Il 69° festival della canzone italiana si è appena concluso e, come da tradizione, non sono mancate le critiche riguardo vari aspetti dell’immancabile appuntamento annuale. Questa manifestazione, così importante per la cultura italiana, fa sempre parlare, non solo durante la settimana di gara, ma soprattutto dopo; sì per i brani dei concorrenti, ma anche per i look portati sul palcoscenico più ambito della nostra nazione.

Nella prima serata della sua seconda edizione, Claudio Baglioni ha optato per  un classico abito nero di Ermanno Scervino con un papillon sulla camicia bianca. Al contrario, ha osato molto di più Claudio Bisio, alla sua prima edizione, con un tuxedo di Etro: giacca in broccato blu e oro, che riapparirà nella quarta serata nella versione bordeaux. Al loro fianco, Virginia Raffaele apre le danze con Armani Privè e un abito a fascia lungo, nero, ma con uno spacco bianco. L’accoppiata bianco-nero sulla presentatrice tornerà anche in uno dei look della serata finale. I look successivi sono molto eleganti: un abito vedo-non vedo e uno nero classico, ma con un punto luce.
I cantanti uomini, tutti rigorosamente in nero, ma l’eccezione alla regola c’è sempre! Boomdabash sfoggia una giacca in velluto bordeaux, Mahmood una camicia multicolor, Achille Lauro e Ghemon in bianco.

Per quanto riguarda le donne, l’unica che osa è Federica Carta: una tuta di paillettes rosa, che fa brillare la giovane cantante sullo sfondo buio dell’auditorium. Arisa e Paola Turci puntano al bianco e al nero, riproponendo, nel corso delle serate,  lo stesso modello ma alternando i colori, sentendosi sicure con quegli abiti – così affermano da Caterina Balivo. Scelte sicuramente curiose sono invece quelle delle  veterane del palco: Loredana Bertè e Patty Pravo. Anche loro, ripropongono lo stesso abito: Patty Pravo in diverse nuances, sorprendendo durante la finale con uno strascico come variante, e la Bertè replica ogni sera il suo vestito dall’anima rock abbinato ai capelli da fata turchina.

La seconda serata si riassume dicendo che il nero è superstar in tutte le sue sfumature. Bisio passa a un abito più sobrio e i cantanti a una meno elegante, per esempio il Volo con  bomberini e sneakers. Anche in questa serata le eccezioni non mancano: Virginia Raffaele, in uno dei suoi cambi, appare con un vestito da favola rosso con coda, che fa concorrenza a quello di Armani disegnato per l’ospite della serata, Michelle Hunziker, nelle vesti di una principessa moderna. O ancora, Shade con un completo blu e Ghemon, che di sera in sera aumenta i volumi dei suoi capi, in beige.

La rivoluzione arriva alla terza sera: il bianco e lo stile arabesco, ripreso nella quarta serata da Gué Pequeno. Virginia Raffaele apre la serata in un abito bianco di Giambattista Valli couture e successivamente sfoggia un abito corto, anni ’60. In bianco anche l’ospite, Fabio Rovazzi. La vera star della serata è Ornella Vanoni, che nel suo abito rosso, porta avanti una gag molto simpatica con la Raffaele. I due presentatori in velluto. Sorprende Alessandra Amoroso con la sua giacca con le ‘ali’ di piume nere. Penultima puntata: glitter.

Il grande finale brilla come uno dei cambi della presentatrice: Armani rosso brillante e nero in paillettes. Anna Tatangelo, che ogni sera si è presentata in abiti molto rigidi, l’ultima sera decide di cambiare stile, ma rimanendo sempre elegante e sexy. L’ospite della serata, Elisa, colpisce con un bicolore di Blumarine, semplice, ma raffinato, proprio come lei.

Aspettando la 70° edizione, in cui si prevedono scintille, si tirano le somme. Critiche a parte, il palco dell’Ariston anche per questa edizione ha ospitato le voci più apprezzate della canzone italiana, che affrontano ogni esibizione con l’orgoglio di poter prendere parte al festival più importante del panorama musicale italiano, ma anche con qualche timore, come evidente nel caso di Arisa, che una sera ha dimenticato le parole della propria canzone, sapendo però mascherarlo molto bene. I veri protagonisti di Sanremo si confermano voce e look, sotto i riflettori per cinque sere; cinque sere in cui il popolo italiano sta letteralmente incollato alla televisione e prepara i commenti per i giorni successivi.