzione americana è molto diversa rispetto a quella europea e in questo caso in particolare c’è da considerare il fatto che gli Stati Uniti siano alleati di Israele: è infatti nei loro interessi nascondere ai propri cittadini il fatto che stiano finanziando qualcosa di così atroce.

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