La moda dall’inizio degli anni 2000 si è sempre di più concentrata sull’aspetto, quasi ossessivo, del corpo; il fisico diventa il centro dell’interesse mettendo la persona e la personalità in secondo piano. L’immagine viene condizionata dal contesto, e la corporeità femminile deve rispondere a canoni di bellezza che portano il corpo a sfociare in una magrezza eccessiva.
I social, come anche la televisione, non fanno che proporre alle donne corpi perfetti con i quali dover fare i conti. La società di oggi così tende ad azzerare la bellezza della diversità, ponendo invece davanti alle donne un canone standard di corpi perfetti e scultorei da seguire. Modelli impossibili, fuorvianti, che inducono le donne a una ricerca ossessiva della forma perfetta.

Questa ossessione per la magrezza sfocia molte volte in disturbi alimentari quali anoressia o bulimia, e spesso molte modelle soffrono di tali disturbi. Famoso è il caso di Isabelle Caro, modella francese, che morirà di anoressia nel 2010, e che cercherà fino all’ultimo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo delicato tema, anche partecipando alla campagna choc lanciata da Oliviero Toscani.

Questa campagna fu ideata per educare le donne ma soprattutto le ragazze giovani a non conformarsi a modelli estetici irraggiungibili. Negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento dei social, la  magrezza eccessiva, spinta sempre di più al limite con diete e sedute di palestra estenuanti, affiancate a immagini fittizie di donne sempre più magre, sta ossessionando tantissime giovani.

È necessario far sì che il settore moda cerchi di coinvolgere la società con uno stile di vita equilibrato, in cui gli estremi vengano annullati. Questo modello di donne perfette devia dalla vera volontà della moda, ossia il riuscire a sentirsi bene con sé stessi. È importante ricordarsi che si può essere belle e sexy anche indossando una taglia che non sia la 36, e bisogna cercare, come società, di educare le future generazioni all’amore verso loro stessi, perché solamente in questo modo sarà possibile contenere le problematiche sopracitate. Il settore moda, ma soprattutto coloro che comunicano con le nuove generazioni tramite i social, devono cercare di far capire alle giovani donne che la bellezza non è una taglia ma semplicemente l’accettazione del proprio corpo e di se stessi per ciò che si è.


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